Tourday da record: oltre 3.000 iscritti alla due giorni

Dopo due anni di assenza è tornato alla grande il tour enogastronomico più pazzo e divertente

Basta solo il numero: 3.060 volte incredibili. Ormai gli aggettivi non bastano più per provare a raccontare il successo del Tourday, trionfo che ogni volta sembra porre delle asticelle insuperabili ma che invece, contrariamente alle attese, ogni volta non solo si riescono ad oltrepassare ma si realizzano nuovamente numeri fuori da ogni logica. E così è stato anche questa volta, dopo due anni di assenza, di questo Tour goliardico tour enogastronomico nato quasi per gioco nel 2015 e che sta dimostrando di richiamare sempre più visitatori ed appassionati, ed anche i commercianti locali stanno aderendo con passione. Alla fine, come detto, sono state 3.060 le persone che con al collo il cartellino del Tourday (e rigorosamente con qualcosa di giallo indosso, come richiesto dagli organizzatori) hanno partecipato alla manifestazione (2.163 il sabato, 897 la domenica) stracciando il precedente record di 2.854, che era stato già quasi raggiunto al sabato sera e sono bastate le prime ore della riapertura dello stand delle iscrizioni alla domenica mattina per agguantare e poi superare il record. Ma non solo, è stata anche superata quota 3.000 che era il sogno alla vigilia degli organizzatori. Insomma l’ennesima dimostrazione che la febbre del Tourday ha contagiato ben oltre i confini pontremolesi e lunigianesi, come del resto ci ha confermato Alessia Corsini, giovane che si è gettata anima e corpo nella gioiosa, ma anche impegnativa, organizzazione di della due giorni del Tourday “tante le partecipazioni dei locali ma soprattutto da fuori. Dalla Spezia, da Massa, ma anche dall’Emilia, dalla Lombardia, dal Veneto, dal Piemonte”. Persone che si sono fatte ore di viaggio solo per partecipare al Tourday e non è mancato addirittura chi ha preso l’aereo per arrivare sotto il Campanone “ci sono state anche presenza di stranieri, soprattutto inglesi”. Il grande afflusso non ha creato grosse problematiche, c’è stato qualche momento di inevitabile coda ma è tutto scorso via liscio anche perché c’era un contesto di grande allegria e spensieratezza. Il bel tempo ha aiutato a creare un clima di convivialità anche quando c’era da attendere qualche minuto prima di poter gustare il piatto prescelto. Il tutto pensando che i diciotto esercizi coinvolti, nell’arco della due giorni, hanno servito mediamente tra le 1.000 e le 1.300 persone. Insomma verrebbe da dire che è stato “spazzato via tutto” e tutti sono rimasti entusiasti delle proposte gastronomiche, dagli amor ai testaroli, dalla spongata alla birre artigianali, e così via mangiando. E sono state tante anche le attività collaterali che hanno ulteriormente colorato di gioia la città. Come il progetto della Slow Food Lunigiana “Slow Game Slow Life”, promosso dall’Asl come iniziativa pilota per sensibilizzare sul problema delle ludopatie, o ancora il photowalktourday, con la possibilità di postare sui social, le immagini più pazze e divertenti della due giorni del Tourday. (r.s.)

L’otello d’oro e alcuni aneddoti della due giorni

Come sempre, al termine della due giorni, è stato assegnato “l’Otello d’oro”, ovvero il premio alla tappa che ha ricevuto più gradimento da parte dei visitatori. Ad aggiudicarsi il titolo è stata la Birreria dei Nani, che ha superato per pochissimi voti il detentore del trofeo, ovvero la Birreria del Moro. Sul gradino più basso del podio l’Osteria da Bussè. Ma sono tanti gli aneddoti e i momenti di goliardia che hanno caratterizzato il Tourday. Come la prima partecipazione di un gatto ufficialmente iscritto (non abbiamo sue dichiarazioni ma ci fidiamo sul fatto che abbia gradito anche lui la proposta enogastromonica) o la “carrambata” di due colleghi di lavoro di Milano che si sono ritrovati in fila in piazza della Repubblica. Tra i tanti meriti del Tourday, non c’è certo quello di “salvaguardare” la linea e lo può ben testimoniare un partecipante che ha preso la bellezza di 6 kg (gli organizzatori hanno infatti messo a disposizione una bilancia per pesarsi alla partenza e all’arrivo). Immaginiamo che ora, suo malgrado, dovrà iniziare “l’insalata day”. è purtroppo fallita l’impresa tentata dall’ultimo iscritto alle 19.40 di domenica. Infatti se nei 20 minuti rimasti fosse riuscito a completare tutte le tappe gli organizzatori gli avrebbero regalato la 500 gialla simbolo di questa edizione . Ma non ce l’ha fatta. (r.s.)