“Frontiera” torna in edicola dopo 5 anni

Settimanale della diocesi di Rieti

Dopo 5 anni è tornato in edicola il settimanale della diocesi di Rieti Frontiera. Il primo numero è aperto dalla firma di Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero della Santa Sede per la Comunicazione. Il ritorno “cartaceo” del settimanale è “una buona notizia”, afferma David Fabrizi, direttore dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali, spiegando l’iniziativa nell’edizione on line.
“È importante per la buona stampa avvantaggiarsi di ogni canale per raggiungere i lettori, fare informazione e diffondere idee con parole ponderate e chiare. E se possibile far emergere una voce diversa dal rumore di fondo delle notizie che si rincorrono”. Le news “oggi viaggiano soprattutto su internet, tenendo il ritmo veloce dei bit. Ma così molto si perde: i titoli si sostituiscono di continuo: soprattutto nelle bacheche affollate dei social, dove l’affanno per i click e i like porta a valorizzare ciò che suona sensazionale più che affidabile”.
L’informazione “finisce così a proporre una sorta di appiattito eterno presente, spesso composto di notizie inconsistenti e di racconti quasi intercambiabili, che facilmente si dimenticano. Non sempre, ovviamente, né ovunque”.
Diverso “è il valore stesso del giornale. Non tanto per il piccolo prezzo da pagare all’edicolante o per l’abbonamento, ma perché l’acquisto comporta una scelta, mentre sulle bacheche dei social viene fatta la volontà degli algoritmi e spesso gratuito è sinonimo di immotivato”.
Nell’attuale panorama mediatico, “il settimanale diocesano resta lo spazio vitale per un’informazione meno massificata, meno soggetta alla pressione delle mode, tanto passeggere quanto invadenti. Il suo tratto genetico è nell’essere legato alla sua base territoriale di riferimento, lo stare vicino alla vita quotidiana delle comunità, ancorata ai fatti nella loro essenzialità e concretezza”.
Da parte sua, Paolo Ruffini scrive che la stampa cattolica serve “a costruire un orizzonte di senso. A vedere e raccontare cose che altri non vedono. A difendere uno spazio di libertà nella verità; e a offrirlo a tutti in un tempo in cui sia la verità che la libertà di pensiero che la condivisione sembrano merce sempre più rara”.
Citando parole del Papa, Ruffini afferma che “abbiamo bisogno di media che sappiano distinguere il bene dal male, ricostruire la memoria dei fatti, lavorare per la coesione sociale. A questo serve Frontiera, che solo sbagliando metro di misura qualcuno potrebbe definire un piccolo giornale. Non ci sarebbe nessuna dimensione nazionale – rimarca il prefetto – se non ci fosse una presenza territoriale; nessun senso di appartenenza ad un destino comune condiviso se questo non fosse fondato sui territori”.

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