Dopo un’annata altalenante con tanti cambi alla guida della squadra e una salvezza, che sembrava conquistata, buttata via con un pessimo finale di stagione. Fino allo scontro salvezza con il Verona in cui i bianconeri sono stati travolti dagli scaligeri che si servono domani

Lo spareggio per stabilire l’ultima retrocessione dalla Serie A alla Serie B è stato vinto dall’Hellas Verona, che ha battuto 3-1 lo Spezia e ha così ottenuto la permanenza in Serie A per il quarto anno consecutivo. Lo Spezia invece è retrocesso in Serie B (al termine della sua terza stagione consecutiva in Serie A) insieme a Sampdoria e Cremonese. Spezia e Verona avevano concluso il campionato terzultime a pari merito con 31 punti e come da regolamento hanno dovuto giocare uno spareggio in campo neutro, in questo caso a Reggio Emilia. Tutti i gol della partita sono stati segnati nel primo tempo: da Davide Faraoni e Cyril Ngonge (doppietta) per il Verona e da Ethan Ampadu per lo Spezia. Una notizia triste anche per la Lunigiana che ha legami, vista anche la vicinanza geografica, con Spezia e sono infatti molti i supporter dei bianconeri nel nostro territorio.
La notte del Mapei è stata quindi tra le più amare della storia recente dello Spezia. Dopo tre anni di onorato servizio, lo Spezia abbandona quella Serie A che aveva appena assaggiato e torna in Serie B, al termine di una stagione infinita che ha fatto emergere i tanti limiti della squadra ligure, incapace di sfruttare le molteplici occasioni per chiudere una corsa salvezza che ad un certo punto era diventata una corsa a retrocedere, e soprattutto caratterialmente involuta e quasi irriconoscibile rispetto a quello che era lo Spezia in Serie A. Che sarebbe stata un’annata difficile lo si era capito subito con l’addio di mister Thiago Motta e l’arrivo Luca Gotti. Anche il mercato è stato ricco di fibrillazioni, da un lato arrivano giocatori esperti come Ekdal, Caldara, Dragowski, ma vengono persi Maggiore, Erlic, Provedel, Manaj. In attacco, poi, non arrivano rinforzi: lo Spezia si affida a M’Bala Nzola, reduce da due gol in un anno, e scommette sulla sua rinascita. La scommessa sarà vinta ma l’assenza di una alternativa mineranno la stagione. Ma la stagione, sia pure, tra alti e bassi non parte neanche male con Gotti che chiude il 2022 con un discreto margine di vantaggio sul terzultimo posto e la salvezza che sembra una formalità.
Dopo la buona partenza del 2023 (pari con l’Atalanta e vittoria sul Torino) qualcosa si rompe, anche per gli infortuni di Holm e di Nzola. E allora si cambia, fuori Gotti dentro Semplici. Il tecnico toscano sembra trovare la chiave di volta, la squadra pare più reattiva anche grazie al ritorno al 4-3-3, ma è solo uno specchio per le allodole. Semplici vincerà solo due partite in quasi un girone, contro Milan e Inter, rifugiandosi poi ancora nel 3-5-2 e, ai punti, facendo peggio del suo predecessore. Lo Spezia vive mesi molto difficili, il Verona corre ma Semplici sembra credere nei suoi ragazzi. Le occasioni sprecate però sono tantissime, dal pari nel derby con una Samp (quasi) retrocessa e (quasi) fallita al ko di Cremona che rimette in piedi la stagione dei grigiorossi. Il Verona recupera terreno e supera le Aquile, che si rifanno vincendo sul Milan ma tornando con i piedi per terra con un tonfo con il Torino. Sembra finita, ma il Verona si suicida con l’Empoli e tutto torna nelle mani dello Spezia. C’è l’ultima giornata, lo Spezia gioca a Roma e per 70 dei 90 minuti totali è salvo. Ma non si salva e va allo spareggio. Con tante assenze, con poca energia e da sfavorito, lo Spezia si presenta al Mapei e in un tempo viene spazzato via dal Verona.



