Un comunicato che chiarisce sulle interlocuzioni tra Liceo Vescovile e Olitec

I riverberi del convegno del 29 novembre “Aerospazio e difesa, un’opportunità per il territorio” patrocinato dal Comune di Pontremoli sono continuati anche in queste settimane, e hanno interessato il consiglio comunale pontremolese ed anche il Liceo Vescovile, il cui preside don Pietro Pratolongo già nei mesi precedenti all’evento, anche dalle pagine del nostro settimanale, aveva annunciato la proposta di collaborazione con la Fondazione Olitec per l’introduzione all’interno del percorso scolastico delle discipline “Bria” (Bioinformatica, realtà immersiva e intelligenza artificiale).
Al convegno al Teatro della Rosa, infatti, il responsabile della Fondazione Olitec, Massimiliano Nicolini aveva annunciato che dal mese di settembre 2026 si sarebbe aperto un percorso triennale di studi sulla bioinformatica presso il Liceo vescovile di Pontremoli. Il contesto in cui l’annuncio era stato fatto – di cui il Corriere Apuano aveva riportato un’ampia cronaca nel numero del 6 dicembre – avevano destato perplessità e richieste di chiarimenti su più fronti: da singoli cittadini, alla rete delle associazioni pacifiste del territorio, che si erano spinte a chiedere con un comunicato se “Pontremoli ripudia la guerra?” e a domandare dei rapporti tra Olitec e Liceo Vescovile, fino ad una testata locale online che, dopo aver ricostruito tutta la vicenda, reclamando responsabilità e trasparenza, aveva posto alcune domande di interesse pubblico sia al Comune che alla Fondazione Olitec.

La risposta della Diocesi rispetto agli annunci fatti al convegno, affidata ad un comunicato stampa, ha chiarito che «nessun accordo era ed è stato stipulato con il signor Massimiliano Nicolini, né direttamente con la sua persona, né tantomeno con la Fondazione Olitec. Certo erano in corso colloqui e approfondimenti ma, proprio sulla base di ciò che è emerso, desideriamo esprimere la netta distanza del Liceo vescovile e della diocesi apuana, di cui il vescovo monsignor Mario Vaccari è il titolare e legale rappresentante, da questa progettualità».
Il comunicato della Diocesi ha anche chiarito che «le interlocuzioni intercorse erano state intraprese solo con l’obiettivo della crescita umana e spirituale degli studenti, che non può di certo essere perseguita con iniziative volte al sostegno delle politiche di aumento degli armamenti che giustificano la logica della guerra, quando desideriamo invece che non solo l’educazione alla pace sia alla base della proposta educativa del Liceo vescovile, ma la cultura della pace e diventare ‘operatori di pace’ – non solo pacifisti, dunque, ma anche pacificatori – debba avere un’attenzione costante da parte della comunità cristiana». Se appare chiaro l’indirizzo impresso dal Vescovo al profilo culturale del Liceo, la vicenda appare non ancora chiusa, come emerge da un comunicato stampa di Fondazione Olitec con la quale si respinge la ricostruzione dei fatti operata dalla Diocesi in quanto questa «non tiene conto della documentazione, delle richieste formali avanzate dal Liceo e delle risposte fornite dalla Fondazione». (d.t.)
Interpellanza della minoranza che ha chiesto chiarimenti sul convegno svoltosi Alla Rosa
“Un preoccupante racconto a senso unico”, la replica: “un’occasione per il il territorio”
è arrivato anche sui banchi del consiglio comunale l’eco del convegno che si è tenuto alla Rosa lo scorso 29 novembre. A portare la tematica al centro della discussione dell’assise che si è svolta il 22 dicembre, è stata la minoranza che ha presentato un’apposita interpellanza.

La capogruppo Elisabetta Sordi ha evidenziato come durante il convegno ci sia stato “Un racconto a senso unico in cui si è dipinto il comparto della difesa e dell’aerospazio come unica grande opportunità professionale per restare sul territorio”. Una narrazione che indicava quindi come “inevitabile la necessità di investire risorse umane ed economiche nel comparto bellico”, una descrizione della realtà ritenuta grave dai consiglieri di minoranza, anche in virtù di alcune frasi espresse da qualche relatore, come ad esempio “non possiamo pensare che là fuori siano tutti buoni e bravi come noi, biondi e con gli occhi azzurri”. Frase espressamente citata dalla stessa Sordi nell’esposizione dell’interpellanza “per esemplificare il clima in cui si è svolto il convegno”.
Per la Sordi è poi molto grave “che tutto questo si sia tenuto alla presenza di numerosi studenti che sono arrivati al convegno senza alcuna preparazione pregressa in ambito scolastico. Tanto è vero che molti di loro non avevano la minima idea di quale fosse il tema della mattinata”. Tutte questioni che hanno fatto emergere come la narrazione nel corso del convegno “sia stata incentrata sul concetto di una necessaria corsa al riarmo. Concetto pericoloso nel merito e anche nel metodo, e si tratta di questioni delicate su cui siamo convinti che le amministrazioni dovrebbero muoversi con grande cautela. Per questo volevamo capire per quale motivo il Comune abbia concesso il patrocinio all’evento e chi ha maturato la decisione di coinvolgere le scuole”.
Il sindaco Jacopo Ferri ha dato forza all’incipit della sua risposta poggiandosi sulle recenti parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha asserito, a proposito di armamento come queste siano “spese impopolari ma necessarie” “ecco – ha evidenziato il sindaco – io sono totalmente d’accordo con il Presidente”.
Ferri ha quindi rivendicato con orgoglio di aver supportato l’organizzazione dell’evento “e che anzi considero un dovere l’averlo realizzato, visto che ha permesso il confronto con 50 aziende che possono portare potenziali progetti e investimenti lavorativi sul territorio. Ma si tratta solo di uno dei tanti incontri e convegni che ha visto il coinvolgimento dell’amministrazione nel corso di questi anni. Quindi non c’è solo il reparto della Difesa ma certo c’è anche questo”. Sindaco che si assume poi anche la piena responsabilità nell’aver coinvolto le scuole del territorio “mi attribuisco completamente la responsabilità, anzi avrei voluto che il convegno si fosse svolto di venerdì perché il sabato non avevo calcolato che non ci poteva essere la partecipazione dei ragazzi del Meccanico”, e replicando alla mancata preparazione dei ragazzi ha sottolineato come al contrario “ho avuto riscontri molti positivi sulla mattinata, con molti studenti che mi hanno chiesto contatti per potersi rapportare direttamente con le aziende”. (r.s.)



