Sulle scelte degli studenti lunigianesi è opportuna una riflessione degli amministratori

L’andamento delle iscrizioni in Lunigiana conferma la necessità di progetti che sostengano gli istituti locali

In un pezzo pubblicato sull’ultimo numero del nostro settimanale facevamo riferimento a un articolo degli anni ‘60 di Roberto Micheloni, che parlava di una sorta di depressione che secondo lo scrittore interessava la Lunigiana. Non vorremmo che, a fronte di un impegno innegabile, in una sorta di depressione cadessero oggi anche i nostri docenti e dirigenti scolastici, nel caso raccogliessero risultati, per quanto riguarda le iscrizioni, contrari alle loro legittime aspettative. I dati di coloro che hanno scelto una scuola secondaria di secondo grado lunigianese devono essere letti anche alla luce del numero totale degli alunni attualmente in terza media e del numero di alunni che hanno scelto una scuola non lunigianese. A titolo puramente informativo, perchè ci riserviamo di riprendere una riflessione su quei numeri, gli alunni che frequenteranno il prossimo anno gli Istituti secondari di secondo grado lunigianesi sono in tutto 250 a fronte dei 263 dello scorso anno. Se si guarda alla scuola lunigianese nel suo complesso, non accontentandoci di valutare l’esito delle iscrizioni guardando soltanto alle scuole che godono, come si dice, di buona salute, il calo di 13 alunni deve destare qualche preoccupazione. Nel dettaglio, il Da Vinci di Villafranca incrementa di 6 alunni il numero totale degli scritti alle sue classi prime, passando da 118 a 124. In particolare, il Liceo Malaspina fa registrare 17 iscritti al Linguistico e 32 alle Scienze Umane , rispettivamente più 7 e più 10 rispetto allo scorso anno. Calano gli iscritti allo Scientifico, passando da 31 dello scorso anno a 24, mentre frequenteranno lo Scientifico delle Scienza Applicate 34 alunni, 2 in più di quest’anno. Il Liceo classico Leopardi di Aulla, passa da 22 a 17 iscritti, un numero comunque di tutto rispetto se si considerano le difficoltà che spesso incontrano i licei classici.

Frequenteranno il Liceo classico vescovile Marco Mori di Pontremoli 10 alunni. Più articolato il quadro delle iscrizioni al Pacinotti Belmesseri di Bagnone. A fronte di un calo delle iscrizioni, rispetto allo scorso anno, di 12 alunni, l’Alberghiero verrà frequentato, il prossimo anno scolastico, da 20 alunni, mentre il corso Odontotecnico fa registrare un buon incremento: da 11 dello scorso anno a 20. Rimangono esigui i numeri degli iscritti all’Agrario e all’Amministrazione Finanza e Marketing (ex Ragionieri) con l’articolazione Relazioni Internazionali per il Marketing di Fivizzano, rispettvamente 7 e 5. Si sono iscritti 13 alunni all’Amministrazione Finanza e Marketing con articolazione Sistemi informativi aziendali (ex Ragionieri) di Pontremoli. Aumentano gli iscritti al CAT (Costruzioni Ambiente e Territorio, prima della riforma, geometri) passando da 11 a 15 e questo fa ben sperare per il rilancio di una scuola che offre ancora opportunità di lavoro per i suoi diplomati. Se il corso MAT (Manutenzione e Assistenza Tecnica) di Bagnone subisce una flessione nelle iscrizioni, passando da 23 a 13, i Servizi Commerciali con l’opzione Promozione commerciale e pubblicitaria, con sede a Villafranca, si confermano, con i loro 23 iscritti, una scuola capace di ottenere ancora un buon consenso da parte degli alunni e delle loro famiglie. Alla luce degli esiti delle iscrizioni, ci si chiede se di questi si debba trattare solo sui giornali e all’interno delle scuole o se, invece, non sia opportuno che gli amministratori locali ne facciano occasione di riflessione per discutere del presente e del futuro della scuola lunigianese. Dirigenti e insegnanti non possono rimanere soli a gestire una scuola che non vuole essere solo degli addetti ai lavori ma appartiene, come bene prezioso, a tutto il territorio. Ancora una volta rinnoviamo l’invito, già rivolto in passato agli amministratori, per dar vita annualmente ad un incontro o ad una conferenza sulla scuola locale. In passato chi scrive è stato testimone di una sinergia positiva, messa in piedi da scuola, amministratori e territorio, che ha dato buoni frutti. Non sappiamo che cosa si debba ancora aspettare per una seria riflessione sulle nostre scuole, che significa: coinvolgimento dei cittadini e protagonismo degli studenti, ripensamento dei servizi di trasporto e altri servizi in favore degli alunni, eventuale organizzazione di scuole aperte come occasione di incontro e di studio. Molto ancora si potrebbe mettere in atto anche guardando a quello che di positivo viene fatto in altre scuole italiane, arricchendo e diversificando ulteriormente l’offerta formativa. In conclusione sorge, come si dice, spontanea una domanda: la scuola lunigianese interessa agli amministratori e ai cittadini?

Fabrizio Rosi