Successo per la 20.ma  edizione di Con-vivere a Carrara

Dall’11 al 14 settembre il festival ha animato le strade e le piazze della città

Una festa della città di Carrara, che ha coinvolto non solo i numerosi partecipanti ma anche gli abitanti, le attività commerciali, i giovani e tutti coloro che ci sono passati, nelle strade e nelle piazze.
È il festival “Con-vivere” che ha tagliato il traguardo della ventesima edizione. “Plurale” era il tema che quest’anno faceva da sfondo ad evidenziare come il vivere assieme ha come dato costitutivo originario la qualità ontologica della pluralità e delle diverse identità che popolano la sfera sociale.
L’immagine scelta per quest’edizione è rappresenta da foglie diverse appese a un filo che si rivolgono allo spettatore e lo invitano a una riflessione intuitiva ma non scontata: il carattere plurale è ontologico e costitutivo prima ancora della condizione umana anche di ogni altro essere vivente naturale.
Il rispetto per la biodiversità è, del resto, oggi oggetto di particolare attenzione e cura, dal momento che i cambiamenti climatici e l’intervento umano stanno mettendo a rischio numerose specie e habitat. La scelta di appendere le foglie a un filo suggerisce anche un’idea di connessione e interdipendenza: ogni elemento della natura è legato agli altri, il benessere di uno influisce su quello dell’intero ecosistema.
Il festival è sostenuto e promosso da un Comitato costituito da Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, Comune di Carrara, Accademia di Belle Arti di Carrara, Camera di Commercio Toscana Nord Ovest, Fondazione Marmo Onlus
La kermesse si è svolta dall’11 al 14 settembre con un programma, come sempre, ricco e intenso, caratterizzato da incontri di parola, conferenze, spettacoli, concerti, mostre, spazi per bambini, che hanno animato le strade e le piazze di una città – purtroppo caratterizzata da tanti “cantieri permanenti” – che non ha ancora trovato un assetto definito.
In apertura del festival nel momento inaugurale di giovedì 11 settembre, condotto dalla giornalista Cristina Lorenzi, è intervenuto Enrico Isoppi, presidente della Fondazione che ha sottolineato l’idea vincente di Remo Bodei, filosofo e promotore di con-vivere, scomparso nel 2019, di portare il sapere e la conoscenza nelle strade, al di fuori dei laboratori e delle accademie.
Da questo punto di vista la 20.ma edizione ha voluto riprendere l’essenza originaria del festival grazie ad un tema che ne costituisse il dna, come ha sottolineato la direttrice del festival, Emanuela Mazzi.
Presenti all’inaugurazione in corso Rosselli le più alte cariche civili e militari, tra cui la sindaca della città Serena Arrighi che ha sottolineato come il festival rappresenti una grande occasione per la comunità dove riconoscere che ognuno ha bisogno dell’altro nella consapevolezza che sono insieme si possono raggiungere i traguardi.
Presente anche il vescovo Mario, mentre subito dopo i saluti è intervenuta Luigina Mortari, consulente scientifico del festival, professoressa ordinaria di Epistemologia della ricerca qualitativa presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università di Verona ed è docente del corso di Fenomenologia della cura presso il dipartimento di Scienze umane della stessa Università.
Nel suo intervento ha parlato della politica come cura dell’anima e della comunità, citando Platone, e come antidoto all’individualismo dell’età contemporanea, mentre il bisogno dell’altro è essenziale all’essere umano per la sopravvivenza su questo pianeta. “Siamo singolari – evidenziato – perché nasciamo da soli e dobbiamo dare senso alla nostra esistenza, ma siamo anche plurali perché la nostra essenza, come diceva Heidegger è l’essere con l’altro”.
Nel ricco calendario di incontri spiccano quelli con Alberto Petrosino, Roberto Saviano, Eraldo Affinati, Umberto Galimberti e molti altri, mentre tra i concerti si segnalano Eugenio Bennato & Taranta Power e i Casino Royale.

Davide Finelli