Il 7 settembre la canonizzazione del giovane torinese, modello di santità per generazioni di cattolici italiani di ieri e di oggi

Piergiorgio Frassati non è un santo perfetto, ma rappresenta una fede sincera, intrisa di quotidiano, di un giovane capace di stare a diretto contatto con la gente, ma desideroso di portare il Vangelo negli ambienti che abitava.
Ed è proprio per questo che sentiamo che la sua santità ci parla e ci prende per mano. Colpisce la sua vita imperfetta, con pregi e difetti: i limiti e le difficoltà quotidiane che viveva erano simili a quelle che incontriamo noi, giovani del secolo successivo, e questo permette di tenere su di lui uno sguardo che sa di “normalità” nell’osservare un giovane testimone senza filtri.
Oggi viviamo in un mondo dove i modelli, gli “influencer” gareggiano per apparire perfetti ai nostri occhi, mostrando vite distanti dal nostro quotidiano, alienate dalla gente comune ed irraggiungibili. Frassati, invece è un Modello di vita, ci ricorda che non bisogna essere impeccabili per essere Santi. Egli prima di essere Santo, è stato profondamente umano.

Nato a Torino nel 1901, in una famiglia benestante, Frassati vive una giovinezza intensa e partecipata. Giovane di AC, come noi. Si iscrive alla FUCI nel Circolo Cesare Balbo, per mezzo del quale partecipa con passione alla vita ecclesiale e sociale della sua città. Ci piace pensare al Piergiorgio di questo periodo come un ragazzo con la pipa in bocca, che aveva, come alcuni di noi, il vizio del fumo.
Vi è una foto che lo ritrae con la sua la pipa, ma abbiamo scoperto che in passato venne censurata proprio per far sì che il giovane piemontese potesse rappresentare il “canonico” modello di Santo che siamo soliti pregare; invece, quella pipa racconta proprio che Piergiorgio non era perfetto, e che così come egli è stato chiamato alla santità, così lo siamo anche noi tutti. Amava la montagna, le risate con gli amici, i giochi, e aveva persino fondato un gruppo gogliardico, “i tipi loschi”.
Aveva problemi di studio, si innamorava, soffriva.

Del suo rapporto con la sorella è rimasto un carteggio, tenero, affettuoso ma anche leggero e disteso, rifugio dalle tensioni familiari, un po’ come le chat che scambiamo con i nostri fratelli. Il suo cuore batteva per una ragazza con cui sapeva di non poter legarsi per problemi sociali, e avendo paura che questo potesse essere sia motivo di sofferenza per la ragazza, sia di divisione per la sua famiglia, decise di soffrire in silenzio, ed è proprio in questa dinamica della sofferenza di cuore silenziosa che lo sentiamo molto vicino.
Nonostante provenisse da una famiglia agiata, non guardava i poveri dall’alto in basso: si sedeva al loro fianco, come fratello tra fratelli. Ha dedicato la sua vita ad aiutare malati e bisognosi, non per dovere, ma per amore.

(Foto Regimenti/SIR)
Il suo motto “Verso l’Alto” è un invito a vivere con pienezza, a non vivacchiare, a tendere a Dio senza, però, perdere il contatto con la gente. Piergiorgio era innamorato della vita, della bellezza degli altri, e vedeva nell’amicizia anche uno strumento per seguire Cristo, scriveva: “amici che sono guida per tutta la vita”.
Anche la sua partecipazione politica era segno di una fede incarnata: non aveva paura di dire dei no, anche in tempi difficili, quando la libertà iniziò ad essere repressa: nell’autunno del 1923 per protesta si dimise dal circolo FUCI, poiché questo aveva esposto il tricolore per la visita di Mussolini a Torino, ma Piergiorgio non poteva sopportare che i cattolici rendessero omaggio al mandante delle violenze fasciste.
La sua passione nel perseguire la giustizia, testimoniando la verità era promozione umana, era seguire il Vangelo con la passione di un ragazzo che ci credeva davvero.
Piergiorgio Frassati morì prematuramente nel 1925, a soli 24 anni. La sua bellezza sta in una santità che prende il volto di un ragazzo “normale”. Non un supereroe, ma un giovane che ha scelto di vivere “verso l’Alto”, con i piedi ben piantati nel mondo. E a questo mondo, a cent’anni dalla sua morte, parla ancora.
(I giovani di Azione Cattolica
di Massa Carrara – Pontremoli)



