Sette cortometraggi dedicati a paesi e storie di Lunigiana

Domenica 27 aprile si è svolta a Filattiera, nel Centro Didattico di Sorano la prima edizione del “Concorso Lunigiana DOC. Documentary short film festival”

Un viaggio in Lunigiana attraverso il tempo, tra antiche usanze e paesaggi senza tempo, tra luoghi dimenticati ma ricchi di fascino, per far rivivere la memoria collettiva e farne un ponte verso il futuro.
Questo è stato il messaggio comune dei sette cortometraggi presentati nel corso della prima edizione del “Concorso Lunigiana DOC. Documentary short film festival”, progetto nato da un’idea dei Cinenauti in collaborazione con il comune di Filattiera, con lo scopo di promuovere e far conoscere, attraverso la forma del cortometraggio di tipo documentaristico, il territorio che può essere identificato con la Lunigiana Storica.
I sette corti sono stati presentati e proiettati domenica pomeriggio al centro didattico “Tiziano Mannoni” a Filattiera di fronte ad un pubblico attento e partecipe.
Come detto, alcuni documentari sono stati dedicati ad alcuni luoghi dimenticati come Ugliancaldo che è stato raccontato dal documentario “L’angelo dei borghi perduti a Ugliancaldo” di Angelo Tongiani che fa da guida allo spettatore non solo mostrando i luoghi più interessanti del borgo, ma raccontando anche storie, miti e superstizioni che lo avvolgono; alternando momenti tragici come la strage nazifasciste di Vinca o racconto fantastici come il castagno che, secondo la tradizione, era il luogo di incontro delle streghe.
O ancora alla frazione fivizzanese di Cotto, piccolo paese che conta poche case e pochi abitanti ma che può vantare una struttura straordinaria la “Chiesa di San Giacomo Apostolo” raccontata da Gloria Ruggeri, Astrid De Simone e Antonia Ferrari. Una maestosa chiesa neoclassica si staglia quasi dimenticata nel piccolo borgo. Il documentario vuol far conoscere questa perla della Lunigiana ed insieme ricordarne la sua fragilità, l’edificio è infatti bisognoso di un intervento di restauro a seguito degli ingenti danni riportati a causa di infiltrazioni d’acqua, in particolare nella navata anteriore.
Ma c’è stato spazio anche per dare voce ai “beni immateriali” che caratterizzano la Lunigiana come la tradizione del Cantamaggio raccontata nel documentario “Fermo il canto! Fermo il Suono! Il Cantamaggio di Montereggio” di Federico Palermitano e Giacomo Maucci che con immagini ricche di suggestioni accompagnano gli spettatori lungo questa tradizione centenaria che festeggia l’arrivo della primavera.I partecipanti, con abiti sgargianti e colorati, attraversano le vie del paese intonando canti popolari che raccontano storie di lavoro, amore e vita quotidiana.
È iniziato con un suggestivo viaggio visivo tra le numerose erbe di campo che servono per la realizzazione de “La torta d’erbi della Lunigiana” documentario di Corrado Armanetti, Cristiana Baldini e Giovan Battista Varoli. E assieme alle immagini, hanno sicuramente commosso i racconti di personaggi recentemente scomparsi, come Alberto Bellotti e Germano Cavalli, il quale ricordava come la torta d’erbi rappresenti un pezzo del patrimonio non solo gastronomico ma anche culturale del territorio. Perché chiede a chi realizza la torta anche una conoscenza botanica. Il cortometraggio si è poi soffermato sulle caratteristiche principali della torta d’erbi, la sua preparazione e la tradizionale cottura nei testi.
Sull’aspetto storico si sono poi incentrati altri due documentari “Comites in amore benigni” di Ines Cattabriga che da voce ad una lettera che Alessandro ha inviato a Jacopo da Fivizzano alternando con grande fascino immagine disegnate con suggestive riprese reali della città. Il cortometraggio omaggia gli uomini che portarono la tipografia nel piccolo centro della Lunigiana alla fine del XV secolo, con grande anticipo persino rispetto a molte delle grandi capitali europee.
Ne “Il viaggio” di William Filippi e Gianluca Bergamaschi, un bambino guida gli spettatori in un viaggio che parte dalla Pontremoli di oggi e passa per le innumerevoli bellezze naturali ed architettoniche della Lunigiana, passando dagli Stretti di Girando, a Villa Dosi, alla Santissima Annunziata, ai prati di Logarghena, spostandosi non solamente nei luoghi, ma anche nel tempo.
Infine “La nera” di Maria Eleonora Mesiano. “La Nera” è una azienda agricola di Filattiera dietro la quale si cela Cristina, una donna di origine parmigiana che da oltre 10 anni passa le sue giornate ad accudire i suoi animali, decine di capi, grazie ad esse produce e vende formaggi, lana e uova a km 0. Il documentario ci fa penetrare in questa attività ed una vita fuori dai tempi, che questa giovane donna ci mostra avere ancora un suo fascino nel suo rapporto diretto con la natura e gli animali.
Non è stato quindi un compito facile per la giuria presieduta da Chiara Bini e composta da Gilberto Tortora, Mattia Paragone, Cristiano Ferrarini, Alessio Pinza, e Fabrizio Todisco. Tanto che tutti e sette i cortometraggi hanno ricevuto un premio, consegnato dalla sindaca Annalisa Folloni. Menzione speciale: “L’angelo dei borghi perduti a Ugliancaldo”; Premio fotografia: “Chiesa di San Giacomo Apostolo”; Premio montaggio: “Fermo il canto! Fermo il Suono! Il Cantamaggio di Montereggio”; Premio regia: “Il viaggio”; Premio miglior documentario naturalistico e paesaggistico “La torta d’erbi della Lunigiana”; Miglior cortometraggio culturale “Comites in amore benigni”; e infine il Premio come miglior cortometraggio a “La nera”.
Ospite della giornata il registra Valter Torri, documentarista noto per i suoi lavori in programmi come Linea Blu, Sereno Variabile e Geo, che ha presentato un suo documentario su Zeri.

(Riccardo Sordi)