Tutti a tavola con la cipolla di Treschietto

Grande partecipazione alla tradizionale sagra che si è svolta nelle prime settimane di maggio.

La torre di Treschietto, con in basso ben visibile un campo coltivato a cipolle.
La torre di Treschietto, con in basso ben visibile un campo coltivato a cipolle.

Era il lontano 1976 quando Treschietto ospitava la prima sagra della cipolla locale che tanto successo avrebbe avuto e ancora. Sindaco di Bagnone, allora era Andrea Negrari, il politico legatissimo alla sua terra e alle sue radici, con il forte desiderio di far conoscere quella “cipolla” (delle cui caratteristiche abbiamo parlato più volte sul nostro settimanale) divenuta davvero una “star” della tavola.

A raccogliere l’eredità dell’onorevole treschiettese anche i sindaci venuti dopo con l’obbligo di ricordare Carletto Marconi che tanto ha contribuito al successo delle varie sagre in una miscellanea di storia, tradizioni, cultura contadina e prelibatezze culinarie. Anche quest’anno, nei giorni 1, 2, 3, 10 e 11 maggio, una vera e propria folla eterogenea ha riempito il borgo per gustare pinzimonio, torte barbotte, frittate, ripieni… preparati ad arte dalle cuoche del paese e dall’azienda “Caterina Sarti”. Una cipolla, quella di Treschietto, che non fa piangere, anzi sprona all’allegria dello stare insieme.

Una cipolla che non fa piangere ma che sprona all’allegria dello stare insieme
La cipolla di Treschietto (foto Lunigiana World)
La cipolla di Treschietto (foto Lunigiana World)

Un’affluenza ancora più massiccia degli anni scorsi, che ha riempito la grande tensostruttura situata nel piazzale antistante la chiesa parrocchiale per pranzi, merende e cene. L’organizzazione, non scevra da grande impegno, a carico del “Circolo la Torre” ha dato i suoi frutti. Soddisfatti il presidente Ermanno Sarti ed il vicepresidente Stefano Malatesta “Una sinergia vincente – hanno detto – composta da un esercito di volontari (fra cui Matteo, il futuro di Vico Monterole) provenienti dall’intera nostra vallata. Giovani impegnati a cui dobbiamo passare il testimone e sostenere la loro fiducia nel domani, nel solco delle tradizioni degli antenati che hanno coltivato, con scrupolosa attenzione al regolamento naturale, il famoso ortaggio nella zona ricca di “humus” particolare nei pressi di limpidi torrenti”.

Le cipolle fresche, davvero una montagna, sono state fornite dall’Azienda “Fratelli Malatesta”, leader nel campo dei prodotti locali, in continua crescita con la terza generazione. Fortunatamente Melissa, Francesca, Alessio e Michele hanno raccolto l’eredità dell’indimenticabile nonno Sergio dimostrando bravura e passione, a vantaggio del decollo territoriale. Con i proventi della sagra si metterà mano ad alcuni lavori per abbellire il paese, a partire dall’illuminazione della torre e dal restauro della vecchia fontana.

Ivana Fornesi