Alla fine, ce l’ha fatta: seppur di soli 0,1°C, maggio è stato il primo mese da giugno 2024 a rimanere su un livello termico inferiore alla norma del trentennio 1991-2020. Dicembre, invece, aveva chiuso lo scorso anno ‘a scarto zero’, cioè perfettamente in linea con le attese.
Negli ultimi anni, non è una sorpresa che a spopolare siano i mesi che vanno in archivio in surplus termico; persino segni in controtendenza così risicati, quindi, fanno notizia, ma con l’avvertenza che, fino ad un passato ancora recente, sarebbero stati considerati ‘oltre le righe’.
Le temperature normali di riferimento, nell’attuale periodo di riscaldamento globale, mutano di decennio in decennio: figuriamoci negli aggiornamenti trentennali! Si prenda ad esempio il mese di maggio che si è concluso: tolto qualche giorno di poco più caldo, nei valori massimi diurni, al suo avvio e poi nel finale, ha visto una prevalenza di temperature nei canoni della tarda primavera e diverse giornate più fresche di quelle che la climatologia locale assegna al mese delle rose.
Fatti i conti, la temperatura media registrata (15,4°C a Pontremoli) si è assestata sotto la norma giusto di quel decimo di grado anzidetto. Lo stesso dato, fino agli anni ’90 del XX secolo, sarebbe stato considerato 1°C superiore alla norma dei mesi di maggio di allora! Cambia, in definitiva, anche la percezione, che porta a considerare lievemente fresco un mese che, trenta o quarant’anni fa, sarebbe stato avvertito un tantino più caldo.
In ogni caso, non si è trattato di un brutto mese di maggio, a dispetto delle cospicue precipitazioni e della frequenza non bassa di giorni interessati da pioggia. La nuvolosità non è stata troppo elevata e le giornate di cielo in prevalenza coperto si sono contenute (5) lasciando più spazio alla variabilità e al cielo misto (18 giorni).
Superiore alla norma anche il numero dei giorni nel complesso sereni/poco nuvolosi, pari a 8. Indubbiamente, di acqua ne è caduta in quantità: in quel di Pontremoli, 196,8 mm significano il 70% in più rispetto al dato medio (115 mm) desunto da oltre un secolo di osservazioni. Il giorno 5, il più perturbato, il pluviometro ha raccolto 76,2 mm.
Nel resto della medio-alta Lunigiana, gli apporti risultano più moderati, benché ovunque superiori alle attese: ad es. Villafranca-Ghiaione 143,6 mm (norma 110), mentre nella parte orientale del bacino del fiume Magra si scorgono località rimaste sotto quota 100 mm (Gragnola 96,0 mm, a fronte di una norma di 80 mm circa), dove il minor impatto di alcuni temporali e rovesci pomeridiani ha contenuto il totale mensile.
In area litoranea e nella fascia alle pendici del versante marittimo delle Apuane, al contrario, si è palesato anche qualche dato in controtendenza, a partire dal capoluogo provinciale, dove il totale di 62,0 mm mostra un deficit di circa 30 mm rispetto alle attese.
Dato ampio spazio alla sintesi mensile, ne rimane poco per quella dell’ultima settimana: non c’è molto da dire, però, se non tessere le lodi del tempo stabile e più soleggiato dal 29 fino a domenica 1, dopo le incertezze, i piovaschi e i temporali in giro di martedì 27. Nuvolosità parziale, insieme ad un rinforzo del vento marino, si è riproposta lunedì 2 e martedì 3 giugno.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



