La Giunta Regionale ha approvato un provvedimento che prevede 500 euro al mese per 9 mesi riservato a lavoratori disoccupati con Isee inferiore a 15000 euro
La Regione Toscana vara in via sperimentale il Reddito regionale di reinserimento lavorativo. I beneficiari saranno lavoratori disoccupati residenti in Toscana con pregressa esperienza lavorativa e Isee inferiore a 15.000 euro, che non possono più percepire sussidi di disoccupazione (Naspi o Dis-coll) o che pur avendo versato contributi non hanno i requisiti per l’indennità di disoccupazione.
L’importo dell’assegno sarà pari a 500 euro mensili, per una durata massima di 9 mesi. Previsto uno stretto meccanismo di condizionalità che subordina l’erogazione della misura all’impegno del beneficiario nella ricerca attiva di occupazione e alla partecipazione a percorsi di politica attiva concordati con i Centri per l’impiego e la sottoscrizione presso gli stessi del Patto di servizio personalizzato, ovvero l’accordo tra centri e beneficiario che definisce obiettivi e risultati attesi, sostegni e servizi necessari, impegni specifici e tempi di realizzazione.
Il Reddito regionale di reinserimento lavorativo non può essere cumulato e non si può sommare ad altre misure nazionali come, ad esempio, l’assegno di inclusione. Il Reddito di reinserimento è finanziato con circa 23 milioni di euro e sarà gestito operativamente da Arti, l’Agenzia regionale Toscana per l’impiego.

L’Istituto Regionale Programmazione economica Toscana (IRPET) stima che la misura possa raggiungere una platea potenziale di oltre 11.000 persone. Si tratta di “una misura di politica attiva e inclusione sociale che sostiene il reddito dei lavoratori disoccupati favorendo il passaggio da un posto di lavoro che non c’è più a una nuova e buona occupazione”, ha chiarito in conferenza stampa il presidente Eugenio Giani.
“Dentro una quadro che mescola crisi e trasformazioni, proviamo a dare una risposta alla sfida di un mercato del lavoro, in cui le persone possono ritrovarsi a dover attraversare diverse posizioni lavorative durante la propria carriera”, sottolinea l’assessore Lenzi, insistendo sulla necessità di “offrire a chi perde il lavoro una protezione e allo stesso tempo la possibilità di aggiornare ed evolvere le proprie competenze per rafforzare la propria occupabilità”.
“Il Reddito di reinserimento va in questa direzione e si configura come un sussidio di secondo livello, assimilabile alle migliori pratiche europee già adottate in paesi come Francia, Austria, Svezia, Finlandia, Grecia e Portogallo” ha concluso Lenzi.
Critiche sul programma sono giunte dall’opposizione, con Alessandro Tomasi che già in campagna elettorale affermava che “Con il reddito di cittadinanza toscano, annunciato da Pd e 5Stelle, si bruciano risorse senza restituire crescita e lavoro. Sono proposte che hanno già prodotto solo danni all’economia”.
A misura varata, i consiglieri regionali di Forza Italia, Jacopo Ferri e Marco Stella “Il cosiddetto reddito di cittadinanza regionale si sta rivelando una misura aleatoria e, sostanzialmente, una mancetta elettorale per fannulloni”. Per i due consiglieri “Non è dando soldi a pioggia che si aiutano le persone che non hanno un’occupazione, ma con precisi percorsi formativi in collaborazione con le aziende e i distretti industriali. La Regione Toscana sta solo sprecando denaro pubblico”.



