Si è concluso il cammino della Polizia Municipale lunigianese

UNIONE DI COMUNI: Con il 31 dicembre è terminato il progetto partito nel 2010 ma che aveva visto uscire già da tempo tutti i comuni più grandi

La Polizia Municipale
La Polizia Municipale

Poco più di dieci anni. Tanto è durata l’esperienza della funzione associata di polizia municipale dell’Unione di Comuni della Lunigiana che è terminata lo scorso 31 dicembre. Un cammino che era iniziato nel novembre 2010 (quando ancora l’ente si chiamava Comunità Montana) e che ha visto la ratifica, alla fine del 2020, del termine del servizio che veniva svolto ormai solo per Casola, Comano, Filattiera, Podenzana e Villafranca. Infatti, si può dire, che l’attività già da parecchi anni “sopravviveva” ma che da tempo aveva perso la progettualità iniziale che era quella di offrire un servizio di polizia municipale della Lunigiana condiviso tra tutti i comuni. Un esperimento che ha dato anche risultati positivi ma che è stato pian piano abbandonato soprattutto dai “grandi” comuni che ne dovevano rappresentare la spina dorsale. Il primo comune a decidere di uscire della funzione comprensoriale della Polizia municipale fu Pontremoli. Era il 2011, e questo fu in pratica il primo atto politico della prima amministrazione Baracchini appena eletta. Quella scelta rappresentò l’avvio del percorso che portò Pontremoli a uscire definitivamente dalla Comunità Montana. Lo strappo fu certo forte ma non tanto da incrinare il servizio comprensoriale dei Vigili Urbani, che infatti mantenne la propria funzione. A far crollare il castello fu invece la scelta di uscire dal servizio da parte del Comune di Aulla, primo gennaio 2015, operazione portata in porto dal sindaco Silvia Magnani e che in pratica ha segnato la fine del progetto, anche se poi il servizio è continuato per inerzia. Un duro colpo perché, con la scelta di Aulla di uscire dalla funzione associata, l’Unione non aveva più diritto a ricevere i fondi regionali in quanto il servizio non veniva più riconosciuto in base alla normativa regionale che prevede un numero minimo di quattro funzioni gestite dall’ente per poter accedere ai finanziamenti. In pratica per due anni il servizio è stato offerto senza che l’Unione potesse dare anche un solo centesimo di contributo: di conseguenza, tutta la spesa andava a cadere sulle spalle dei Comuni. A quel punto si sono aperti i cancelli: Fivizzano è stata la prima ad accodarsi a tale scelta, seguita poi da Zeri e da Bagnone. Nel 2018 sono uscite anche Licciana Nardi e Tresana che hanno realizzato un mini comprensorio di Polizia Municipale limitato ai due Comuni. Ora la fine ufficiale del progetto della Polizia Municipale della Lunigiana è stato ratificato. Sicuramente il servizio poteva essere gestito meglio, dare risposte più forti al bisogno di sicurezza della popolazione. Ma, in realtà, la sensazione è che ancora una volta, l’ennesima, si sia persa l’occasione di ragionare in termini comprensoriali e si sia pensato solo all’orticello di casa propria. Alla faccia del “brand” Lunigiana e della valorizzazione del territorio che tutti dicono di volere e ben pochi, poi, mettono in pratica.

(Riccardo Sordi)

Intanto nasce il servizio associato tra Pontremoli e Filattiera

Una vettura della Polizia Municipale durante la gestione dell'Unione di Comuni della Lunigiana
Una vettura della Polizia Municipale durante la gestione dell’Unione di Comuni della Lunigiana

Cosa succederà adesso? Sciolte le righe della proposta di Polizia Municipale gestita dall’Unione di Comuni, resta comunque l’invito della Regione Toscana ad attivarsi per creare delle gestione associate dei servizi. Un’indicazione a cui hanno risposto positivamente i comuni di Pontremoli e di Filattiera che hanno attivato il Servizio Associato di Polizia Municipale denominato “Polizia Locale Intercomunale di Pontremoli e Filattiera”, al fine di assicurare maggiore efficienza e funzionalità nell’espletamento delle funzioni di polizia locale. Un accordo dalla durata di cinque anni ma che tra sei mesi, testandolo nella pratica, potrà essere eventualmente ridiscusso e modificato. “Si tratta di una scelta – rivendica la sindaca di Filattiera, Annalisa Folloni – condivisa con Pontremoli per garantire una maggiore funzionalità del servizio”. Per quanto concerne gli altri comuni per ora la situazione è in divenire, certamente, soprattutto per i comuni più piccoli, associarsi diventa fondamentale. Bagnone, per bocca del sindaco Carletto Marconi, ha recentemente ipotizzato l’idea di creare una convenzione con Villafranca e Filattiera, progetto che però è già naufragato vista la nascita del Servizio Associato di Filattiera con Pontremoli. Mentre Villafranca, qualche anno fa, aveva manifestato l’interesse per aggregarsi al minicompresorio creato da Licciana e Tresana, un’idea che potrebbe riprendere piede magari unendo nel progetto anche Bagnone. Forse l’ipotesi più attuabile e funzionale sarebbe quella di creare tre macroaree, individuando nei tre comuni più grandi della Lunigiana (Aulla, Fivizzano e Pontremoli) i punti di riferimento di ognuno dei presidi di Polizia Municipale. L’altra ipotesi è di tante piccole realtà (come è in pratica la situazione attuale) con la presenza di soli due, tre comuni. (r.s.)

Condividi