Il Capitolo della Concattedrale di Pontremoli

Nel giorno del patrono San Geminiano, la cerimonia della nomina di nuovi Canonici e delle dignità del Collegio dei Canonici. Riscopriamo insieme la storia, le tradizioni e le consuetudini

Don Graziano Galeotti

Il Capitolo è un collegio di sacerdoti, detti canonici, stabilmente costituito presso una chiesa Cattedrale, Concattedrale o Collegiata. La sua funzione principale è quella di garantire la celebrazione solenne del culto e custodire la dignità liturgica della chiesa madre.
Nella storia, soprattutto in epoca moderna, il Capitolo ha avuto anche un ruolo istituzionale più ampio. Un tempo affiancava il vescovo nel governo della diocesi e, in caso di sede vacante, provvedeva all’ordinaria amministrazione attraverso l’elezione del vicario capitolare.
Oggi questa funzione non è più esercitata ma resta il valore ecclesiale del Capitolo, come segno di comunione, preghiera corale e continuità.
La storia del Capitolo di Pontremoli è strettamente legata a quella della Concattedrale. La “grande chiesa” di Santa Maria del Popolo, edificata a partire dal 1636, fu elevata ad insigne chiesa Collegiata da papa Innocenzo XIII il 18 dicembre 1721.
Con la stessa bolla pontificia venne eretto un collegio di canonici, inizialmente composto da un proposto e sette membri, chiamati ad assicurare il decoro del culto e la solennità delle celebrazioni.
Nel corso del Settecento il Capitolo si strutturò ulteriormente con l’istituzione delle dignità capitolari e con il trasferimento, nel 1756, dei beni della soppressa pieve di Urceola-Saliceto.

L’interno del Duomo di Pontremoli

Un passaggio decisivo avvenne il 4 luglio 1787, con l’erezione della diocesi di Pontremoli: la Collegiata divenne Cattedrale e il collegio canonicale assunse la forma di Capitolo della Cattedrale. All’inizio dell’Ottocento i canonici erano tredici, comprese le quattro dignità, a testimonianza del ruolo centrale che il Capitolo rivestiva nella vita ecclesiale e cittadina.
Dopo la fusione della diocesi di Massa con quella di Pontremoli, l’ente nel 1988 ha assunto l’attuale denominazione di Capitolo della chiesa Concattedrale di Pontremoli.
Tra i canonici, privilegiando l’anzianità di nomina, ne sono scelti quattro per ricoprire le “dignità” del Capitolo e cioè il Canonico Proposto – nomina che un tempo spettava al parroco della Cattedrale, l’Arcidiacono, il Decano e il Primicerio, che vengono nominati con decreto del vescovo diocesano.

Il Duomo di Pontremoli in una foto dei primi anni del Novecento

Il Capitolo successivamente eleggerà al proprio interno un presidente (che può essere uno qualsiasi dei canonici) e sarà nominato col consenso del vescovo diocesano per cinque anni e potrà essere confermato nella nomina solo per un altro quinquennio e avrà il compito di coordinare la vita del Capitolo e di rappresentarlo legalmente.
Per quanto riguarda invece le celebrazioni più solenni in Cattedrale, in assenza del vescovo, spetta in modo particolare al Proposto di presiederle in sua vece così come – fatta eccezione per il diritto del vicario generale – è sua facoltà il primo posto nell’assistenza al vescovo quando celebra in Duomo.
Sempre tra i canonici vengono nominati due sacerdoti che ricoprono rispettivamente l’ufficio di Canonico Penitenziere (che ha particolare riguardo nell’amministrare il Sacramento della Confessione) e quello di Canonico Teologo – quest’ultimo istituito per volontà e a spese proprie di mons. Adeodato Venturini, secondo vescovo di Pontremoli, perché fosse garantito l’insegnamento della Teologia dogmatica agli alunni del Seminario.
Ad essi si affiancano i canonici titolari, sacerdoti ai quali è affidato un “titolo” che corrisponde ad alcuni degli altari presenti nella Concattedrale, fatta eccezione per il canonicato “Maracchi”, istituito grazie ad un lascito di una nobile famiglia pontremolese.
Infine è prevista la possibilità di canonici “emeriti” (attualmente non ve ne sono), cioè sacerdoti che per anzianità o altri motivi chiedono di essere sollevati dall’incarico precedentemente rivestito, e di canonici onorari, sacerdoti – attualmente tre – che non fanno parte strettamente del Capitolo ma ne hanno gli onori e ne possono vestire gli abiti corali.
I canonici effettivi, quelli onorari e gli emeriti hanno diritto al funerale nella Concattedrale. L’annuncio della morte di un canonico viene dato dal suono a distesa del Campanone e da un manifesto funebre. Alla morte di un canonico, ciascuno dei componenti del Capitolo, celebrerà quanto prima almeno tre S. Messe di suffragio.
L’abito corale che i canonici indossano, nelle occasioni più solenni, esprime l’identità del loro ufficio. Essi hanno il privilegio di indossare la talare filettata con fascia paonazza, la mozzetta paonazza marezzata (sopra il rocchetto) e la berretta con fiocco paonazzo.
Le quattro dignità capitolari si distinguono perché indossano anche una medaglia in argento dorato, recante da un lato l’effigie della dolce Madonna del Popolo e dall’altro lo stemma della città di Pontremoli, segno del legame profondo tra fede, storia e comunità civile.
Se un tempo alla nomina a canonico corrispondeva una rendita economica legata a lasciti o benefici, attualmente ricevere questo titolo risulta prevalentemente onorifico, pur inserendosi in una storia secolare che continua a parlare al presente: un’istituzione che, pur mutata nel tempo, resta chiamata a custodire la memoria, la preghiera e la comunione della Chiesa locale.

Fabio Venturini