Una scritta di protesta sulla Statale in occasione del raduno in ricordo di Marco Simoncelli
“La Cisa non è una pista! Chi ci vive è stufo!” Questa la scritta tracciata da autore anonimo sull’asfalto del Passo della Cisa di fronte alla stele dedicata a Marco Simoncelli. Il pilota motociclistico, già campione del mondo, deceduto nel 2011 in un grave incidente sportivo è divenuto un mito per milioni di appassionati, per le sue capacità, il suo stile di guida e il suo carisma. Il Passo della Cisa è uno dei luoghi sacri per gli amanti della moto e la Statale 62 è uno dei percorsi preferiti per chi desidera mettere alla prova le proprie abilità di guida su curve e tornanti.
Purtroppo accade spesso che il fascino della pista prevalga su quello della strada, suggestiva e panoramica. In questi luoghi la colonna sonora di ogni domenica di bella stagione – ma non solo – si compone di rombi di motori che salgono di giri, stridore di gomme, brusche accelerate. Eccessi di velocità, guide pericolose, sorpassi proibiti fanno allora parte di una prova sportiva ricca di emozioni ma che non prende in considerazione i limiti di velocità (60km/h), la sicurezza per sé e gli altri, il rispetto per chi in queste valli usa la strada per la propria vita quotidiana.
In questo contesto si inserisce quel messaggio, consegnato all’asfalto domenica mattina 7 settembre, ad accogliere i tanti appassionati che in moto hanno raggiunto il Passo per il Memorial Simoncelli, annuale iniziativa benefica, con la presenza del sindaco di Pontremoli Jacopo Ferri e del vice sindaco di Berceto Paolo Savani. Un richiamo a ridare valore al viaggio in moto, rispettando la strada, l’ambiente, la sicurezza e la vita delle comunità locali. Si tratta di viaggiare in modo consapevole e responsabile, cercando di integrare la moto nella cultura e nella vita del territorio piuttosto che esserne un elemento invasivo.
Severino Filippi



