Troppe criticità per i trasporti pubblici in Lunigiana

Le proteste del sindaco di Tresana, Matteo Mastrini.

Il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini
Il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini

La Lunigiana affronta da diversi anni problemi di trasporto pubblico a causa della fragilità ambientale, delle difficoltà logistiche e della scarsa accessibilità e della bassa domanda, che rendono il servizio costoso e poco diffuso.

Su questo tema il sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, torna a denunciare i continui disservizi del trasporto pubblico locale gestito da Autolinee Toscane, ancora affidataria del servizio fino al prossimo gennaio. “I continui disservizi del trasporto pubblico locale sono diventati ormai intollerabili. Chiedo che gli abbonati siano ristorati”, sottolinea il primo cittadino segnalando in particolare l’ennesima interruzione della Linea L27, con la corsa da Barbarasco scuole a Villecchia delle 14 del 3 novembre saltata senza alcun preavviso.

Un episodio che si va a sommare a tutti quelli accaduti in precedenza, non solo nel suo comune, ma anche in nel resto del territorio lunigianese, che spesso si trova a dover fare i conti con la sospensione del servizio in modo improvviso e senza spiegazioni: “Comprendo che possano verificarsi imprevisti – spiega il sindaco – ma sarebbe opportuno almeno informare tempestivamente gli utenti o predisporre soluzioni alternative”.

A farne le spese sono soprattutto anziani e studenti, abbonati al servizio, che si sono dovuti arrangiare chiedendo passaggi a parenti e amici. Il Comune, sottolinea Mastrini, ha sempre mostrato disponibilità a collaborare con l’azienda “nell’interesse dei cittadini, anche mettendo a disposizione mezzi propri”, ma il sindaco non nasconde la delusione per la gestione attuale: “Autolinee Toscane si è distinta per la distanza dai territori e per lo scarso ascolto dei loro bisogni.

Non è stata un’esperienza positiva, ma finché la società resterà in carica dovrà rispondere delle proprie mancanze”. Tutto questo in attesa del nuovo gestore C.l.u.b. di Lucca, che si è aggiudicato le linee della Lunigiana e che inizierà dal 7 gennaio, Mastrini auspica un cambio di passo: “Mi auguro che la nuova gestione segni un miglioramento reale del servizio. Intanto ho chiesto alla Provincia di sensibilizzare At affinché informi tempestivamente in caso di difficoltà e chiarisca come intenda ristorare gli abbonati penalizzati dalla mancata corsa”.

I sindacati lamentano la mancanza degli investimenti nel corso degli anni

Ma in realtà la colpa saltata sarebbe già del nuovo gestore, così rispondono alle lamentele del sindaco Leonardo Fazzi (Filt Cgil), Francesco Pappini (Fit Cisl), Alberto Nardini (Uilt), Matteo Bertanelli (Faisa Cisal), Graziano Maneschi (Ugl Fna). Secondo i sindacalisti infatti, i disservizi del 3 novembre “Non sono imputabili ad Autolinee Toscane, bensì a Club, la nuova azienda che ha vinto l’appalto del cosiddetto ’Lotto debole’ in Lunigiana.

Dal 3 novembre, Autolinee Toscane ha subappaltato a Club il turno di Aulla TA2019, anticipando di fatto l’avvio del ’Lotto debole’, previsto per il 7 gennaio prossimo. Peccato però che, fin dal primo giorno, Autolinee Toscane continui a chiedere ai propri autisti di coprire quel turno in straordinario, poiché Club non è ancora in grado di gestire il servizio. La domanda nasce dunque spontanea: ma i dirigenti di At che fanno? In questi anni l’azienda non è riuscita a risolvere le problematiche legate alla carenza e vetustà dei mezzi, alla mancanza di un turno di riserva tra il personale autista – indispensabile per garantire la continuità del servizio in caso di malori o assenze improvvise – e all’assenza di una biglietteria o infopoint capace di fornire informazioni corrette all’utenza, soprattutto in situazioni emergenziali”.

“I disservizi di questi anni, inoltre, non hanno riguardato solo la Lunigiana ma anche la zona costiera. Ci rammarica constatare come qualcuno ritenga che l’assegnazione del ’Lotto debole’ a un nuovo gestore possa, da sola, risolvere tutte le criticità del trasporto pubblico locale. Lo stesso ottimismo si era già manifestato in occasione dei passaggi da Ctt Nord ad At, da Atn a Ctt Nord, e ancor prima da Cat ad Atn”. La realtà sottolineano i sindacalisti, purtroppo, dimostra che la situazione è ben più complessa. La politica locale – e in particolare la Regione – non sembra aver ancora compreso che, senza investimenti adeguati nel settore, “i problemi non potranno mai essere risolti. Le risorse investite dalla Regione e dal Governo non sono sufficienti a garantire un settore tanto importante e delicato per le esigenze di mobilità dei cittadini”.

La gara del ’Lotto debole’ farà risparmiare alla Regione pochi spiccioli, “ma quel modesto risparmio si tradurrà in un costo economico e sociale ben più elevato, che ricadrà interamente sui lavoratori. Dal prossimo 7 gennaio al personale autista verrà tolta la residenza di lavoro in Lunigiana, costringendolo a sostenere enormi costi di trasferimento quotidiano per recarsi a Massa, nella sede di Catagnina, per svolgere servizio”. (r.s.)