Buoni cittadini in questa terra, perché siano degni abitatori del cielo

La devozione a San Giovanni Bosco è molto diffusa anche nella nostra diocesi; a lui è dedicata la parrocchia di Battilana. Il salesiano Renzo Tognetti venne fucilato a Ponte di Forno nel settembre 1944. Ad Albiano le reliquie di altri tre salesiani

San Giovanni Bosco (1815 – 1888)

La diocesi di Massa Carrara – Pontremoli costituisce probabilmente un unico nel panorama cultuale di San Giovanni Bosco, colui che il pontefice San Giovanni Paolo II ebbe a definire nel 1988 “Padre e Maestro della Gioventù”, fondatore della Societas Sancti Francisci Salesii, oggi denominata Società salesiana di San Giovanni Bosco, conferendole la missione pastorale e sociale di “formare buoni cristiani e onesti cittadini” attraverso il suo sistema educativo “Preventivo”.
La concomitanza con la festa del patrono di Pontremoli, San Geminiano, del quale anche l’intera diocesi celebra la memoria liturgica il 31 gennaio, nel redigere il calendario diocesano, ha portato ad anticipare di un giorno la memoria del santo piemontese, rispetto alla data in cui è ricordato dalla Chiesa universale.
La vita di San Giovanni Bosco appare particolarmente segnata dagli interventi della Provvidenza e dalla presenza della Vergine Maria. Nato a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815 in una famiglia di poveri contadini, fin da fanciullo si sentì chiamato a dedicare la vita ai giovani.
Diventato prete a Torino dopo anni di sacrificio, spese le forze della sua ricca natura e del suo infaticabile zelo a creare opere educative per la gioventù abbandonata, a difendere la fede minacciata del ceto popolare, a portare un suo contributo all’evangelizzazione delle terre lontane.

San Domenico Savio, allievo di San Giovanni Bosco: a lui è dedicata la cappella del Villaggio del Fanciullo a Filetto

Affidò la continuità di quest’immenso lavoro ai tre rami della sua Famiglia: alla Società di San Francesco di Sales (1859), all’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1872) e alla Associazione dei Cooperatori salesiani (1876), trasmettendo loro, come segreto della riuscita, il tesoro del suo “Sistema preventivo”: ragione, religione, amorevolezza; sistema tutto ispirato dalla carità, radicata nell’incontro vivo con Gesù Cristo specialmente nell’Eucaristia, nella fiducia illimitata nella Vergine Maria, nella fedeltà alla Chiesa e al suo magistero.
Morì a Torino il 31 gennaio 1888. Fu annoverato tra i santi da Pio XI nella Pasqua del 1934; a conclusione dell’anno centenario della sua morte. Lo scopo prefissatosi di formare buoni cristiani ed onesti cittadini per Don Bosco non era meramente un obiettivo orizzontale; precisava infatti a tal proposito nel “Piano di Regolamento per l’Oratorio maschile di san Francesco di Sales” scritto nel 1854: “Quando mi sono dato a questa parte di sacro ministero intesi di consacrare ogni mia fatica alla maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime; intesi di adoperarmi per fare buoni cittadini in questa terra, perché fossero poi un giorno degni abitatori del cielo. Dio mi aiuti di poter così continuare fino all’ultimo respiro di mia vita”.

Anche la nostra terra apuana non ha mancato di dare vocazioni religiosa tanti ai salesiani quanto alle Figlie di Maria Ausiliatrice, le suore fondate da Don Bosco insieme a Santa Maria Domenica Mazzarello. Queste ultime sono da lungo tempo presenti a Carrara, dove curano anche una Casa Famiglia dedicata proprio al santo.
Non si è invece mai registrata una presenza salesiana in diocesi, presenza invece ben nutrita nella vicina città della Spezia. A Ponte di Forno, tra la montagne di Massa, il 10 settembre 1944 venne messo a morte dai nazisti il chierico salesiano Renzo Tognetti: nato a Pietrasanta nel 1919, studente di teologia, apparteneva ad una famiglia antifascista, che aveva stretti legami di amicizia con quella di Gino Lombardi, una delle più significative figure della Resistenza versiliese.
Nei primi giorni del mese di settembre, Tognetti fu trasferito nel castello Malaspina di Massa, che era stato trasformato in carcere, e poi fucilato come detto a Ponte di Forno.
A Marina di Massa è attiva la Scuola Superiore di Scienze dell’Educazione San Giovanni Bosco, dove le persone possono coltivare la propria capacità di generare un impatto positivo per la comunità come educatori, psicologi, manager e imprenditori sociali.
Nella Parrocchia di San Giuseppe Vecchio il circolo ANSPI è dedicato a San Giovanni Bosco, mentre nella parrocchia di Ortola, sempre nel comune di Massa, gli è intitolato l’Oratorio parrocchiale, al cui ingresso è posto un suo busto.

La piccola chiesa parrocchiale di Battilana: è l’unica nella diocesi di Massa Carrara – Pontremoli intitolata a San Giovanni Bosco

L’unica parrocchia dedicata al santo nel territorio diocesano è quella di Battilana, sul confine con la diocesi di La Spezia – Sarzana – Brugnato: si tratta di una piccola costruzione in lamiera con rivestimento interno in cartongesso e cappotto isolante all’esterno.
Spostandoci in Lunigiana, nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina Vergine e Martire a Tendola, nel fosdinovese, ci si imbatte in una reliquia della casa natale di Don Bosco: un piccolo frammento dell’edificio che venne abbattuto per lasciare il posto all’attuale grande Tempio dedicato al santo sul Colle ai Becchi.

L’oratorio di Sant’Antonio Abate ad Albiano Magra

Chiedendo aiuto a internet si può scoprire come principale fulcro della devozione al fondatore dei salesiani il borgo di Albiano Magra, in particolare nell’Oratorio di Sant’Antonio Abate dove è venerata una sua statua.
Ai piedi di essa sono state collocate nel 2025 le reliquie di tre suoi figli salesiani, martiri in odio alla fede cristiana per mano dei regimi totalitari del secolo scorso rispettivamente in Slovacchia, Ungheria e Spagna: il sacerdote Titus Zeman (1915-1969), il coadiutore Beato Stefano Sandor (1914-1953) e il cooperatore Beato Bartolomeo Blanco Marquez (1914-1936). Don Igino Dodi, nel realizzare nella Selva di Filetto il Villaggio del Fanciullo dedicato a sua sorella Maria Luisa, volle invece intitolare la cappella interna al discepolo prediletto di Don Bosco, l’adolescente San Domenico Savio, del quale egli stesso scrisse la biografia. La diffusione sul territorio della memoria di San Giovanni Bosco ed il celebrarne la festa il 30 gennaio sono sicuramente segni dell’attenzione che sempre si è riservata all’emergenza dell’educazione dei giovani, ma come il santo stesso ammoniva: “Non basta amare i giovani: occorre che loro si accorgano di essere amati”.

Don Fabio Arduino