Prime analisi incoraggianti, ma il Campanone resta sotto osservazione

I sensori invieranno i dati al Politecnico di Milano per altri sei mesi. Non sembra a rischio di crollo, ma le sollecitazioni sono dannose

Veduta aerea della Cortina e della torre di Cacciaguerra, che nel 1322 divise guelfi da ghibellini nel centro di Pontremoli (foto arch. Elia Santini)

Ad un anno di distanza, ormai, dal convegno incentrato sui 700 anni della Cortina di Cacciaguerra promosso ed organizzato dal nostro settimanale con il Comune di Pontremoli, qual è la situazione del Campanone? Proprio in quell’occasione erano state evidenziate problematiche circa la stabilità della torre centrale della fortificazione fatta costruire da Castruccio Castracani nel 1322: lo studio e il rilievo condotti dall’arch. Emanuela Curadi avevano infatti evidenziato un quadro fessurativo che ha destato più di una perplessità sullo stato di conservazione della struttura, in particolare la sua capacità di resistere alle sollecitazioni esterne.

Marzo 2023, i tecnici al lavoro per installare i sensori per il monitoraggio del Campanone
Marzo 2023, i tecnici al lavoro per installare i sensori per il monitoraggio del Campanone

Che siano piccole o grandi scosse sismiche, il traffico che ogni giorno transita nei pressi della base o, ancora più semplicemente, il suono delle campane si tratta di sollecitazioni che potrebbero potenzialmente dannose per una struttura militare costruita, al più, per resistere al proprio peso o al massimo a qualche assedio nemico. Dalla capacità di adattarsi alle sollecitazioni esterne dipende dunque il futuro del simbolo di Pontremoli; un futuro che, con opportuni accorgimenti, potrebbe essere lungo oppure, e nessuno se lo augura, breve senza mettere in atto adeguate iniziative. Per questo il prof. Carmelo Gentile, docente del Politecnico di Milano, aveva proposto all’Amministrazione Comunale un monitoraggio della struttura così da studiarne il comportamento per circa dodici mesi. Grazie alla convenzione stipulata fra la prestigiosa università e il Comune di Pontremoli nel febbraio scorso in vari punti del Campanone sono stati posizionati sensori che da oltre sei mesi trasmettono istantaneamente a Milano i dati raccolti.

Un immagine del Campanone durante il Bancarelfiore 2023
Un immagine del Campanone durante il Bancarelfiore 2023

Naturalmente è ancora troppo presto per avere una diagnosi, mancano ancora quasi sei mesi al termine del monitoraggio, ma qualche idea forse al Politecnico se la sono fatta. Almeno in merito ad un possibile pericolo imminente. “Dall’analisi dei primissimi dati – ci ha spiegato infatti l’arch. Curadi – sembrerebbe che la struttura della torre non presenti dissesti così gravi da far temere danni irreparabili o addirittura un crollo, a meno di azioni sismiche violente e improvvise”. Dunque tutto bene? Non proprio. Gli accelerometri posizionati sotto la cella campanaria misurano le oscillazioni sotto le forze dinamiche: il movimento delle campane, il traffico veicolare, i piccoli sismi, il vento… In particolare sembra evidenziarsi il fatto che l’oscillazione delle campane suonate ‘a distesa’ obblighi la struttura della torre a movimenti elastici che non sono nella sua natura. E questo, a lungo termine, la debilita, riducendo la capacità di resistenza meccanica della muratura più velocemente del suo deterioramento naturale con il progredire dell’età.

La torre campanaria del Campanone
La torre campanaria del Campanone

In pratica gli sforzi ai quali la torre viene sottoposta soprattutto dal suono delle tre campane (ma in particolare quando viene suonata quella di maggiori dimensioni, il “campanone”, appunto) portano ad un invecchiamento della struttura stessa più rapido. Del resto non era nata quale torre campanaria, ma venne innalzata soltanto nel 1578, quando appunto fu costruita la cella e inserite le campane, mentre il movimento “a distesa” meccanico è in funzione dal 1952. Ed esso produce sollecitazioni potenzialmente dannose per la torre.

Quanto dannose? “Al momento non è ancora possibile quantificare la perdita di resistenza della muratura a causa delle sollecitazioni esterne – conclude l’architetto Curadi – ma questo è un dato che conosceremo con buona approssimazione alla fine del monitoraggio grazie ad una modellazione numerica precisa ed affidabile da parte dell’ing. Gentile del Campanone stesso”. Intanto, in attesa di conoscere i risultati del monitoraggio che non arriveranno prima di febbraio o marzo 2024, si pensa alla possibile realizzazione di interventi di consolidamento comunque necessari e anzi ritenuti urgenti sulla base delle indagini condotte nei mesi scorsi. Si tratta, in breve, della chiusura delle lesioni esistenti (alcune delle quali sono ben evidenti anche alla semplice osservazione esterna delle murature), la sostituzione di alcune delle catene che stringono la muratura e che sono vecchie di secoli, la pulizia e la stuccatura delle pietre con malta di calce. Per reperire le risorse necessarie l’Amministrazione Comunale sta valutando di partecipare a bandi per ottenere finanziamenti specifici.

(Paolo Bissoli)