Covid: in Lunigiana crescono i casi ma ci sono meno ricoveri

Dati in aumento anche nella nostra provincia che resta prima per tasso di mortalità

Reparto ospedaliero di terapia intensiva
Reparto ospedaliero di terapia intensiva

La quarta ondata di contagi da Covid-19 è partita ormai da qualche settimana e un po’ tutto il territorio nazionale è segnato dall’aumento di casi. Per fortuna, i numeri non sono paragonabili a quelli di un anno fa (per non parlare dell’inizio della pandemia) e i casi sono in gran parte curati a casa; resta la “gabbia” della quarantena. La situazione in Italia si presenta molto diversificata: inutile fornire dati dettagliati, dal momento che gli stessi, come è facile immaginare, variano giorno per giorno e comune per comune. Ci sono, tuttavia, dei punti fermi che restano. Al 6 dicembre, la Toscana si collocava all’11° posto a livello nazionale, con un aumento di poco più di 500 casi giornalieri. La nostra provincia era tra le prime in regione come aumento di casi (+67), ma senza nuovi decessi e tra le ultime come decessi totali. Il discorso cambia se si va alle percentuali: allora Massa Carrara è tristemente prima con 288 morti per 100mila residenti.

Il dottor Paolo Arrighi referente dello studio associato di Pontremoli
Il dottor Paolo Arrighi referente dello studio associato di Pontremoli

Il quadro generale attuale, come si diceva sopra, è però molto diverso. Ci dice il dr. Paolo Arrighi – medico di base e responsabile della Casa della Salute di Via Cabrini a Pontremoli – che c’è un aumento di contagi tra i giovani e i più piccoli (che, come è ovvio, possono trasmettere il virus agli adulti della famiglia) ma non ci sono casi gravi e tutti possono essere curati a casa. Contagi si manifestano anche tra i vaccinati ma sempre in forma leggera. Non è una situazione da sottovalutare perché i numeri sono abbastanza elevati (questo vale un po’ per tutta la Lunigiana) e, riguardando i più giovani, mettono sotto pressione le scuole. Di giorno in giorno, diversi sono stati i comuni che hanno presentato aumenti di casi: da Pontremoli a Villafranca, a Mulazzo, Aulla, Fivizzano. La normativa attuale prevede che, anche per un solo alunno contagiato, tutta la classe sia messa in quarantena fino all’espletamento dei tamponi. Con un tampone “a tempo zero” negativo, i vaccinati tornano a scuola, mentre se il risultato è positivo sono messi in quarantena per 5 giorni, in attesa del tampone “tempo 5”, che dà la “sentenza” definitiva. Per i non vaccinati, solo tampone “tempo 5” e relative conseguenze; in questo caso la quarantena è di 10 giorni. Un filtro che, comunque, si lascia sfuggire alcuni casi che passano da negativi a positivi al variare del tampone. Va meglio nella Scuola dell’Infanzia, dove anche solo con un caso tutta la classe è messa in quarantena per 10 giorni (in questa fascia di età non vi sono ancora vaccinati). In questa quarta ondata, con la terza dose di vaccino ormai ben avviata, non appare molto colpita la fascia di popolazione oltre gli 80 anni; anche per questo, ospedali in generale e terapie intensive in particolare sono meno intasati. Il dr. Arrighi spende una parola in favore del vaccino: in alcune nostre frazioni, nel corso dell’estate, sono partiti focolai favoriti dal rientro degli emigrati. Sono stati contagiati gli anziani – vaccinati – che vi abitano tutto l’anno ma sono stati curati a casa e addirittura a volte non hanno manifestato alcun sintomo. Come si diceva, per quanto riguarda i contagi di giovani e bambini, a farne le spese sono gli adulti, siano essi insegnanti o famigliari. I primi, addirittura, continuano a entrare nelle varie classi di loro competenza anche una di queste è in quarantena. Si sprecano le sigle per la “didattica di ripiego”: si va dalla didattica integrale digitale (DID) alla didattica mista e fino alla didattica a distanza (DAD), quando tutta la classe è in quarantena. Per ora a questa estrema ratio si è ricorso solo in pochi casi. Infine, qualche informazione sul vaccino antinfluenzale che, in questa guerra al Covid-19, è passato un po’ in secondo piano. Resta importante e, per fortuna, la campagna è a buon punto, soprattutto per anziani e fragili, dopo qualche lentezza iniziale nelle forniture. La prossima scommessa sarà sul vaccino ai più piccoli: le false notizie che circolano in rete non aiutano a fare chiarezza e dovrà essere impostata una buona campagna di informazione. a.r.