Anoressia e bulimia, S.O.S disturbi alimentari fra i giovanissimi

Anoressia e bulimia: due aspetti diversificati della stessa medaglia. Sofferenza, sempre più diffusa, tra i giovanissimi tanto da lanciare un chiaro S.O.S da parte degli esperti per gli effetti devastanti che hanno sulla salute del pianeta giovani. Quindi non solo ansia e depressione, già di per sé pesanti, ma gli effetti dell’isolamento causa pandemia Covid 19 hanno causato un’impennata considerevole dei disturbi del comportamento alimentare.
Un tempo anoressia e bulimia erano appannaggio quasi esclusivo del gentil sesso, attualmente invece coinvolgono anche i ragazzi. Del resto sono stati loro che si sono sentiti in gabbia, frenetici di un bisogno di contatto con l’esterno, con la sensazione incombente di incertezza sul futuro. Un limbo da cui faticano parecchio ad uscire. La socialità, lo sappiamo bene pur non essendo psicologi, è fondamentale e centrale in quanto permette lo scambio e il confronto indispensabili per lo sviluppo della propria identità e la relazionalità che caratterizza la civiltà e lo stesso essere umano.
Circa il 20% di coloro che si rivolgono ai Centri specializzati sono inclusi nella fascia d’età 12 – 17 anni, per cui l’asticella degli anni si abbassa drasticamente. Dati che si innestano su un trend già in crescita a cui il coronavirus, con le sue conseguenze, ha dato una spallata considerevole ampliando soprattutto la sfera dell’anoressia. La prolungata chiusura ha pesato notevolmente e molti soggetti predisposti hanno sviluppato più in fretta i disturbi alimentari, toccando picchi che destano preoccupazioni ed interrogativi. Intercettare, da parte delle famiglie, il problema è la prima arma per limitare i danni.
Esistono, dicono “gli addetti ai lavori”, segnali subdoli che i genitori non devono sottovalutare, come l’isolamento e il rifiuto di condividere la tavola come momento conviviale della famiglia. Urge anche, concludono gli esperti, ricominciare ad insegnare ai ragazzi che il futuro esiste e che l’insoddisfazione del presente, con l’impegno e la determinazione, passa. Questi nostri ragazzi sono il prodotto di una società che parla solo di flessibilità, di precarietà, che dimostra che, per avere successo, occorrono canoni stabiliti quali la bellezza, il fisico perfetto, la fortuna, le raccomandazioni.
Ma una società che si disinteressa dei valori senza tempo, è una società destinata a fallire. Non possiamo fallire, però, con i nostri giovanissimi che vanno allenati alla progettualità, agli inevitabili ostacoli e alle salite che l’esistenza presenta, prima o poi, a ciascuno di noi. Senza la percezione dell’avvenire si esclude la sofferenza, ma neppure ci si permette la gioia, ci si nega ogni speranza affidandosi alla logica, perdente, dell’attimo presente. Tutti in trincea, dunque, per testimoniare ai ragazzi il dono della vita. Declinato in ogni sua sfumatura. A volte brillante, altre opaca. Ma pur sempre dono.

Ivana Fornesi

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