Il Giubileo è terminato: “persone nuove, capaci di camminare nella grazia del Signore”

La chiusura dell’anno giubilare nelle due cattedrali della Diocesi Apuana

Un momento della celebrazione per la chiusura del Giubileo in Concattedrale a Pontremoli

Nell’ultimo fine settimana del 2025 la nostra diocesi ha vissuto il compimento del giubileo della speranza, un tempo di grazia che ha accompagnato la vita delle comunità e delle persone lungo l’arco di un intero anno.
Sabato 27 dicembre, nella Concattedrale di Santa Maria Assunta di Pontremoli, e domenica 28 dicembre nella Cattedrale di Massa, le celebrazioni presiedute dal vescovo diocesano, mons. Mario Vaccari, hanno raccolto in un unico ringraziamento quanto seminato e vissuto, affidandolo al futuro della Chiesa locale.
A Pontremoli la celebrazione di chiusura si è svolta nei primi vespri della festa della Santa Famiglia. In un clima di raccoglimento e partecipazione, la comunità si è ritrovata per rileggere il cammino compiuto, riconoscendo nel giubileo non solo una successione di gesti e appuntamenti, ma un’esperienza spirituale maturata nel tempo.
“Un anno ricco – ha ricordato il vescovo – come la maggior parte delle opere di Dio, che sono contenute nel nostro cuore, come la famiglia di Nazaret”. Proprio Nazaret è diventata l’immagine guida: il luogo della quotidianità, del lavoro silenzioso e delle relazioni vissute nella semplicità, dove Gesù cresce in età e grazia e dove anche oggi Dio continua ad “abitare la vita ordinaria” delle persone.
Il giubileo è stato così riletto come un tempo favorevole in cui molti hanno potuto fare esperienza concreta della misericordia di Dio. Attraverso il sacramento della riconciliazione abbiamo sperimentato la grazia “del perdono per le nostre colpe, perché Dio ci ha predestinati a essere santi nel suo amore”.
Una grazia che rialza e rimette in cammino: “come nel battesimo – ha sottolineato mons. Vaccari – torniamo a essere persone nuove, capaci di camminare nella grazia del Signore”.
In questo contesto ha trovato spazio anche il significato dell’indulgenza, “dono per eccellenza del Giubileo”, descritta come “un tuffo nella grazia del Signore”, capace di sanare non solo la colpa ma anche la memoria del male compiuto, aprendo a un nuovo inizio segnato dalla speranza.
Il riferimento al Vangelo ha riportato lo sguardo sul cammino di Gesù, segnato dal rifiuto e dalla sofferenza, ma sempre vissuto nello sguardo misericordioso del Padre. Dalla croce, fonte inesauribile di amore, nasce uno stile di vita che interpella le relazioni quotidiane e chiede di rivestirsi di carità, mansuetudine e ascolto reciproco. “Le guerre – ha ricordato il vescovo – nascono quando non si vede il dolore dell’altro” mentre la speranza cresce quando si impara ad accogliere e a perdonare.

Massa: la Basilica cattedrale sarà chiesa giubilare
per gli 800 anni della morte di San Francesco

Massa, la Cattedrale

In Cattedrale a Massa, la celebrazione conclusiva del giubileo nella nostra chiesa locale ha intrecciato il ringraziamento per l’anno giubilare che si chiude con uno sguardo aperto al tempo che viene.
Riprendendo l’immagine del pellegrinaggio, mons. Vaccari ha ricordato che tutti siamo “pellegrini e forestieri su questa terra”, chiamati a camminare affidandoci alla misericordia di Dio e traducendo la conversione personale in responsabilità verso i fratelli, i poveri e il creato.
Si chiude un tempo – ha affermato – ma se ne apre un altro: quello di un cuore che ascolta la Parola, accoglie il fratello e impara a perdonare”.
Al termine della celebrazione è stato annunciato che il Santo Padre ha concesso che la Cattedrale di Massa sia chiesa giubilare in occasione degli ottocento anni della morte di san Francesco d’Assisi, dal 15 marzo, IV domenica di Quaresima, fino alla festa del 4 ottobre.

(Fabio Venturini)