Fivizzano: nuovi manoscritti per la biblioteca

Donate varie opere di Emanuele Gerini, cui la struttura è dedicata

La facciata della biblioteca "Gerini" a Fivizzano
La facciata della biblioteca “Gerini” a Fivizzano

La biblioteca comunale di Fivizzano si è arricchita di numerosi manoscritti di Emanuele Gerini (Fivizzano, 27 dicembre 1777- ivi 10 giugno 1836), a cui la stessa è intitolata. Sono stati acquistati, grazie alla elargizione di un benemerito cittadino (che non ha voluto far conoscere il suo nome), da chi ne era in possesso da lungo tempo. Il responsabile della biblioteca, Francesco Leonardi, ha subito provveduto a registrarli e a porli al sicuro, in attesa della loro esposizione al pubblico, che il sindaco Gianluigi Giannetti inaugurerà a breve. Il materiale documentario recuperato rispecchia fedelmente gli interessi culturali di colui che è definito “il padre di tutti gli studiosi di storia e cultura lunigianese”, come è considerato la “Bibbia”, per ogni tipo di studio sulla Lunigiana, il suo scritto più conosciuto “Memorie storiche d’illustri scrittori e di uomini insigni dell’antica e moderna Lunigiana”. Di Gerini “abate storico e poeta, interessato di geologia, sostenitore di Napoleone, appassionato di letteratura latina e ….buona forchetta”, ha fatto un suggestivo ritratto Amedeo Benedetti nel libro stampato con finanziamento comunale nel 2016 col titolo “Vita di Emanuele Gerini, storico e biografo”.

Amedeo Benedetti
Amedeo Benedetti

L’opera è stata il frutto di un lungo e meticoloso lavoro di ricerca che il prof. Benedetti compì in archivi e biblioteche di tutta Italia, dove poté rintracciare e trascrivere anche le lettere autografe che Gerini scambiò con i personaggi più autorevoli della cultura italiana del primo Ottocento (Emanuele Repetti, Giovan Pietro Viesseux, Giambattista Spotorno,….). Non è dato sapere, invece, per ora, da dove provengano i manoscritti oggetto della donazione, alcuni anche di contenuto teologico-religioso, utilizzati nelle omelie, come il “Panegirico del Santo Vescovo Niccolò di Bari”, “La penitenza cristiana”, per il mercoledì delle ceneri, “Panegirico dell’Immacolata Concezione di Maria”, “Santa Lucia, leggenda”, “Manoscritto di Santo Francesco di Sales Apostolo di Ginevra”, “Il Paradiso”, “Il giudizio universale”, “Panegirico dell’Angelico Santo Luigi Gonzaga”. Di diverso contenuto sono “Accademia dei Principi sui Poeti Greci, Latini, Italiani”, “Emelia, Novella storica”, “L’arte poetica di Quinto Orazio Flacco tradotta in versi toscani”, “Albero genealogico della Famiglia Malaspina” su grandi fogli inseriti in cornici di legno e vetro. Nel materiale acquisito c’è anche la “Copia conforme del R.D. 15 febbraio 1906, riguardante la costruzione di una strada per il trasporto dei marmi dalle cave esercitate dal sig. Peghini nella frazione Tenerano del Comune di Fivizzano, al punto denominato Doganaccia”. Tutti documenti importanti, da affidare a studiosi ed esperti per essere trascritti, analizzati e commentati: lavoro non facile, ma necessario, perché sono “un collettore di notizie”, che si aggiungono a quelle fornite da Gerini in altre opere, sempre utili, fondamentali per certe ricostruzioni storiche, anche quando derivate da autori non citati, come sarebbe stato doveroso fare. Non a caso, pertanto, Amedeo Benedetti inizia la sua biografia con queste parole: “Non c’è storico della Lunigiana che non abbia un debito con Emanuele Gerini”.

Andreino Fabiani

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