Quello che colpisce è il dato sull’astensionismo (40,8% i votanti). In tutti i comuni una netta diminuzione dell’affluenza al voto rispetto alle Regionali del 2020.
In contesti di votazioni diversi, come quelli referendari, si sarebbero detto che 6 elettori su 10 hanno preferito andare al mare piuttosto che recarsi alle urne. Ma se un quesito referendario può dividere ed indurre all’astensione, un dato di così bassa affluenza alle urne alle elezioni Regionali deve rappresentare un preoccupante campanello d’allarme per la politica, sia per chi ha perso le elezioni, ma anche per chi le ha vinte, perchè sarà chiamato a governare la Regione avendo ottenuto questo mandato con solo il voto di un toscano su quattro.
Un dato che trova ampia conferma anche nella nostra Provincia, del resto la seconda con l’affluenza più bassa in regione, per pochi punti percentuali davanti a Lucca con il 40,79% (nel 2020 era del 54,70%). Ed andando ad analizzare i dati dei singoli comuni, in tutti si segna una netta diminuzione dell’affluenza alle urne, con numeri che indicano cali anche oltre il 20% come nel caso di Villafranca (dal 69% al 48%) mentre la diminuzione minore è quella registrata a Pontremoli, passata dal 46,8% al 42,6%.
Ma sicuramente fanno impressione i numeri di città come Aulla e Carrara dove si sono recati alle urne meno del 40% degli aventi diritto. Nell’intera provincia c’è stato un solo comune che ha visto recarsi alle urne più della metà dei cittadini, ovvero Filattiera con il 50,9%.
Il candidato del centrodestra supera il confermato Governatore Giani per poche centinaia di voti, trascinato dal dato della Lunigiana

Fatta questa doverosa premessa sul dato dell’astensionismo, l’analisi sul voto vede una lieve vantaggio, poco più di 500 preferenze, per il candidato del centrodestra Alessandro Tomasi. Un quasi pareggio che in realtà è figlio di due nette spaccature all’interno della Provincia, con la Costa che ha premiato la coalizione a sostegno di Giani perchè se è vero che anche Carrara ha visto prevalere, per 102 voti, Tomasi, sia Massa che Montignoso hanno dato un ampio margine di successo ad Eugenio Giani e alla sua coalizione con poco meno 4.000 voti complessivi a favore del centrosinistra.
Situazione che si rovescia completamente in Lunigiana dove i 12.176 voti raccolti da Tomasi, rappresentano un ampio margine di vantaggio rispetto ai poco meno degli 8.000 (7.955, per la precisione) ottenuti dal confermato governatore. Un dato sicuramente trascinato dall'”effetto Ferri” con il sindaco di Pontremoli (che proprio in virtù di questa elezione dovrà lasciare la poltrona di primo cittadino come spieghiamo nella pagina accanto) che ha ottenuto un grande successo personale (8.940 preferenze e soprattutto l’elezione in consiglio regionale) ma che ha visto il suo partito, Forza Italia, divenire il primo in Lunigiana risultando il più votato in sette comuni lunigianesi, con dati di assoluto rilievo soprattutto nell’alta Lunigiana. Fratelli d’Italia risulta il più votato ad Aulla, Casola e Tresana, mentre il Partito Democratico è il più votato complessivamente in Provincia.
La Lega tiene, soprattutto grazie all’ottimo dato di Carrara dove supera il 10% e al 18% ottenuto a Mulazzo grazie alla presenza dell’ex sindaco Roberto Malaspina. Buona affermazione della Casa Riformista che va oltre il 6% sia a livello provinciale che lunigianese, non positivo invece il voto per Movimento 5 Stelle (4,8%) mentre tiene Alleanza Verdi e Sinistra (5,8%).
(Riccardo Sordi)
Il nuovo consiglio regionale: tre rappresentanti della nostra Provincia tra cui il lunigianese Jacopo Ferri
Nonostante i dati debbano ancora essere convalidati dall’ufficio centrale regionale è possibile definire in linea di massima la composizione del nuovo consiglio regionale toscano. Sono tre i consiglieri eletti eletti nella provincia di Massa Carrara: Marco Guidi (Fratelli d’Italia), Gianni Lorenzetti (Partito Democratico) e Jacopo Ferri (Forza Italia), sindaco di Pontremoli.
In attesa della conferma dell’Ufficio centrale, il consiglio regionale che si delinea andrà a comprendere, oltre al presidente Eugenio Giani, i seguenti consiglieri:
Maggioranza
Partito Democratico (15): Iacopo Melio e Simona Querci (candidati regionali); Filippo Boni (Arezzo), Leonardo Marras (Grosseto), Alessandro Franchi (Livorno), Mario Puppa (Lucca), Gianni Lorenzetti (Massa Carrara), Alessandra Nardini e Antonio Mazzeo (Pisa), Bernard Dika (Pistoia), Simone Bezzini (Siena), Matteo Biffoni (Prato), Andrea Vannucci (Firenze 1), Serena Spinelli (Firenze 2), Brenda Barnini (Firenze 3)
Casa Riformista (4): Vittorio Salotti (Lucca), Federico Eligi (Pisa), Stefania Saccardi (Firenze 1), Francesco Casini (Firenze 2)
Alleanza Verdi Sinistra (3): Alessandra Fallani (Livorno), Massimiliano Ghimenti (Pisa), Lorenzo Falchi (Firenze 1),
Movimento 5 Stelle (2): Irene Galletti (Pisa), Luca Rossi Romanelli (Firenze 1)
Opposizione: Alessandro Tomasi (candidato presidente)
Fratelli d’Italia (12): Gabriele Veneri (Arezzo), Luca Minucci (Grosseto), Marcella Amadio (Livorno), Vittorio Fantozzi (Lucca), Marco Guidi (Massa Carrara), Diego Petrucci (Pisa), Alessandro Capecchi (Pistoia), Enrico Tucci (Siena), Chiara La Porta (Prato), Jacopo Cellai (Firenze 1), Matteo Zoppini (Firenze 2), Claudio Gemelli (Firenze 4)
Forza Italia (2): Jacopo Maria Ferri (Massa Carrara), Marco Stella (Firenze 1)
Lega (1): Massimiliano Simoni (candidato regionale)
Regionali: l’elezione di Ferri porterà alle comunali in primavera

L’ottimo risultato conseguito da Jacopo Ferri, con l’elezione al prossimo consiglio regionale, avrà una conseguenza diretta anche per quanto concerne l’amministrazione comunale di Pontremoli. Infatti il ruolo di consigliere regionale è incompatibile con quello di sindaco, cosa per cui sarà dichiarata la decadenza del primo cittadino.
“Questo è uno dei motivi per cui ero titubante nell’accettare la candidatura – sottolinea Ferri – per le tante iniziative che abbiamo in corso e che ho seguito nel corso del mandato. Ma allo stesso tempo so di poter contare su di un gruppo coeso che ha dimostrato di saper operare in maniera positiva, sempre per il bene della città”. Ma ovviamente al dispiacere di abbandonare la poltrona di primo cittadino fa da contraltare la soddisfazione di “aver ottenuto un risultato davvero eccezionale. Avevo percepito, durante la campgna elettorale, che c’erano tutte le carte in regola per fare bene, ma probabilmente questo risultato va oltre ad ogni aspettativa”.
Tornando alla questione amministrativa, dopo la decadenza del sindaco, verrà affidata la reggenza alla vicesindaca Clara Cavellini, per poi andare al voto l’anno prossimo con ogni probabilità durante la primavera. (r.s.)




