Inaugurato a Pontremoli il 12 luglio alla presenza del Vescovo Mario
Un bel pomeriggio di gratitudine e di festa si è svolto sabato 12 luglio presso la casa famiglia “Santa Maria dell’Annunciazione”, a Pontremoli.
Appartenenti alla comunità “Papa Giovanni XXXIII”, Gian Paolo e Paola coi figli e l’intera casa famiglia hanno desiderato, così, inaugurare il nuovo ascensore integrato alla struttura abitativa di via Roma, unitamente alla ristrutturazione di canne fumarie e bagni per disabili.
“Un rinnovamento della casa indispensabile”, racconta Gian Paolo “per poter continuare ad usufruire di quella casa con i piccoli che non sono in grado di muoversi autonomamente! Ma dove trovare una cifra così alta? Attraverso la rete degli amici, delle parrocchie, di singoli che hanno creduto in questo progetto, il Signore ci ha accompagnato e con la Sua Provvidenza abbiamo realizzato quanto necessario!”
Questa la gioiosa cornice dell’intero pomeriggio! La riflessione che è stata proposta scaturisce dalla lettura del Vangelo (Mt 6, 19-33), proclamato da don Graziano Galeotti. La parola del Signore ci indica con forza lo sguardo di Dio che è dono e gratuità! “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.”
Le parole suggestive proposte dal Vescovo Mario riecheggiano la novità cristiana della vita di figli che tutto ricevono gratuitamente dal Padre. Dio ci invita a vivere la società del dono in contrapposizione alla società del profitto!
È doveroso ribaltare le nostre prospettive e allinearci al sogno di Dio che non valorizza l’uomo per le sue capacità produttive, ma piuttosto vede ciascuno dei suoi figli come dono unico e irripetibile! A tutto ciò fa eco la lettura delle parole di don Oreste Benzi, sacerdote fondatore della comunità Papa Giovanni XXIII, di cui ricorrono i 100 anni della nascita (7 settembre 1925 – 2 novembre 2007).
“Dio vuole un popolo dove non ci siano più ricchi e poveri, ma un popolo solo che non lasci nessuno indietro! Al centro della società del gratuito è l’uomo inteso come membro vivo di un corpo vivo, per cui se qualcuno sta male, tutto il corpo sta male e per primo si pensa a guarire chi sta male. Questa società imposta tutta la vita sociale partendo dalle membra più deboli. Il lavoro assume la funzione sociale che gli è propria, di partecipazione alla costruzione del bene comune, per cui viene liberato dalla sua riduzione a semplice fattore di produzione funzionale al profitto. Ne deriva che tutte le persone che compongono il corpo sociale vengono messe nella condizione di partecipare agli altri i propri doni attraverso il lavoro” (Don Oreste Benzi, convegno internazionale 1996).
Un “ascensore”, dunque che porta a piani altissimi ma sempre in relazione al pian terreno ove, come afferma Papa Leone XIV “Oggi c’è bisogno di questa rivoluzione dell’amore” espressa dalla parabola del Buon Samaritano (Omelia 13 luglio 2025)
F. R.



