Il successo in Francia ma senza mai dimenticare Bassone

A Pascal (anzi “Pasqualino”) Ribolla il premio “Emigrante bassonese 2025”

Pascal “Pasqualino” Ribolla
Pascal “Pasqualino” Ribolla

“Chiamatemi Pasqualino. A Parigi sono Pascal ma quando sento il mio nome da bambino, come mi chiamavano qui a Bassone, mi fa sempre piacere”. Pasqualino è Pascal Ribolla, nato a Bassone (“sul tavolo della cucina di casa” precisa) e oggi imprenditore di successo con la sua Ribimex, attiva nel settore del giardinaggio e del bricolage.

In occasione della tradizionale Festa di Sant’Anna, è stato “insignito” del premio “Emigrante bassonese 2025”. Più che un premio l’occasione per condividere le storie di emigrazione di tante persone che, come Pascal, hanno lasciato il paese nel dopoguerra per cercare miglior fortuna, ma si sentono e sono profondamente bassonesi. Intervistato, tra il serio e l’ironico, da Pierpaolo Ribolla, già mattatore, in passato, di tanti spettacoli dialettali a Bassone e da Nadia Corradini, organizzatrice della serata, Pascal Ribolla ha raccontato la sua storia e quella della sua famiglia.

Un percorso comune a tanti lunigianesi. Classe 1950, con il padre Primo (“Primo d’la Milia”, perché in un paese dove tutti sono Ribolla non basta il cognome per distinguersi), bassonese doc, la mamma Lina, originaria di Dozzano e il fratello Gelindo, è partito per la Francia nel 1957.

“Avevo solo 7 anni, non sapevo una parola di francese, ma già a settembre quando ho iniziato la scuola parlavo abbastanza bene” ricorda oggi. Il padre è stato in Francia per tutta la vita un muratore, la madre addetta alle pulizie: “emigranti con tanta voglia di lavorare e di dare a noi un futuro migliore” commenta.

E Pascal un grande futuro se lo è costruito da zero: “Ho trovato un lavoro come interprete in una fiera a Parigi e ho capito che ero portato per un mestiere a contatto con la gente”. Da lì, da zero, ha iniziato ad importare e vendere attrezzi per il giardinaggio: “Venivo in Italia con il furgone di mio padre, importavo e vendevo a Parigi, poi, per farla breve, sono passato ad importare dalla Cina, dalla Corea, da Taiwan”.

Così nel 1971 fonda Ribimex: grande impresa francese del settore con sede a Parigi, una filiale in Italia a Vicenza e saldi contatti commerciali in Estremo Oriente. “Ma sono rimasto sempre legato a Bassone e mi continuo a sentire italiano, seppure a tutti, compresi i francesi, consiglio sempre di andare all’estero – commenta Pascal che è stato sottoposto nella serata anche ad un prova di bassonesità – perché uscire dal proprio paese ti dà qualcosa in più”.

Col tempo però il richiamo delle origini diventa sempre più forte: “Penso sempre a Bassone e il mio più grande rimpianto è non avere più la casa dei miei genitori. Ora stiamo cercando di riacquistarla per ristrutturarla e darle nuova vita, come avrebbero voluto i miei”.

Un’altra impresa che tutti in compaesani sono certi Pascal riuscirà a completare, insieme a quella un poco più ambiziosa che gli è stata solennemente affidata al momento della consegna del premio per stemperare la commozione di tutti: “Ora vai Pasqualino – l’augurio scherzoso – e per il prossimo anno riportaci la Gioconda, la portiamo in processione con Sant’Anna. Ti abbiamo ascoltato e abbiamo capito che ce la puoi fare!”.

(Chiara Filippi)