Comuni montani: cinque comuni a rischio declassamento in Lunigiana

Aulla, Fosdinovo, Podenzana, Tresana e Villafranca a rischio di declassamento rispetto allo status di comune montano? È l’effetto della nuova legge sulla montagna voluta dal Ministro Calderoli

Panorama di Caprigliola
Panorama di Caprigliola

è diventato un caso politico la nuova definizione dei requisiti per definire i comuni “montani” in Italia. I criteri per definire i comuni montani sono stati ridefiniti con la recente “Legge sulla montagna” voluta dal Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli. Il criterio principale per classificare i comuni montani, che sostituisce quello istituito nel 1971, è una superfice comunale per almeno il 25% al di sopra di 600 metri sul livello del mare, caratterizzata per almeno il 30% da una pendenza superiore al 20%.

A questi si aggiungono i comuni il cui territorio è caratterizzato da una altimetria media superiore ai 500 metri sul livello del mare e i comuni il cui territorio è totalmente confinante con i comuni classificati come montani con gli altri criteri, a condizione però che abbiano una altitudine media di 300 metri sul livello del mare. Si tratta di criteri meramente orografici che non tengono in considerazione variabili sociali, storiche o infrastrutturali dei singoli territori e che per questo hanno attirato molte critiche.

Alla fine, la nuova norma porta a qualificare come montani 2.844 comuni con una popolazione residente di 7,8 milioni di abitanti, pari al 13,2% della popolazione nazionale). Si tratta di una consistente sforbiciata rispetto alla classificazione precedente, che contava 4.201 comuni, in cui abitava il 19% della popolazione, secondo i dati dell’Uncem, l’associazione italiana dei comuni di montagna.

Un suggestivo panorama sulla Val di Magra con in primo piano il castello di Fosdinovo.
Un suggestivo panorama sulla Val di Magra con in primo piano il castello di Fosdinovo.

In base alla normativa descritta, secondo un articolo del Corriere della Sera del 19 dicembre, sarebbero 67 i comuni toscani non più classificati come montani. Tra questi, Aulla, Fosdinovo, Montignoso, Podenzana, Tresana e Villafranca Lunigiana. Il taglio, secondo il Decreto che attua i nuovi parametri serve per “concentrare le risorse disponibili per le zone autenticamente montane”, ma i critici del provvedimento hanno evidenziato come i nuovi criteri vadano a penalizzare in larga parte il territorio appenninico rispetto a quello alpino, elettoralmente più affine al ministro Calderoli e parte della Lega.

Anche per questo Uncem ha contestato l’adozione degli stessi parametri per Alpi e Appennini, Mezzogiorno e Settentrione. I molti rilievi al provvedimento hanno portato ad uno stop, deciso in Conferenza Stato-Regioni, al Dpcm che definirà con precisione quali saranno i comuni che manterranno lo status di “montani”.

La pausa di riflessione imposta dalla Conferenza Stato-Regioni non cancella il problema di come non penalizzare territori già marginali.

Sebbene la nuova normativa non riguarderà la classificazione dei territori operata dalle singole Regioni per l’assegnazione dei propri fondi – la montagna e le aree montane rientrano nelle competenze legislative residuali delle Regioni – l’impatto della riforma potrebbe essere importante per i comuni esclusi.

Panorama di Aulla
Panorama di Aulla

Il nuovo elenco, infatti, serve a individuare i comuni destinatari delle misure di sostegno previste dalla Nuova Legge sulla Montagna (200 milioni stanziati in legge di Bilancio, gli stessi degli altri anni), in merito a sanità, istruzione, incentivi agli investimenti e alle imprese, lavoro agile, acquisto e ristrutturazione di immobili. Con una precisazione: non saranno tutti i comuni montani ad accedere ai fondi ma, tra questi, quelli individuati “sulla base di parametri socio-economici da successivi regolamenti”.

Cioè, per rimanere in Lunigiana, con la nuova legge non saranno solo i 5 comuni che potrebbero essere esclusi dalla lista di quelli montani a vedersi negati fondi preziosi per la tenuta sociale, economica e demografica del territorio, ma anche altri comuni comunque considerati montani dalla nuova classificazione.

Ma dalla classificazione di “comune montano” discendono altri sostanziali vantaggi: ad esempio si possono ottenere deroghe alle regole che fissano il numero minimo di alunni per mantenere aperta una scuola; oppure si può accedere ad agevolazioni riguardanti il lavoro agricolo o l’apertura di nuove imprese, o ancora si possono ottenere deroghe rispetto ai parametri per il mantenimento di molti servizi pubblici. Insomma: rientrare tra i comuni montani non è un vezzo, ma una questione di sostanza. (d.t.)