50 anni fa la consacrazione della Cattedrale di Cristo Re chiuse il lungo percorso di unione di tre Diocesi. Dai diari del vescovo Giovanni Costantini uno spaccato delle complesse vicende della riorganizzazione ecclesiale del territorio
Il 28 gennaio 1927, Mons. Giovanni Costantini, friulano di Zoppola (Pordenone), nato nel 1880, fratello del Cardinale Celso Costantini, fu nominato Amministratore Apostolico di Luni-Sarzana e Brugnato, con il difficile compito di creare la nuova diocesi della Spezia.
La Diocesi, alla quale fu nominato da Papa Pio XI, faceva parte del territorio dell’antica Diocesi lunense, di cui portava ancora il titolo.
L’ampiezza territoriale della Diocesi di Sarzana si ridusse per la creazione delle diocesi di Pontremoli (1787) e di Massa (1822) e le perdite territoriali furono parzialmente compensate con l’unione in persona episcopi della Diocesi di Brugnato.
Il compito di Costantini era di riorganizzare la diocesi e trasferirla alla Spezia, divenuta la città più grande del territorio e eretta a capoluogo di provincia nel 1923, definendo il destino delle due antiche sedi.
Monsignor Costantini fu individuato per la sua infaticabile capacità organizzativa e sagacia, mostrate negli anni successivi alla I guerra mondiale, quando con l’”Opera di soccorso per le chiese rovinate dalla guerra”, fondata assieme al fratello, fu impegnato nella ricostruzione o nel restauro di oltre mille chiese distrutte o danneggiate, lungo i fronti del Carso, del Piave e del Trentino.

Negli stessi anni, attraverso l’Istituto San Filippo Neri per i “Figli della Guerra”, accolse e integrò oltre 300 orfani di guerra o figli illegittimi. Sono i diari del sacerdote a testimoniare le ragioni della sua nomina.
Da questi emerge che Pio XI, ricevendolo in udienza il 14 febbraio 1927, gli disse: «Lei andrà a Spezia, c’è molto lavoro da fare, si devono costruire delle chiese, ma Lei ne ha già fatte tante e non ha paura. Non si tratta solo di costruire una chiesa materiale, ma questa rappresenta sempre il centro e l’inizio per l’edificazione della Chiesa spirituale».
Il 21 marzo 1927 Mons. Costantini arrivò a Spezia da Venezia. Il giorno successivo si recò a Sarzana e l’indomani a Brugnato, per prendere possesso delle due sedi vescovili. Al termine di mesi fitti di incontri, il vescovo aiutò la Santa Sede a decidere la creazione della diocesi della Spezia, senza sopprimere le Diocesi di Luni-Sarzana e Brugnato, ma unificando i loro territori sotto un unico Vescovo.

L’annuncio del trasferimento della sede vescovile avvenne l’11 ottobre 1927. Spezia accolse con favore la notizia, mentre a Sarzana emersero proteste e venne addirittura avviata una sottoscrizione per promuovere l’arrivo dei protestanti in città. Proteste minori di registrarono anche a Brugnato.
Il 15 marzo 1929, Mons. Costantini ricevette la nomina a Vescovo della nuova circoscrizione che assunse la denominazione “Diocesi di Luni, ossia La Spezia, Sarzana e Brugnato”. Il 5 maggio a Venezia fu consacrato Vescovo.
Entrato in diocesi il 18 maggio, il presule si dedicò alla creazione della Curia e alle esigenze pastorali di una città in crescita, costituendo parrocchie e facendo confluire in città congregazioni religiose maschili e femminili.

La costruzione di una nuova Cattedrale – nel frattempo assunse le funzioni di procattedrale la chiesa di Santa Maria Assunta, nell’attuale Piazza Beverini – assorbì non poche energie del nuovo vescovo. Dal suo diario emerge la proposta, fatta a Pio XI in udienza il 18 gennaio 1928, di intitolarla a Cristo Re dell’universo in risposta alla diffusa presenza massonica in città.
Il sito del nuovo tempio era già noto a Costantini nel 1927. Nel suo diario annotava: «Ho finalmente ricevuto la risposta dal Podestà. Il sito più bello della Spezia è fissato per la Cattedrale».
Si trattava del promontorio dei Cappuccini, per il quale ottenne dal podestà le apposite modifiche al piano regolatore e, interessando direttamente Mussolini nei suoi frequenti viaggi a Roma, la cessione dell’area.
Per la sua costruzione, nel 1930 venne indetto un concorso al quale parteciparono 92 progetti. Il progetto vincitore fu quello presentato dall’architetto Brenno Del Giudice e dal pittore Guido Cadorin.

Nel 1941, durante la visita ad limina, mons. Costantini mostrò a Pio XII i disegni della nuova Cattedrale, i cui lavori rimasero sospesi fino alla metà degli anni ‘50.
Del progetto Del Giudice-Cadorin fu realizzata soltanto la cripta. Il 17 novembre 1943, venne nominato nuovo vescovo della Spezia mons. Giuseppe Stella, della diocesi di Padova. Costantini assunse l’incarico di Presidente della Pontificia Commissione centrale per l’Arte Sacra in Italia.
Nel frattempo il progetto era divenuto obsoleto per la nuova configurazione architettonica dell’antistante piazza, con la costruzione del Palazzo comunale e del Palazzo del governo. Per questo nel 1956, l’architetto razionalista Adalberto Libera fu incaricato di un nuovo progetto, sfruttando la posizione sopraelevata del luogo per enfatizzare la monumentalità dell’edificio. La posa della prima pietra avvenne nel 1960.
Alla morte di Libera, nel 1963, la prosecuzione della costruzione venne affidata al suo collaboratore, l’architetto spezzino Cesare Galeazzi, che apportò alcune variazioni.
La cattedrale fu consacrata il 3 maggio 1975 dal vescovo Giuseppe Stella, alla presenza del cardinale Giuseppe Siri.
Don Paolo Cabano
direttore dell’Archivio Storico
della diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato



