Malgrate ha celebrato la tradizione del vino fatto in casa

Ottima partecipazione alla rassegna “Dal Ribollir dei Tini” giunta alla sua 18a edizione.

Un momento della rassegna “Dal Ribollir dei Tini”
Un momento della rassegna “Dal Ribollir dei Tini”

“Ma per le vie del borgo, dal ribollir de’ tini, va l’aspro odor dei vini, l’anime a rallegrar”, è da questi versi forse scritti per Malgrate, che prende il nome la manifestazione che da diciotto anni si propone di mantenere viva una tradizione antica: produrre il vino nelle proprie cantine, custodendo un paesaggio e un sapere che rischiano di scomparire.

Oggi il trend è diverso: si preferisce acquistare bottiglie pregiate in enoteca, piuttosto che produrre in casa il proprio vino, così però si sta perdendo la poesia che c’è dietro alla gestualità, all’attendere la fermentazione, al sentire nell’aria quell'”aspro odor dei vini” che un tempo impregnava le cantine e il borgo.

Negli anni ’80, ogni cantina di Malgrate preparava le proprie botti: la vendemmia era rito, festa, identità. Oggi quei momenti sono sempre più rari. Eppure, sebbene controcorrente, ci sono persone che continuano ancora a credere in questa tradizione. Perciò anche quest’anno il premio Dal Ribollir dei Tini ha ottenuto una buona partecipazione di vini che sono frutto dell’impegno e della passione di chi non si arrende.

38 i vini assaggiati dalla giuria

I sommelier Lalli, Sergiampietri e Ambrosini hanno degustato 38 campioni di vino, premiando tre produttori per le categorie Bianco e Rosso. Ma il vero riconoscimento va a tutti i vignaioli locali: sentinelle di un paesaggio e custodi di una memoria.

Un ulteriore atmosfera di festa è stata data dalle mondine, dal vin brulé e dalle frittelle, che la parrocchia di Malgrate ha regalato ai visitatori un sereno pomeriggio di convivialità. Il borgo ha aperto le sue porte anche alla storia, grazie al tour guidato dallo storico Sandro Santini, che ha fatto riscoprire personaggi e vicende di Malgrate.

L'intervento di François Désiré Baize, (al centro vestito di rosa) viticoltore di Carrara  originario del Burkina Faso, durante la rassegna “Dal Ribollir dei Tini”
L’intervento di François Désiré Baize, (al centro vestito di rosa) viticoltore di Carrara originario del Burkina Faso, durante la rassegna “Dal Ribollir dei Tini”

La premiazione si è svolta nel caratteristico e suggestivo castello, ripulito a tempo di record dagli organizzatori. Prima delle premiazioni, un momento speciale: la testimonianza di François Désiré Baize, viticoltore di Carrara, come lui stesso si definisce quando gli chiedi da dove viene. La sua è una storia di integrazione e rinascita, legata alla terra e alla vite. Fuggito dal Burkina Faso nel 2008 per motivi politici, dopo un periodo in Germania e Piemonte, Baize approda in Toscana, dove fonda l’azienda InCandiaBio. Qui recupera antichi vitigni sui pendii impervi del Candia, coltivando vermentino e rosso Massaretta.

Ma il sogno di François non si ferma a Carrara: ha avviato progetti vitivinicoli nel suo Burkina Faso, dove si potranno fare due vendemmie l’anno, e in Congo, dove ha già piantato 22.000 barbatelle. Il suo obiettivo? Far conoscere in Africa le eccellenze del vino della sua Italia, creando un ponte tra culture attraverso la viticoltura. Dal Ribollir dei Tini non è solo una gara: è un atto d’amore verso la tradizione, il paesaggio e la comunità.

(Elena Martinelli)

Classifica Premio dal Ribollir dei Tini 2025

Vino Bianco

1° Giampiero Musetti: Vino di buona fattura, sentore di frutta esotica, pera decana.
2° Pietro Aldo Galeotti: Sentore di pera, leggermente astringente. Vino ancora da formarsi completamente.
3° Alfredo Madeddu: sentore di miele di acacia, sentore di pera sciroppata e biancospino.

Vino Rosso

1°Baiocchetti Andrea: Vino di buona fattura leggermente dolce.
2° Barbieri Maurizio: Opportuna astringenza in bocca. Leggermente dolce sentori di frutti rossi.
3° Ferdani Fabrizio: Vino di buona fattura bel colore, leggermente dolce.