Mons. Ambrosio: “È il dies natalis del nostro sacerdozio in Cristo”

Nella Messa Crismale in concattedrale a Pontremoli

Un momento della celebrazione della Messa crismale in concattedrale a Pontremoli

Se è vero che la Messa crismale dello scorso anno verrà annoverata perché inediti furono i tempi e i modi (rinviata alla vigilia della Pentecoste e “senza popolo”), la celebrazione di questo anno a Pontremoli è stata caratterizzata non solo dalla presidenza di mons. Ambrosio ma anche perché, nonostante le restrizioni dovute all’emergenza sanitaria, la Messa del Crisma è tornata ad essere parte integrante della “Settimana santa”: questo nonostante l’esiguo numero dei fedeli, molti dei quali hanno potuto seguire la celebrazione in diretta sul canale YouTube della diocesi. Se da un lato la presenza del vescovo Gianni fa sperimentare la sollecitudine della Chiesa, che ha posto un amministratore apostolico alla guida della diocesi in “sede vacante”, dall’altra la natura della Messa crismale è quella di una “festa” del sacerdozio ministeriale, in memoria delle promesse di Cristo.
Molti, quindi, i sacerdoti e i diaconi nella concattedrale, presente il cerimoniere vescovile, mons. Costantino Pietrocola, il cerimoniere coadiutore, don Borserini, mentre la liturgia è stata guidata da don Agnesini, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano. Nel saluto iniziale, mons. Ambrosio ha invitato a ringraziare il Signore che ci raduna attorno alla sua mensa, durante la quale vengono benedetti gli oli e il crisma, “segni della santità di Dio che con la Parola e i Sacramenti avvolge il corpo della sua Chiesa”.

Mons. Gianni Ambrosio

Questa celebrazione, ha sottolineato, rappresenta “il dies natalis del nostro sacerdozio in Cristo, è il momento sorgivo della nostra gioia di essere al servizio dell’amore di Dio”. Ha poi inviato il suo saluto al vescovo emerito Eugenio, assente per una indisposizione a seguito del vaccino, e al vescovo emerito Giovanni, presente nella preghiera, in comunione spirituale dal monastero di Subiaco: il vescovo ha ricordato anche i sacerdoti ammalati, in particolare don Massimo Nocchi, ricoverato per Covid, e don Adriano Bertolorenzi.
Nel corso dell’omelia l’Amministratore apostolico ha fatto riferimento alla dimensione del servizio come cifra del ministero sacerdotale. Nella Messa crismale, infatti, si compie il rito della rinnovazione delle promesse sacerdotali: “Noi, cari confratelli, siamo al servizio di questo sacerdozio dei battezzati, siamo al servizio dell’amore di Dio che vuole la salvezza di ogni uomo. Siamo ‘ministri di Dio’, ‘servi’ del Vangelo di Gesù Cristo, che è venuto per ‘servire’ e non per essere servito”.
In virtù dell’unzione sacerdotale, i sacerdoti possono esprimere il loro “sì”, colmi di amore verso Dio e desiderosi di cooperare per il bene e la salvezza dell’uomo, per la pienezza della verità e dignità di ogni creatura. “Ci uniamo intimamente al Signore Gesù Cristo per conformarci a Lui, rinunciando a noi stessi e rinnovando le promesse che confermano i sacri impegni assunti con gioia nel giorno della ordinazione”. Nel corso della cerimonia si è compiuto anche il rito della benedizione solenne degli Oli santi, portati in tre anfore da alcuni diaconi ai piedi dell’altare.
Il vescovo ha benedetto l’olio che verrà usato per l’unzione degli infermi, per la loro guarigione fisica e spirituale, per il sostegno della fede a chi è nella malattia e nella sofferenza. Poi l’olio dei catecumeni, segno della forza di Cristo per coloro che stanno per ricevere il battesimo, per lottare contro il male e vivere da figli di Dio. Infine la benedizione del Sacro Crisma, la più solenne. Quest’olio, misto a profumi, viene usato per il conferimento della Confermazione, per la consacrazione delle chiese e degli altari, per le unzioni nel Battesimo e nell’ordinazione dei sacerdoti e dei vescovi: è il segno della forza dello Spirito Santo e della salvezza dei cristiani rinnovati dal primo sacramento.
Nell’imminenza dei riti del Triduo pasquale, questa celebrazione ha sottolineato la consacrazione del Signore Gesù, Sacerdote e Messia, di cui anche il clero è partecipe, per portare nel mondo la sua opera di salvezza, realtà che è stata espressa dalla benedizione degli Oli, che verranno utilizzati durante l’anno nei Sacramenti impartiti in tutte le nostre parrocchie. (df)

Share This Post