Toscana al voto: equilibri nazionali e tematiche locali nella sfida tra Giani e Tomasi

Antonella Bundu, Hubert Ciacci, Eugenio Giani, Carlo Giraldi, Alessandro Tomasi e Enrico Zanieri sono i 6 candidati per la presidenza della Regione

I sei candidati alla presidenza
I sei candidati alla presidenza

La corsa per la presidenza della Regione Toscana è lanciata: saranno sei i candidati che si contenderanno il voto dei toscani i prossimi 12-13 ottobre: Antonella Bundu, ex consigliera comunale di Firenze, sostenuta dalla lista “Toscana Rossa”, che comprende Rifondazione Comunista, Possibile e Potere al Popolo!; Hubert Ciacci, sostenuto da Democrazia Sovrana Popolare; Eugenio Giani, presidente della Regione uscente, sostenuto da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Italia Viva, +Europa, Partito Socialista Italiano, Partito Repubblicano Italiano e Sinistra Civica Ecologista; Carlo Giraldi, sostenuto da Forza del Popolo; Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega e Noi Moderati; Enrico Zanieri, sostenuto dal Partito Comunista Italiano.

Ma la competizione “vera” sarà tra centrosinistra e destra con il presidente uscente nettamente favorito

La sfida vera sarà però quella tra il presidente uscente Eugenio Giani e il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, con il primo nettamente favorito, stando ai sondaggi circolati negli ultimi mesi. L’eventuale vittoria con ampio margine di Giani avrebbe i connotati del paradosso: nel 2020, con il centrosinistra alla guida del governo nazionale e un’avversaria – la leghista Susanna Ceccardi – la cui consistenza politica era costituita solo dalle sparate ad effetto contro l’immigrazione, il politico fiorentino ottenne una vittoria di misura, garantita soprattutto dal voto delle grandi aree urbane della regione.

Quest’anno, invece, con la destra saldamente in sella a livello nazionale e una candidatura credibile e politicamente solida come quella del sindaco di Pistoia, il “Campo largo” avrebbe vita facile. Merito dell’ampliamento della coalizione ai 5 Stelle, che in Toscana alle ultime elezioni europee hanno conseguito l’8,2%? Oppure di un gradimento diffuso per l’azione di governo regionale del centrosinistra negli ultimi 5 anni? O, ancora, di un calo dei consensi verso la destra? Domande a cui è prematuro rispondere. Di certo si sa che nonostante la candidatura di Tomasi fosse già sul tavolo e data per certa a inizio anno, la coalizione meloniana ha ufficializzato il suo nome per Palazzo Strozzi solo il 25 agosto.

A pesare sono state soprattutto le tensioni tra Lega e Fratelli d’Italia (di cui Tomasi è coordinatore regionale) nel contesto più largo della competizione a destra tra Salvini e Meloni, a cui si sommano gli equilibri interni alla Lega in Toscana – alcuni organi di stampa parlano di visioni differenti tra Ceccardi e Vannacci, nuovo leader leghista in regione – ma anche dinamiche “fiorentine” non facilmente scrutabili possono avere avuto un loro peso. Nel centrosinistra, invece, nonostante qualche distinguo più rituale che sostanziale, la riconferma di Giani non è mai stata in discussione e il presidente ha continuato a battere il territorio palmo a palmo, come ha del resto fatto in questi 5 anni.

La vera partita è stata sull’entrata in coalizione del Movimento di Giuseppe Conte, sancita da un referendum interno agli ex grillini toscani, ma propiziata da un paziente accordo nazionale tra Elly Schlein e l’ex presidente del consiglio, che vede democratici e 5 stelle assieme in tutte e 7 le regioni al voto in autunno. Circa le candidature a consigliere regionale che i vari partiti esprimeranno sui territori, sono già ufficiali alcune candidature lunigianesi, a partire da quella di Jacopo Ferri, sindaco di Pontremoli, per Forza Italia, della consigliera comunale fivizzanese Francesca Nobili per Alleanza Verdi Sinistra, mentre la Lega ha ufficializzato la candidatura di Roberto Malaspina, ex sindaco di Mulazzo.

In corso di ultimazione candidature e i programmi. Occhi puntati su sanità, trasporti e rifiuti. Si vota il 12-13 ottobre

Ma nomi e indiscrezioni continuano a rincorrersi nei giorni febbrili che precedono il termine per la presentazioni delle liste, sabato 13 settembre: un quadro definito delle candidature sarà possibile solo dopo quella data. Vale dunque la pena focalizzarsi sui programmi. «I nostri temi principali sono lavoro e sanità ma bisogna parlare anche di famiglia, casa, studenti e tecnologia. Dobbiamo svecchiare e portare nuovi temi al centro del dibattito» ha dichiarato Tomasi.

Nel centrosinistra l’ossatura del programma è costituita dall’accordo Pd-5 Stelle: un reddito di cittadinanza regionale, il recupero della legge Marson per la tutela dell’ambiente, la revisione del piano regionale dei rifiuti, sullo sfondo dello slogan “Toscana diffusa” che Giani ha portato avanti in questi anni. Ma, se la campagna elettorale metterà al centro i contenuti più che i nomi e le identità, a pesare saranno soprattutto la sanità, che da sola assorbe il 70% del bilancio regionale, i trasporti e i rifiuti, oltre che i temi locali che i candidati dei singoli territori vorranno portare avanti.

(Davide Tondani)