Dagli Alpini una giornata intensa nel ricordo di Giorgio Rabuffi

Inaugurata nella sede del gruppo Pontremolese una targa a lui intitolata

Il momento dell'alzabandiera durante la manifestazione degli Alpini
Il momento dell’alzabandiera durante la manifestazione degli Alpini

Una giornata intensa ricca di emozioni e di ricordi, nel nome di Giorgio Rabuffi e degli Alpini. Si è tenuta inella mattina di lunedì 8 dicembre, nella sede degli Alpini di Pontremoli, una intensa cerimonia che ha ricordato Giorgio Rabuffi, ad un anno dalla scomparsa, storico capogruppo della sezione pontremolese.

Sergente di Artiglieria da Montagna, iscritto all’ANA dal 1957, insignito nel 2014 dalla sezione di Parma del premio Cuore Alpino, era una colonna del gruppo e della Sezione pontremolese.

La scopertura della targa intitolata a Giorgio Rabuffi con i famigliari e il capogruppo della sezione pontremolese, Domenico Bertoli
La scopertura della targa intitolata a Giorgio Rabuffi con i famigliari e il capogruppo della sezione pontremolese, Domenico Bertoli

Tanto che agli inizi degli sessanta rifondò il Gruppo di Pontremoli insieme ai suoi amici più cari, Francesco Bellotti e Giuseppe Savi, radunando tanti alpini di Pontremoli e Zeri.

Senza dimenticare che nel 1989, quando il Gruppo alpini di Pontremoli decise di costruirsi una sede, fu lui stesso a progettare l’edificio.

La scopertura della targa intitolata a Giorgio Rabuffi con i famigliari e il capogruppo della sezione pontremolese, Domenico Bertoli
La scopertura della targa intitolata a Giorgio Rabuffi con i famigliari e il capogruppo della sezione pontremolese, Domenico Bertoli

E gli Alpini lavorarono sodo per tre anni prima di vedere terminata la loro casa (387 mq. con sottotetto e cantina) in via Pineta che fu inaugurata il 13 settembre 1992. Proprio quella “casa” dove lunedì è stata scoperta la targa, dalla moglie e dai figli visibilmente emozionati e commossi, che ne ricorda l’impegno e la dedizione.

“Per lui gli Alpini non erano amici ma veri e propri fratelli – ha sottolineato moglie con la voce incrinata dall’emozione – ed infatti si è sempre prodigato per mantenere questo gruppo unito e legato, ricucendo i rapporti dopo qualche incomprensione, perchè gli Alpini erano per lui un pezzo di cuore e di vita”.

Gli interventi
Il tavolo degli interventi durante la mattinata. Da sinistra il sindaco di Pontremoli Jacopo Ferri, il capogruppo di Pontremoli Domenico Bertoli, il presidente dell'Associazione Alpini di Parma, Angelo Claudio Modolo,  il generale Armando Novelli e il figlio di Giorgio Rabuffi, Alessandro
Il tavolo degli interventi durante la mattinata. Da sinistra il sindaco di Pontremoli Jacopo Ferri, il capogruppo di Pontremoli Domenico Bertoli, il presidente dell’Associazione Alpini di Parma, Angelo Claudio Modolo, il generale Armando Novelli e il figlio di Giorgio Rabuffi, Alessandro

L’attuale capogruppo della sezione pontremolese, Domenico Bertoli, ha ricordato di Rabuffi la “signorilità e la gentilezza, ascoltava tutti e cercava sempre di tenere tutti uniti nei valori alpini a cui credeva fermamente. Nei momenti difficili, quando ci siamo trovati a dover prendere decisioni importanti per poter portare avanti il Gruppo, soleva dire “è dura la vita dell’Alpino” e poi con un sorriso, si rimboccava le maniche della camicia e lavorava in silenzio e con professionalità, per raggiungere lo scopo che ci eravamo prefissati”.

“è una giornata speciale perchè Giorgio era speciale – ha sottolineato il sindaco di Pontremoli Jacopo Ferri – infatti ha saputo mettere impegno e passione per gli Alpini ma anche attivarsi per iniziative importanti per tutta la città”. Di Rabuffi, oltre il legame per gli Alpini, è stata ricordata anche la passione per la scrittura, in particolare per la poesia dialettale, e quella per la pittura. Passione quest’ultima trasmessa al figlio Alessandro che espone le proprie opere in diverse luoghi.

Alla cerimonia erano presenti anche Angelo Claudio Modolo, presidente dell’Associazione Alpini di Parma, e il generale Armando Novelli, ufficiale in quiescenza, oltre ai rappresentanti di diverse associazioni cittadine presenti con i labari e gonfaloni. Al termine dell’incontro, c’è stata la partecipazione alla S. Messa alla SS. Annunziata e a seguire pranzo conviviale. (r.s.)