Dieci anni di vita per il “Filo d’Arianna”

La Casa Famiglia di Bagnone nasceva nel settembre 2010 

La struttura di Bagnone che ospita la Casa Famiglia il "Filo d'Arianna"
La struttura di Bagnone che ospita la Casa Famiglia il “Filo d’Arianna”

La Casa Famiglia, in Italia, è una struttura destinata all’accoglienza di tipo familiare per minorenni, disabili, adulti in difficoltà. La storia è lunga visto e considerato che le prime Case Famiglia hanno avuto origine negli Anni Sessanta, da esperienze di condivisione diretta con persone in situazione di disabilità. Col passare del tempo nacque l’esigenza di creare strutture che permettessero l’inserimento sociale di chi aveva bisogno d’aiuto per una vita di relazione il più normale possibile. In Lunigiana ne sono sorte tante. A tagliare un traguardo importante quella denominata “Filo d’Arianna” che, essendo nata il primo Settembre del 2010, a Bagnone, spegne quest’anno “dieci candeline”. Un decennio di attività terapeutiche, socio-educative e sanitarie per ospiti con patologie certamente non semplici, né facili da gestire. La struttura è rivolta ad un massimo di cinque ospiti, tutti lunigianesi, dai 18 anni fino ai 40, di sesso maschile.

Gestita fino al 2014 dalla Cooperativa Cadal è, poi, passata “all’Aurora Domus”. Una realtà importante sul territorio fortemente sostenuta dalla Società della Salute con la fattiva collaborazione dell’Amministrazione comunale di Bagnone. Gli ospiti, che stanno attraversando momenti difficili nella cura di sé, nei rapporti con le famiglie d’origine, necessitano di trattamenti risocializzanti e del recupero delle abilità sopite. Gli interventi terapeutici sono programmati in equipe multidisciplinari di cui fanno parte operatori sanitari specializzati e quattro animatori-educatori: Maria Rosa, Ornella, Marina e Luca. Persone che svolgono il loro lavoro con alta professionalità ed una grande dose di umanità. Molta attenzione viene data alle attività di laboratorio socio-ricreative e alle gite in quanto aumentano la voglia dello stare insieme, l’autostima e l’equilibrio nelle relazioni con gli altri. Spazio anche alla cucina dove gli ospiti si cimentano nel preparare piatti variegati, usando creatività e manualità. L’impegno costante, in primis, gli ingredienti vincenti quali il rispetto della dignità umana, la pazienza, l’ascolto e l’amore … hanno permesso il raggiungimento di traguardi importanti, tanto da permettere il ritorno, per alcuni, in famiglia oppure in strutture più avanzate. Nel mosaico delle attività, impossibile elencare tutto, vogliamo ricordare la bellissima mostra d’arte “Io non mi ritraggo”. Un successo ottenuto anche grazie al prezioso supporto dell’Associazione “Donne di Luna”, guidate dalla presidente Giusi Maggioni. Auguri “Filo d’Arianna”. Auguri soprattutto ad ogni ospite affinchè possa ritrovare il “filo giusto” della vita. Ivana Fornesi