Dai dati del censimento 2021, danno lo spaccato di una provincia di Massa Carrara sempre più vecchia e spopolata. E nemmeno l’immigrazione riesce a compensare il calo demografico. In dieci anni persi oltre 11 mila residenti.
Una popolazione sempre più anziana, in flessione e che accusa una riduzione anche delle presenze di cittadini stranieri. È questa la fotografia scattata della Toscana da Istat secondo gli ultimi dati del censimento permanente, pubblicati a fine settembre e riferiti alla fine del 2021. E in un quadro regionale preoccupante, sono i dati delle province più lontane dalle aree metropolitane, come Massa Carrara, e delle aree interne, come la Lunigiana, a presentare i numeri di un vero e proprio inverno demografico.

A fine 2021 la provincia apuana contava 188.483 abitanti, 1.353 in meno che a fine 2020 e ben 11.167 in meno rispetto al censimento del 2011. In 10 anni la provincia di Massa Carrara ha dunque ridotto la sua popolazione del 5,6%, il dato peggiore di tutta la Toscana, distaccando di oltre 3 punti percentuali Arezzo, la seconda provincia della regione per calo demografico (-2,5%). Massa Carrara è ultima in regione anche per tasso di natalità (5,2 nati vivi nel 2021 ogni mille abitanti), mentre la media toscana si attesta al 6,1 e quella nazionale al 6,8. Primato anche per la mortalità: 14,1 morti ogni mille abitanti, contro i 12,9 della Toscana e gli 11,9 dell’intero territorio nazionale. Sempre nel 2021 il saldo migratorio interno della provincia è stato nullo – cioè il saldo tra italiani emigrati fuori provincia e italiani immigrati dal resto del Paese è pari a zero – mentre il saldo migratorio estero è stato del 2,3%, il dato più basso della Toscana.

In sintesi, la provincia apuana non attira gli italiani e attira poco gli stranieri, in numero comunque non sufficiente a bilanciare una demografia in forte decremento. Con 49,2 anni di età media la popolazione provinciale è in assoluto la più vecchia della regione assieme a quella della provincia di Grosseto, che presenta il medesimo dato. Per avere un termine di paragone, l’età media dei toscani a fine 2021 era 47,7 anni e quella degli italiani era di 46,2. È l’intera struttura demografica della popolazione provinciale ad essere in sofferenza. Per ogni bambino o bambina di età inferiore ai 14 anni a Massa Carrara vi sono 2,65 anziani sopra i 65 anni: un dato identico a quello di Grosseto, che fa delle due province quelle con l’indice di vecchiaia più alto della Toscana. Preoccupa anche il rapporto tra anziani e popolazione considerata in età “attiva”: per ogni cittadino della provincia apuana compreso nella fascia 15-64 anni sono vi sono 0,46 ultrasessantacinquenni; in questo caso solo Grosseto fa peggio (0,47). In altre parole, in provincia ogni tre cittadini sopra i 15 anni, uno ha più di 65 anni. Come già detto, il flusso migratorio, che nei decenni scorsi aveva parzialmente tamponato il decremento demografico della provincia, appare sempre più insufficiente a riequilibrare una piramide demografica che appare sempre più rovesciata: il 7,3% della popolazione residente in provincia di Massa Carrara è straniero.

Si tratta della percentuale più bassa tra le dieci province della Toscana, regione in cui mediamente è straniero l’11,1% dei residenti. Non solo: rispetto al 2020 gli stranieri residenti si riducono in tutte le province. Tra Lunigiana e riviera apuana il calo è del 3,6%. Il calo della popolazione residente e la diminuzione degli stranieri sono indicatori di un territorio non particolarmente favorevole sotto il profilo economico e lavorativo. I dati censuari Istat, che integrano le indagini sul mercato del lavoro dello stesso ente, lo confermano: a fine 2021 il tasso di disoccupazione nella nostra provincia era del 9,6%, scomposto in 8,1% per i maschi e 11,5% per le femmine.
In tutti e tre gli indicatori Massa Carrara presenta le percentuali più alte di tutta la regione, un primato che fa il paio con i tassi di attività – cioè la somma di quanti lavorano e quanti cercano un lavoro, non trovandolo, rispetto all’insieme della popolazione nella fascia 15-64 anni – più bassi della Toscana: lavorano o cercano un lavoro il 57,2% degli uomini e il 41% delle donne della provincia; per avere un termine di paragone, il dato regionale e quello nazionale per gli uomini è superiore al 59% e per le donne è del 46,4% in Toscana e del 42,4% in Italia. Sono cifre che dipingono un mercato del lavoro stagnante e, indirettamente, un tessuto economico incapace di rendere attrattiva la vita tra Val di Magra e Apuane, anche se con differenze da zona a zona, che presenteremo la settimana prossima.
(Davide Tondani)



