Dalle carte più antiche a quelle moderne: delimitare i confini per definire gli spazi
La cartografia è la tecnologia del potere: conoscere, controllare, dominare. Questo è uno degli aspetti sottolineati dal prof. Riccardo Canesi nel corso della sua lezione agli iscritti dell’UniTre Pontremoli-Lunigiana tenuta nei giorni scorsi nelle Stanze del Teatro della Rosa. Se la geografia si basa sulle mappe, è altrettanto evidente quanto sia stretto il rapporto con il potere politico e con quello economico.
Le carte, infatti, vengono utilizzate per costruire e legittimare la realtà e non solo per descriverla! Sono innumerevoli i casi storici ma anche la nostra attualità quotidiniana ne è ricca: l’insegnante di Carrara ha portato l’efficace immagine della Groenlandia trasformata in un territorio a stelle e strisce, opera di sostenitori del progetto del presidente Usa.
Perché se oggi la geografia viene studiata sempre meno negli istituti scolastici ed è sempre più trascurata nei percorsi di studi, essa è invece materia ben conosciuta non solo dagli appassionati, ma anche e soprattutto dai manager delle multinazionali, dal mondo della politica e da quello militare.
Del resto il desiderio di scoperta degli esploratori è sempre stato accompagnato da quello di conquista. Il mondo di Cristoforo Colombo e degli altri navigatori del Quattrocento era limitato, ed egli stesso ha “scoperto” una terra “a sua insaputa”, convinto di essere arrivato davvero nelle Indie; e si dovranno attendere gli anni di Amerigo Vespucci per “battezzare” il nuovo continente e vedere il nome “America” su una mappa.

Così è chiaro come la cartografia serva a legittimare gli Stati: essa infatti delinea i confini e delimita gli spazi. Per questo si dice che le carte siano sempre sottomesse al “potere” di turno, dal quale vengono approssimate, ridotte o rese simboliche per il proprio scopo. L’invenzione e la diffusione della stampa hanno permesso anche alle mappe di moltiplicarsi in innumerevoli copie, così da diffondere non solo la conoscenza dei territori ma anche l’immagine e la legittimazione del potere sugli stessi. Importante è dunque anche il metodo con il quale si disegna una carta: ne sono passati molti di secoli da quando Gerhard Kremer (latinizzato Gerardo Mercatore) disegnò la mappa ancora oggi più nota al mondo.

Più famosa ma anche imprecisa perché il metodo di proiezione della sfera (la Terra) su un piano (la carta) ci mostra i territori vicini ai poli molto più grandi di quanto non siano realmente. Canesi ha portato l’esempio ancora della Groenlandia che appare grande quanto un continente mentre, nella realtà, non è più grande dell’Algeria!
Ma a Kremer non interessava dare un’immagine precisa del mondo conosciuto quanto offrire uno strumento affidabile ai navigatori olandesi del Cinquecento, soprattutto per quel che riguardava le distanze da percorrere. E su questo aspetto la mappa di Mercatore è infallibile: non è un caso che sia quella ancora utilizzata da Google per i servizi che ci vengono proposti in ogni istante della nostra vita.
Oggi esistono molti altri metodi per rappresentare la Terra e i risultati sono anche di recente attualità: nell’agosto 2025 l’Unione Africana ha infatti approvato una mappa che mostra con precisione le dimensioni degli Stati. La Equal Earth Wall Map offre l’immagine esatta del mondo: una prospettiva finalmente diversa per guardare la realtà.
Paolo Bissoli



