Il fascino dei minerali nel  nuovo museo di Pontebosio

Inaugurato venerdì 13 giugno nel paese della valle del Taverone, comune di Licciana Nardi, mette in mostra centinaia di reperti dalle collezioni di Gian Emanuele Stefanolo e Mario Lazzerini Denchi provenienti da tutto il mondo

L’apertura del museo con la benedizione del parroco don Tommaso Forni

Il Museo Mineralogico in Lunigiana è diventato realtà grazie al lungo e incrollabile impegno di un gruppo di appassionati raccolti nella neonata “Associazione Mineralogica Pontebosio Lunigiana Storica”. La raccolta, infatti, è ospitata a piano terra di Palazzo Paganini, nel centro del paese della valle del Taverone, noto per la presenza di uno dei Castelli Malaspina.
L’inaugurazione è avvenuta nel pomeriggio di venerdì 13 giugno ed è stato il parroco, don Tommaso Forni, ad impartire la benedizione alla nuova struttura culturale che vuole evidenziare un patrimonio di straordinario interesse quanto poco noto.
Come ha sottolineato il presidente dell’Associazione, il geologo Marco Lazzerini Denchi, la raccolta nasce dall’unione di due collezioni: alla propria messa a disposizione del museo si unisce quella che il compianto prof. Gian Emanuele Stefanolo, che ha vissuto a lungo proprio a Pontebosio, aveva costituito in una vita di lavoro e passione, caratterizzata da pezzi provenienti da tutto il mondo.

Una delle bacheche con i minerali della raccolta esposta a Pontebosio

L’unione delle due raccolte fa sì che a disposizione dell’Associazione si possano contare oltre duemila e cinquecento pezzi: trovati in Lunigiana, nel resto della Toscana, in Liguria, in tutte le regioni d’Italia e nel resto dei cinque continenti. Nelle bacheche ci sono al momento circa cinquecento reperti scelti, tutti di straordinaria e sorprendente bellezza con i loro colori che coprono tutto lo spettro cromatico e i mille riflessi dei giochi della luce con le innumerevoli facce dei minerali.
Un patrimonio che stupirà sia i visitatori adulti che si avvicinano a questa “passione”, sia i più giovani che, anche con le apposite uscite scolastiche che verranno proposte dall’autunno, avranno la possibilità di scoprire un mondo che è tutto intorno a loro. Come sottolinea la segretaria dell’Associazione, Valeria Grandi, l’apertura del Museo è un punto di partenza: già pronto, infatti, un ricco programma di iniziative in fase di avvio.

Uno dei minerali esposti: questo proviene dalla cava di Monte Porro ad Aulla

Per tutta l’estate sarà possibile visitare la collezione nei giorni di venerdì, sabato e domenica dalle ore 18 alle ore 20.
Giovedì 19 giugno, nella sede del Museo, alle ore 18, iniziano gli incontri settimanali di un percorso formativo dedicato a chi si avvicina per la prima volta al mondo della mineralogia. Il primo giovedì di ogni mese uno di questi incontri, sempre dalle 18 alle 20, offrirà la possibile, unica nel suo genere, di incontrare il dott. Giuseppe Passarino, esperto di mineralogia ed autore di numerose pubblicazioni.
L’Associazione ha in programma incontri e uscite sul territorio il cui calendario è in fase di predisposizione. Al momento è fissata un’escursione a fine estate a Sestri Levante nella ex miniera di rame di Libiola, tra le principali d’Italia e abbandonata dal 1963. Oltre alla possibilità di osservare da vicino i cantieri esterni, gli edifici minerari ancora esistenti, è concreta la possibilità di imbattersi in minerali interessanti.
Il prof. Passarino, inoltre, sarà il protagonista di altri appuntamenti culturali incentrati sulle miniere e i minerali della Lunigiana Storica; altri argomenti saranno lo studio sulle miniere e i minerali dello Spezzino e delle Alpi Apuane.
Da non perdere anche la proiezione del documentario “Sepolti Vivi” relativo alle miniere di lignite della Piana di Luni. Il programma delle iniziative sarà comunicato di volta in volta; per informazioni: AMPontebosio@gmail.com oppure 377217321.

Cambiamenti climatici e nuove scoperte mineralogiche

L’esempio delle Alpi Centrali è stato al centro della conferenza del dott. Marco Marchesini seguita all’inaugurazione del Museo e alla passeggiata alla scoperta di Pontebosio.
Un evento proposto nel salone al piano nobile del Castello Malaspina e caratterizzato dal tema “Tra cambiamenti climatici e nuove scoperte scientifiche e mineralogiche”, che ha svelato ai molti presenti il legame tra il paesaggio che cambia e quanto il nostro pianeta ci mette a disposizione. Ma soprattutto una interessante riflessione scientifica sugli anni che stiamo vivendo, determinanti per il futuro della specie umana e per tutta la Terra.
Dalle nuove tecniche che ci permettono di ricostruire le temperature esistenti fino a centinaia di migliaia di anni fa e dunque le loro variazioni, alle possibilità di togliere dall’atmosfera e immagazzinare l’anidride carbonica che le attività umane hanno liberato negli ultimi decenni; dai periodi delle glaciazioni alla straordinaria quanto insostenibile velocità attuale di aumento delle temperature.
Uno scenario allarmante, dalle conseguenze potenzialmente apocalittiche se non si interviene in fretta e in modo efficace; rischi enormi per la vita sulla Terra e del nostro stesso pianeta.
Tra le conseguenze più vicine che potrebbe vedere già la prossima generazione sarà quella delle città costiere dei cinque continenti destinate ad essere sommerse da metri d’acqua a causa dello scioglimento dei ghiacci!

Paolo Bissoli