Una “Storia d’amore” da Malgrate a Mozzanica

Presentato a Malgrate il libro di “Pino” Massimo Fossati

A volte si ha come l’impressione che la storia che studiamo a scuola sia l’unica vera e meritevole di essere raccontata e ricordata. Spesso dimentichiamo che in realtà il mondo si muove grazie anche alle storie di ognuno di noi: di vita, di quotidianità… e anche d’amore.
È di una di queste storie che ci ha resi partecipi Beppino Massimo Fossati sabato 1° ottobre nel castello di Malgrate presentando il libro “Storia d’amore. Da Malgrate in Lunigiana a Mozzanica nella Gera d’Adda”. Pino – come l’autore ha piacere di essere chiamato – ripercorre l’incontro dei genitori, Angioletta e Battista, nel 1925, e il successivo corteggiamento fino al matrimonio celebrato nel 1933. Il primo incontro, a Malgrate, fu casuale e, per certi versi, frutto della laboriosità e dell’intraprendenza dei genitori dei due ragazzi.
Il padre di Angioletta, Massimo Pinoni originario di Bagnone, dopo anni passati a lavorare “fuori”, si era costruita la casa al bivio dove la strada tra Filetto e Malgrate incrocia quella da Mocrone (che diverrà per tutti gli abitanti della zona il “bivio di Pinon”) e, in virtù della sua esperienza di panettiere e pastaio, desiderava avviare l’attività di un forno. Nella ricerca di una ditta che potesse installare un mulino elettrico nel nuovo edificio, grazie all’intermediazione di un “barsan”, Massimo si imbatte nella ditta specializzata “Fossati Angelo e figli” di Mozzanica (piccolo paese in provincia di Bergamo).
Nel 1925 Angelo Fossati con i figli, tra cui Battista, si reca a Malgrate per iniziare l’installazione del mulino che, grazie alle tre macine, produrrà per decenni farine di frumento, granoturco e castagne per tutta la zona. Da questo fatidico primo incontro inizia un ricco scambio epistolare fra i due giovani che Pino ha ben ripercorso nel libro con le trascrizioni di lettere e cartoline dei genitori che ci mostrano anche una piccola rappresentazione della società dell’epoca. Emerge che Battista, 19 anni, era stato letteralmente folgorato da quella giovane di Malgrate, Angioletta, di 15 anni, tanto che le lettere e cartoline spedite da lui sono il doppio rispetto a quelle che lei inviava nella bergamasca.
Testimonianze di un tempo ormai finito ma che sottolineano genuinità di sentimenti, trepidazioni, desideri di due ragazzi che hanno davanti vita e speranze. Il racconto del libro è costellato da una ricca documentazione fotografica pervenuta grazie anche allo zio Elia Pinoni: appassionato di fotografia, negli anni ’40 e ’50 era uno dei pochi a possedere questo prezioso strumento per immortalare momenti della vita delle persone che lo circondavano.
“Storia d’amore” è, quindi, un libro che ci conduce al racconto di fatiche e difficoltà della vita di un tempo, mettendo in luce anche il forte sentimento di vicinanza e solidarietà che caratterizza le nostre comunità. Uno scritto che, come spiega Giuseppe Pezzoni nella prefazione, non è un lavoro nostalgico ma un “volume che stimola alla consapevolezza di quanto possa essere importante il ‘micro presente’ di ciascuno. È un volume che invita a credere, credere nei sentimenti, nell’amicizia, nella solidarietà, nella gioia condivisa. È un volume che invita a sperare, perché fatiche e difficoltà si possono affrontare insieme, riconoscendosi comunità familiare e civile”.

Federico Orsini