Conferito ad Assisi per il coraggioso soccorso sul bus precipitato il maggio scorso
Ricevendo il premio Samaritano, domenica scorsa ad Assisi, il quindicenne Francesco Bruzzoni di Zeri ha detto di non sentirsi un eroe. Eppure senza il suo intervento il drammatico incidente occorso sull’autobus che riportava a casa da scuola lui e altri 19 studenti avrebbe potuto avere un finale ancora più drammatico. Era lo scorso 30 maggio, quando l’autobus che percorreva la strada provinciale di Zeri è uscita di strada precipitando in una scarpata per un centinaio di metri. Francesco non si è perso d’animo e si è prodigato soccorrendo subito amici e compagni di scuola. “In quella situazione – racconta lo stesso Francesco – insieme ai miei amici, ci siamo aiutati. Ho cercato mia sorella Matilde, era viva. Prima ho soccorso un uomo con la testa insanguinata e poi, insieme ad un’amica, una ragazza che pensavo fosse morta: le abbiamo aperto la bocca, ha ripreso a respirare. C’era poi un ragazzo finito su una pianta, gli ho praticato il massaggio cardiaco, poi i soccorsi lo hanno portato via”.
Un gesto di coraggio e di altruismo che merita secondo la commissione, composta da 20 nomi autorevoli del giornalismo, dell’imprenditoria e delle autorità, Il Premio Samaritano 2023, trofeo europeo per la solidarietà stradale intitolato a Giancarlo Tofi, istituito cinquant’anni fa. Nella chiesa di San Pietro Apostolo di Petrignano di Assisi, alla presenza delle autorità militari, civili e religiose, Francesco era accompagnato dai genitori e dalla sorella. Con lui anche altri ragazzi dell’autobus insieme alle loro famiglie, oltre ad una rappresentanza della Croce Verde di Zeri e ad alcuni soccorritori che parteciparono alle operazioni di salvataggio nei primissimi momenti del sinistro.



