Una Cooperativa di Comunità per valorizzare le risorse di Zeri

“Radice di Lunigiana” è nata da poco ma è già al lavoro. Il presidente è Stefano Ferrari

Un'immagine panoramica di Patigno
Un’immagine panoramica di Patigno

Nel profilo del crinale di monti che si osserva da Patigno il “Radice” è stato scelto per battezzare la nuova Cooperativa di Comunità che si è costituita nei mesi scorsi per contribuire al rilancio di un territorio che in un passato non lontano ha conosciuto una stagione felice. Presidente di “Radice di Lunigiana” è Stefano Ferrari, ben noto a Zeri per essere impegnato nella politica locale e nel volontariato, ma soprattutto imprenditore turistico, proprietario e gestore del ristorante “La Catinella”. Una scelta non semplice quella di dare vita non ad un’associazione culturale bensì ad un soggetto economico come la cooperativa che deve comunque produrre reddito. “Ci siamo resi conto che serve un input diverso con un impegno personale e diretto e un lavoro sulla mentalità – spiega il presidente – con un progetto a 360 gradi che vuole dare un segnale forte al territorio e che guarda oltre i nostri confini”. Con l’estate alle porte, Zeri vuole tornare a guardare al futuro con un certo ottimismo, con la consapevolezza che il momento può essere favorevole; l’emergenza sanitaria, la difficoltà a raggiungere mete lontane, la necessità di tornare ad abitare le case di villeggiatura può essere un “jolly” da giocare in questo 2021.

Stefano Ferrari, presidente della Cooperativa di Comunità “Radice di Lunigiana”
Stefano Ferrari, presidente della Cooperativa di Comunità “Radice di Lunigiana”

“Nell’estate dell’anno scorso – ci dice ancora Ferrari – abbiamo registrato un’impennata di presenze e siamo determinati a cogliere l’occasione anche quest’anno, cercando di offrire quanto di meglio abbiamo per poter rilanciare il nostro territorio e stabilizzare una crescita turistica anche per il futuro. E intendiamo farlo non in alternativa ma al fianco di tutte le attività commerciali e imprenditoriali esistenti”. Occasione dunque, anche se tutti si augurano che la pandemia possa al più presto possibile essere solo un ricordo: “nei periodi di zona rossa, chiusi entri i confini comunali ci si sente davvero isolati”, conferma Ferrari, che non dimentica l’occasione perduta di una stagione invernale che, vista l’eccezionale quantità di neve caduta, avrebbe portato grandi benefici all’intero comprensorio zerasco. La scelta di costituire un nuovo soggetto economico è stata compiuta proprio per guardare avanti, cercando anche di intercettare possibili contributi e finanziamenti, come ad esempio quello messo a disposizione dalla Regione Toscana proprio per le Cooperative di Comunità. “Nel territorio comunale ne esisteva già una – continua Stefano Ferrari – ma siamo riusciti comunque ad entrare in graduatoria anche grazie all’impegno del sindaco Cristian Petacchi che ci ha sostenuto a livello locale e regionale. Ora siamo fiduciosi che quanto prima il nostro progetto possa ricevere il contributo previsto (50.000 euro su un totale di 70.000, ndr)”.

Una veduta di Zeri
Una veduta di Zeri

Il progetto propone un ampio ventaglio di iniziative che, se realizzate anche solo in parte, potrebbero davvero dare un impulso nuovo. Tra le azioni più ambiziose c’è quella di valorizzare il vasto patrimonio immobiliare organizzandolo in un vero e proprio “albergo diffuso”: le case vuote di Zeri messe a disposizione per accogliere quanti guarderanno a queste vallate come meta di vacanza; attorno ad esso ci dovrà essere l’offerta integrata di tutti i servizi dei quali un turista potrà avere bisogno, con un occhio attento alla sostenibilità. Ecco, ad esempio, l’offerta di e.bike, le bici elettriche con le quali andare alla scoperta del territorio senza troppa fatica; o il possibile acquisto di un pulmino ibrido per escursioni ma anche per servizi alla comunità dei residenti integrandosi con quanto già viene svolto dal mondo del volontariato, in primis dalla Croce Verde. Turismo, dunque; ma anche socialità e attenzione ai più giovani. E allora si va dalla possibile realizzazione degli orti didattici con le colture tradizionali al possibile acquisto di una stazione meteo mobile per monitorare le diverse aree del comune a vantaggio sia dei turisti che dei residenti. “Trasformare l’idea della cooperativa in realtà è stato più semplice del previsto perché ho trovato tanto entusiasmo e disponibilità nelle persone che abbiamo contattato – conclude Ferrari – e sono certo che altre persone si affiancheranno a noi. I soci fondatori hanno varie professionalità che ben si integrano tra loro e che potranno fare la differenza. E poi in tanti siamo stabilmente a Zeri dove viviamo e lavoriamo, ma ci sono anche persone che vivono fuori dal nostro territorio e potranno dare un contributo importante”. Con l’arrivo della primavera le prime iniziative sono già state realizzate, come ad esempio il recupero del sentiero che dal Passo dei Due Santi sale al Monte Spiaggi, uno dei più amati dagli escursionisti; durante l’inverno molti alberi erano caduti sul tracciato rendendo quanto mai difficoltoso il transito che ora invece è tornato ideale. E poi, in vista dell’estate, la “Radice di Lunigiana” sta mettendo a punto un programma di iniziative culturali, scientifiche e ricreative che andranno da un concerto con le musiche di De André ad un convegno sul mirtillo.

(Paolo Bissoli)

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