Crisi a Filattiera. Bardini “il Pd vuole solo che riparta il lavoro per i cittadini”

La riflessione del segretario comunale dei Democratici, Pierluigi Bardini

Il segretario comunale del Pd di Filattiera, Pierluigi Bardini
Il segretario comunale del Pd di Filattiera, Pierluigi Bardini

“Il Partito Democratico non vuole entrare nelle questioni private. Vuole solo che si risolva velocemente la vicenda e che si possa riprendere al più presto, con serenità, il lavoro dell’amministrazione”. Così il segretario comunale del Pd di Filattiera, Pierluigi Bardini, che prova ad analizzare la situazione di crisi politica che si è venuta a creare dopo che la sindaca, Annalisa Folloni, ha tolto tutte le deleghe, compresa quella di vicesindaco, all’assessore Giovanni Longinotti. Il parere dei Democratici è davvero importante visto che solo un anno fa, alla vigilia delle elezioni comunali, si era ricomposta l’unità del centrosinistra dopo che alle precedenti amministrative c’era stata una spaccatura con lo stesso Bardini che si era contrapposto alla Folloni. Un cammino di ricompattamento che Bardini ricorda “come faticoso e tutt’altro che facile, che ha anche creato delle fibrillazioni all’interno del nostro gruppo. Ma lo abbiamo fatto perchè convinti dell’importanza di ricreare un percorso di unità e mettere le basi per un programma condiviso per Filattiera”.

Panorama di Filattiera
Panorama di Filattiera

E sottolinea, come già prima del voto si era trovato l’accordo per appoggiare la candidatura della Folloni “in quello che, si era deciso, sarebbe stato il suo ultimo mandato” e l’accordo prevedeva anche “che il ruolo di vicesindaco fosse affidato a Longinotti. Quindi eventualmente se si dovesse rompere questo patto qualcuno dovrebbe assumersi l’onere di spiegarne a fondo i motivi”. Anche se, sulla vicenda in corso Bardini tiene un atteggiamento prudente ed equidistante “è evidente che si sia rotto un rapporto di fiducia personale. Avendo anch’io fatto il sindaco per 10 anni so quanto è importante poter contare sul pieno affidamento nei propri amministratori. Ma visto che si tratta di questioni private il Pd si tiene alla finestra sperando che la situazione si chiarisca al più presto, senza la pretesa di entrare in questa vicenda per chiedere rimpasti o poltrone”. Una precisazione piuttosto chiara ed importante visto che tra le voci circolate c’era anche quella che la testa di Longinotti sia rotolata per far spazio ad un esponente Pd dopo che i Democratici avevano perso il loro assessorato a causa del passaggio di Massimiliano Zani dal Pd ad Italia Viva: “Un’ipotesi fuori da ogni logica – ribatte Bardini – primo per il rispetto del patto siglato che vedeva Longinotti vicesindaco e poi perchè, eventualmente, se avessimo voluto un riequilibrio, l’assessorato di cui far richiesta non era certo quello di Longinotti”. Ed ora come si comporterà il Pd in caso Longinotti passasse in minoranza? “Intanto vedremo se sarà una scelta operata a livello personale o come Psi. Certo si andrebbe ad incrinare quel progetto di unità del centrosinistra per cui tanto abbiamo lavorato. Ma, come già detto, dovranno essere soprattutto gli attori coinvolti in prima persona a spiegare il perché di questo strappo”. Uno strappo che, qualora dovesse concretizzarsi ufficialmente, metterebbe l’amministrazione Folloni in grossa difficoltà visto che con l’apporto di Longinotti (che teoricamente dovrebbe portarsi dietro un altro consigliere) la minoranza a quel punto andrebbe a cinque unità contro le sei, sindaco compresa, della maggioranza. (r.s.)

Polemica tra Longinotti e Lucchetti

L'assessore ed ex vicesindaco di Filattiera Giovanni Longinotti
L’assessore ed ex vicesindaco di Filattiera Giovanni Longinotti

Intanto continua a crescere la tensione tra i componenti del consiglio, con Longinotti che insinua come vi sia un possibile accordo sottobanco tra maggioranza ed opposizione. A sostegno di questa ipotesi ricorda cosa accaduto durante l’ultimo consiglio comunale quando il consigliere di minoranza, Federico Lucchetti, ha relazionato il punto dell’odg relativo ai buoni spesa. “Bene che l’opposizione abbia collaborato ci mancherebbe – sottolinea Longinotti – ma questo è comunque un atto di bilancio su cui di prassi relaziona un’esponente di maggioranza. Che sia il segnale di accordi pregressi?”. Un’accusa a cui ha replicato lo stesso Lucchetti: “Il riferimento al mio ruolo all’interno della commissione istituita per la gestione dei ‘buona spesa’ appare pretestuoso posto che, dal punto di vista formale, la composizione della commissione stessa (il sindaco, un consigliere di maggioranza e due di minoranza appartenenti a due gruppi diversi) è stata decisa nel corso del penultimo consiglio comunale, presente l’assessore Longinotti e che, dal punto di vista sostanziale, non mi sono risparmiato nel contribuire concretamente al perseguimento dello scopo per il quale è stata formata. Pertanto il mio ruolo all’interno di essa non può essere strumentalizzato per affermare alleanze politiche inesistenti”. Intanto un altro consigliere di minoranza, Andrea Draghi, va all’attacco: “Filattiera si è venduta ai giochi di potere del duopolio che, in vista delle elezioni regionali e poi di quelle provinciali, pervade ormai la Lunigiana e che vede spostamenti di casacca da Pd a Italia Viva seguiti da qualche elemento della sinistra radicale, di Forza Italia e di qualcuno che si professava di destra ma oggi non più”. Ed è esplicito anche sulla situazione di Longinotti: “O l’assessore rimette il mandato elettivo e torna a fare il cittadino normale o si va a sedere sui banchi dell’opposizione, si fa un gruppo per conto suo e continua a lavorare per la gente che lo ha votato ma dall’opposizione. Tutto il resto non regge”.

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