Mancata elezione per il lunigianese Ferri (FI) e la versiliese Bertolucci (Sue). Riconferma per lo spezzino Benifei (Pd)

Cinque eurodeputati ciascuno per Fratelli d’Italia e Partito Democratico; due per il Movimento 5 Stelle; uno ciascuno per Forza Italia, Lega Nord e Alleanza Verdi-Sinistra: così sarà suddivisa la pattuglia di parlamentari europei eletti dai cittadini di Toscana, Marche, Lazio e Umbria alle elezioni dell’8-9 giugno. Il partito di Giorgia Meloni elegge Nicola Procaccini, Marco Squarcia, Carlo Ciccioli, Antonella Sberna e – grazie all’incompatibilità dei ruoli di deputata europea e Presidente del Consiglio di Giorgia Meloni – Francesco Torselli. Quest’ultimo è l’unico toscano che prenota un posto a Bruxelles nelle file del partito meloniano; fiorentino, attuale consigliere regionale, Torselli è stato eletto con 43 mila preferenze, e dopo Giorgia Meloni è stato il più votato del suo partito in provincia di Massa (1.361 preferenze). Primo dei non eletti, con quasi 38 mila preferenze è Stefano Tozzi, consigliere del I municipio a Roma, ma di origini pontremolesi, essendo di famiglia succisana.
Gli elettori del Pd inviano a Bruxelles l’ex presidente del Lazio e già segretario del partito Nicola Zingaretti, i sindaci uscenti di Firenze e Pesaro, Dario Nardella e Matteo Ricci e gli umbri Camilla Laureti e Marco Tarquinio, quest’ultimo indipendente e ex direttore di Avvenire. Non ce l’ha fatta, secondo dei non eletti con circa 25 mila preferenze, il presidente del Consiglio Regionale della Toscana Antonio Mazzeo, capace nella nostra provincia di 968 preferenze.

Nella lista dei Cinque Stelle gli eletti sono Carolina Morace, popolare “pioniera” del calcio femminile italiano e l’eurodeputato romano Dario Tamburrano In Forza Italia non sono bastate a Jacopo Ferri, unico candidato della provincia apuana, le 11.275 preferenze raccolte nel collegio dell’Italia centrale: escludendo il capolista Tajani, che da ministro rinuncia al seggio, Ferri è solo terzo della sua lista, che elegge Salvatore De Meo. Per il politico pontremolese la consolazione delle 9.998 preferenze in Toscana e le 7.845 ottenute su Massa Carrara, secondo solo a Giorgia Meloni.
In Alleanza Verdi e Sinistra il più votato è stato l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino, che potrebbe optare per l’elezione in un altro collegio e lasciare il posto all’attivista romana Marilena Grassadonia. Per quanto riguarda il seggio guadagnato dalla Lega Nord si è in attesa delle decisioni del celebre Roberto Vannacci, 116 mila preferenze nel collegio, di cui 2.436 nella nostra provincia. Se, come pare, l’ex paracadutista opterà per l’elezione nel collegio del nord-ovest, staccherà nuovamente un biglietto per l’Europa l’ex sindaca di Cascina Susanna Ceccardi. Eurodeputata nel 2019, candidata presidente della Toscana nel 2020 contro Eugenio Giani, all’indomani della sconfitta optò per la carica europea anziché per i banchi della minoranza in consiglio regionale.

In un contesto di candidati dell’Alta Toscana assai limitato – oltre a Ferri va menzionata la versiliese Silvia Bertolucci, candidata di Stati Uniti d’Europa e capace di 2.600 preferenze – è oltrepassando il confine ligure che si trova un candidato del nostro territorio che andrà a Bruxelles: si tratta dello spezzino Brando Benifei (Pd), alla sua terza rielezione. Benifei, con 64 mila preferenze è arrivato quinto della lista democratica riuscendo a confermare il suo seggio. Niente da fare invece per l’ex sindaco di Beverino e sottosegretario “totiano” alla Salute nel governo Draghi, Andrea Costa. Con oltre novemila preferenze, 1.500 delle quali nella sola provincia di Spezia non è riuscito a piazzarsi tra i primi due candidati del partito di Tajani. Sempre in territorio spezzino, elezione mancata anche per Raffaella Paita (renziana di Stati Uniti d’Europa) che però si consola con il mantenimento del suo seggio da deputata a Montecitorio. (d.t.)



