Gli abitanti contro la scelta della Provincia. Il sindaco “solo strumentalizzazioni politiche”
“Solo strumentalizzazioni politiche” con questa perentoria affermazione, il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti, è pubblicamente intervenuto su facebook, con l’intento di porvi fine, nel batti e ribatti polemico sulla questione della messa all’asta, da parte della Provincia, del santuario di Soliera, per una cifra, comprensiva anche di tutto il convento, di 800.000 euro. Altri due edifici di Fivizzano sono parte del piano di alienazione di immobili inutilizzati di proprietà della Provincia: la ex caserma dei carabinieri di Via Stretta (100.000 euro, la base d’asta) e la ex casa cantoniera di Rometta (40.000 euro), sui 17 immobili messi in vendita e il cui elenco vi abbiamo proposto integralmente nel numero del giornale della scorsa settimana. Se tutte le vendite andassero a buon fine, nelle casse della Provincia entrerebbero non meno di 3 milioni e 355 mila euro. Le offerte dovranno essere perfezionate entro il 17 novembre.
La Provincia, sempre meno finanziata dallo Stato, ha bisogno di soldi da reinvestire in opere di pubblica utilità e, poi, quegli edifici messi all’asta non servono più da molto tempo. Nessuno ha obiettato sull’operazione, tranne alcuni abitanti di Soliera, che stanno conducendo una dura opposizione, all’inserimento nell’elenco di quegli edifici della chiesa annessa al convento, contestando la proprietà della Provincia, che, quindi, non potrebbe mettere in vendita un bene non suo.

Gli organi amministrativi provinciali, di fronte alle prese di posizione di più cittadini di Soliera, hanno pubblicato, anche sui giornali, una serie di atti che, invece, dimostrerebbero il contrario. La chiesa è stata costruita, a differenza del convento, dagli abitanti di Soliera, oggi denominati compatroni, ed ha una storia secolare, antecedente di molto all’arrivo dei Francescani, che, allontanati da Fivizzano e dopo una permanenza a Caugliano, trovarono accoglienza sul colle, dove c’era la chiesa, che, non essendo loro, non potevano donarla alla Provincia, (lasciarono definitivamente il convento nel 2000) e dalla stessa messa all’asta.
Recentemente è stata stipulata dalla Provincia una convenzione di comodato d’uso con i Templari locali, valida fino al 2032 e rinnovabile (recentemente la chiesa ha ospitato una celebrazione religiosa organizzata dagli ex convittori).
Insomma una questione non semplice, anche se da persone ben informate e documentate si apprende che possano essere prodotte documentazioni in grado di porre fine ad ogni dubbio o rivendicazione sulla proprietà, a favore dei compatroni. Per questo alcuni di loro hanno avanzato la proposta di scorporare dall’asta la chiesa e di affidare al tempo la corretta e definitiva soluzione del problema. Sarebbe un atto giusto e doveroso verso i cittadini di Soliera, anche quelli non più in vita, che molto hanno lavorato per la chiesa della Madonna dei Colli, luogo simbolo di riferimento religioso e di iniziative sociali e culturali.
è un vero peccato, però, che una struttura di quelle dimensioni, situata in un luogo che domina tutta la vallata e un paesaggio incantevole, circondato da vasti terreni di proprietà, non trovi nelle amministrazioni pubbliche, ma anche nei privati, un’idea di utilizzazione e non abbia ancora avuto un responso definitivo sulla agibilità dopo il terremoto del 2013. Un tempo sembrava che avesse manifestato interesse una Università per la creazione di un centro di ricerca collegato all’ambiente o di ospitalità per corsi di studio o di perfezionamento, sempre di livello universitario.
Andreino Fabiani



