Protesta dal consigliere regionale di FdI “altri soldi per una cattedrale nel deserto”. La sindaca Folloni “concludiamo un’opera importante”

è recentemente ritornata al centro dell’attenzione la vicenda del rifugio di Logarghena nel Comune di Filattiera. Una struttura di cui si parla ormai da oltre 20 anni, da quando (era il 1998) l’amministrazione acquistò una baita, l’ex Gussoni, per la realizzazione di un progetto di un Centro di studi e ricerche in accordo con l’Ente Parco Appennino. Un’opera ambiziosa che però non è mai stata portata a termine anche se, come illustreremo più avanti, c’è la volontà della Regione Toscana e dello stesso comune di Filattiera di completare la struttura e renderla finalmente operativa. Ma in questo caso le problematiche che hanno dilatato i tempi non sono solo quelle legate agli intoppi nell’evoluzione dei lavori, c’è stato anche un lungo contenzioso legale, con gli amministratori della giunta comunale che nel 2004 aveva dato il via libera al progetto, sottoposti a giudizio con l’accusa di danno erariale. Infatti la Corte dei Conti avviò un procedimento per gli esborsi ritenuti eccessivi per l’acquisto della struttura fatiscente e quelli per la successiva realizzazione del manufatto. Una vicenda che si è poi chiusa solo nel 2019 con l’assoluzione di tutti gli amministratori.

La questione è tornata di attualità perché, come anticipavamo, la Regione ha finanziato con 250 mila euro (cui si aggiungono 73 mila euro dal bilancio del Comune di Filattiera) i lavori per il completamento dell’opera, suddiviso in tre lotti che dovrebbe concludersi entro la fine dell’anno. Una decisione che ha fatto scattare le ire da parte del consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi che, su segnalazione di Emanuela Busetto, responsabile FdI per la Lunigiana, ha presentato un’interrogazione al presidente regionale Eugenio Giani chiedendo “Perché sono stati destinati finanziamenti regionali al rifugio di Logarghena in Comune di Filattiera, dove è già stato accertato un danno erariale?”. Nell’interrogazione vengono chiesti dettagli sui criteri per l’erogazione dei finanziamenti destinati al rifugio e il motivo per cui si è ritenuto di destinare fondi regionali. “La Corte dei Conti – spiega Fantozzi – aveva valutato un danno di 360mila euro per il periodo 2009-2015, attribuendo in parte la responsabilità del danno erariale al Comune di Filattiera”. Il consigliere regionale di FdI afferma anche che la legge regionale 752020 stabilisce che la Giunta Toscana è autorizzata a erogare un contributo straordinario fino a un massimo di 250mila euro al Comune di Filattiera per la realizzazione di opere pubbliche finalizzate al completamento del rifugio di Logarghena. “Nonostante la crisi pandemica – conclude l’interrogazione – la Regione ha, comunque, deciso di destinare fondi a un sito che non ha mai aperto e avuto introiti: una vera cattedrale nel deserto”.

“Ma quale cattedrale nel deserto – replica la sindaca di Filattiera Annalisa Folloni – si è ripreso in mano un importante progetto e lo si vuole portare in fondo”, senza dimenticare, rivendica la prima cittadina, che sulla vicenda c’è una sentenza definitiva che certifica che non c’è stato alcun danno erariale. “Anzi, su questo progetto la nostra amministrazione ci crede molto e lo certifica il fatto che abbiamo reperito fondi dal bilancio comunale. – evidenzia la Folloni – Ci crediamo per due motivi: primo perchè riteniamo che questa struttura possa rappresentare un importante volano per il turismo, non solo di Filattiera ma di tutta la Lunigiana e secondo per portare finalmente a termine un’opera troppo a lungo attesa”. La sindaca evidenzia come sia già stato completato il primo lotto di interventi, e che i lavori in corso d’opera sono stati visionati anche dai consiglieri della minoranza “mi dispiace che per screditare i lavori siano state fatte circolare delle foto, ormai datate, che ritraggono la struttura fatiscente mentre il manufatto non versa più in quelle condizioni ormai da qualche tempo”. Sul futuro della struttura la sindaca è molto ottimista “stiamo parlando di uno dei luoghi più affascinanti dell’Alta Lunigiana, boschi, prati, il Marmagna che incombe, la valle che si spalanca agli occhi. Un luogo ricco di biodiversità, le cui caratteristiche naturali straordinarie hanno contribuito fortemente a far sì che il Parco dell’Appennino potesse fregiarsi del titolo di riserva Mab Unesco. Per questo Logarghena può diventare una straordinaria porta d’ingresso del Parco e in questo senso abbiamo avuto già molte manifestazioni di interesse da parte di associazioni per gestire la struttura una volta completata”. (r.s.)



