Lo spettacolo “Gin Game” con Pamela Villoresi e Giuseppe Pambieri riaperto il Teatro “Quartieri”
Il Teatro “Quartieri” a Bagnone, dopo un periodo di chiusura per ristrutturazione di alcune parti dell’edificio, ha riaperto i battenti, venerdì 9 gennaio scorso. Presenti il sindaco Giovanni Guastalli, il presidente del Consiglio Comunale Luigi Leonardi ed altri amministratori.
Il primo cittadino ha riferito che il Teatro, davvero una bomboniera, è stato arricchito da un ascensore che, dal piano che affaccia sul torrente Bagnone, (un tempo sede di una pizzeria, oggi riservato alla Banda musicale cittadina per le prove) porta alla “Sala Garavaldi” ove spiccano opere di Enrico, apprezzato ed indimenticabile pittore villafranchese.
Risistemati i servizi igienici, mentre il soppalco, con capienza di 45 persone, attende l’ultimo sopralluogo dei Vigili del Fuoco per l’ok alla sicurezza, mai tanto urgente come nel nostro tempo.
Il sipario si è alzato su una rappresentazione di grande pathos emotivo “Gin Game” di Donald L. Coburn, con la regia di Gianpiero Francese. Sul palco, con una scenografia semplicissima composta da una veranda, due piante di rose, un tavolo, due seggiole ed una panchina, due grandi interpreti: Pamela Villoresi e Giuseppe Pambieri nelle vesti di due anziani.
Fonsia e Walter si incontrano in una casa di riposo, (non di “lusso” perché mancano i soldi…)dove, per ingannare il tempo, giocano a Gin. Fonsia, dopo le istruzioni di Walter, diviene talmente brava da mettere letteralmente “ko” il maestro, finendo per urtare la sua sensibilità e renderlo nervoso. Atteggiamenti che scaturiscono da ferite lontane, mai rimarginate.
Ogni partita, vinta o persa, riporta a galla il passato, i vissuti intrecciati di rimpianti, delusioni, sbagli, legami… trasformando il gioco in uno specchio che riflette un passato non archiviato e temi universali come l’invecchiamento, la paura di diventare sempre meno autonomi, in primis, la solitudine.
Già la solitudine! Quello stato emotivo complesso che deriva da un discrepanza tra le relazioni sociali che si hanno e quelle desiderate, percepito come senso di vuoto ed isolamento che tanto pesa sul cuore.
Mentre si mescolano le carte e si distribuiscono sfilano,nella mente dei due anziani, quelle della vita, senza scadere in lagnanze inutili, affrontando la realtà, non certo “beata”, con intelligenza e vivacità.
Infatti “Gin Game” è un duetto che coinvolge dal primo momento mescolando sorrisi, amara comicità e drammi esistenziali. Ogni spettatore diviene, nell’intimo, anche “attore” di fronte al rapido passare del tempo che tutto cambia repentinamente suscitando seri interrogativi a partire dal rimanere soli, trascurati dai famigliari.
Un “peso”. Un problema personale, sociale e finanziario. Preoccupante sotto tutti gli aspetti, specialmente quando il vivere diviene sopravvivere.
Eppure Fonsia e Walter, alla fine, non più schiavi della voglia di emergere, di possedere,di lottare, di errori e di rancori sedimentati ci regalano il valore della tenerezza reggendosi l’un l’altra sulla spalla amica.
Abbandonandosi al suono di una musica evocativa e a qualche leggero passo di danza. Senza appesantire le “schiene doloranti…” Alle spalle il fiorire delle rose: rosse e vivide, come quelle regalate dal Sindaco alla protagonista.
Perché la vita, a qualsiasi età, rimane dono. Applausi scroscianti e ripetuti poiché la bravura degli attori è stata sublime.
Un sentito ringraziamento ad Enrico per le luci, a Monica e Federica per il servizio prestato. A vantaggio di un pubblico numeroso e variegato.
Ivana Fornesi



