Inusitata estatina di fine ottobre e dei Santi

Nel giro di una settima, il tempo è cambiato… in meglio: nel senso che si è passati dai tepori umidi sciroccali, a tratti piovosi, ad un clima più asciutto in montagna e ad un alternarsi, nelle valli, di ore notturne e del primo mattino molto umide e più fresche e di ore centrali e pomeridiane assolate ed asciutte. L’assenza pressoché totale di vento e il ristagno d’aria sono state altre note caratterizzanti.
Cessato, dunque, lo spirare dei venti meridionali – che avevano chiuso il cielo fino all’inizio della scorsa settimana – e trascorsa l’ultima notte anormalmente calda del 25, di cui si è detto già nel precedente Taccuino anche a proposito dei forti rovesci di pioggia verificatisi in alcune zone della Lunigiana, ecco che la musica è mutata parzialmente dal 26 in poi.
Un passo per volta però: il 26, per l’appunto, da uno strato di nebbia alta nelle prime ore del mattino, si è passati ad una nebbia bassa e fitta durata per il resto delle ore antimeridiane anche a Pontremoli. Suonava mezzodì, infatti, quando gli strati nebbiosi si sono andati dissolvendo lasciando foschia diffusa e cielo parzialmente nuvoloso con addensamenti orografici. Sono seguite nottate molto umide nelle valli con scatti dei pluviografi dovuti alla copiosa condensa; ad esse, si sono contrapposte le ore diurne soleggiate e calde con i distinguo che elenchiamo.
Giovedì 27, eccetto minime velature cirriformi, il cielo si è mantenuto sereno, ma con foschia piuttosto pesante e l’atmosfera lattiginosa a motivo dell’aria abbastanza umida anche nel primo pomeriggio. Venerdì 28, invece, le velature si sono molto intensificate, al punto che non è stato nemmeno possibile considerare ‘serena’ nel complesso la giornata, finita nel novero di quelle miste. La visibilità è apparsa migliore rispetto al giorno avanti e l’escursione termica, non a caso, ha mostrato di volersi ampliare.
Sabato 29, altro incremento della qualità: orizzonte più limpido, poca nebbia persino nel più basso fondovalle e maggior divario tra temperature minime e massime con ulteriore calo delle prima e aumento delle seconde. Idem per quanto riguarda l’umidità relativa: a saturazione la notte e il primo mattino, ma con temperature minime finalmente più basse, e in forte calo nelle ore centrali e pomeridiane, anche sotto il 40%, pur in assenza di favonio. Appena accennato, nel tardivo contesto stagionale, il regime di brezza; dormienti i venti sinottici. Clima eccellente per escursioni in montagna (ottimi visibilità dai crinali) grazie all’aria asciutta notte e dì nelle alte posture di vetta e di cresta. Quasi del tutto simile si è rivelato il tempo domenica 30, con grande soddisfazione di chi si è concesso giorni di pausa grazie alla possibilità di attaccare il sabato e la domenica alla festa di tutti i Santi.
La festività di martedì impone la consegna degli articoli entro lunedì 31: noi curatori della rubrica, inoltre, ci troviamo nella necessità di anticiparla alla sera di domenica 30, per cui non appaiono in tabella i dati di lunedì 31. Si rimandano al prossimo numero le considerazioni su questo eccezionale mese di ottobre, avaro di precipitazioni, benché non il più siccitoso, il quale va a confermarsi come il più caldo mai registrato sia in Italia che in tanti Paesi europei.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni

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