Celebrato a distanza un momento di preghiera interreligiosa

21ramadanOltre cinquanta famiglie hanno preso parte al momento di preghiera interreligiosa promosso da Casa Betania, dalle Chiese Cattolica, Metodista, Ortodossa e dalla Comunità Islamica di Massa-Carrara, una risposta all’invito dell’Alto Comitato per la Fratellanza Umana di pregare per la fine della pandemia.
All’insegna dell’hashtag #prayforhumanity, i partecipanti si sono collegati sulla piattaforma ZOOM, dove hanno avuto modo di ascoltare gli interventi in programma, tra cui quelli di Mohamad Kamal Koudsi in rappresentanza della comunità islamica di Carrara, Chaouki Aziz per la comunità islamica di Massa, il Pastore Valdese Massimo Marottoli della Chiesa Metodista di Carrara, Padre Armand Bratu della Chiesa Ortodossa di Carrara e don Maurizio Manganelli, Direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi.
A moderare l’incontro è stata Giulia Severi, soddisfatta della riuscita dell’evento: “Vorrei ringraziare tutte le persone, che hanno partecipato all’iniziativa e condiviso le proprie riflessioni: Maurizio Certini del Centro La Pira di Firenze, Stella Buratti dell’Accademia della Pace, Don Giuseppe Cipollini della Caritas di Massa, Ivonne Tonarelli Direttrice dell’Ufficio Migrantes della Diocesi di Massa-Carrara-Pontremoli, Sara Vatteroni di Casa Betania e Marco Leorin Presidente dell’Azione Cattolica Diocesana.
Tutti preziosi collaboratori, che, con la loro presenza, hanno ancora una volta dimostrato che l’unione fa la forza e la collaborazione tra realtà diverse può portare ottimi risultati”. L’appuntamento è stata anche l’occasione per assistere all’Iftar, la cena di fine Ramadan: “Alcuni volontari – ha spiegato la Severi – hanno potuto svolgere in diretta online lo sporzionamento del cibo negli spazi all’aperto della Caritas. Così, gli amici musulmani si sono visti recapitare le pietanze con le dovute precauzioni e direttamente a casa, dove hanno festeggiato l’importante ricorrenza”.
Soddisfatta anche Ivonne Tonarelli, Direttrice dell’ufficio Migrantes: “È stato davvero emozionante vedersi levare tante voci di culture diverse, per rivolgere al cielo un’unica preghiera. Esperienze come questa ci ricordano quanto sia importante promuovere una cultura del dialogo e della fratellanza”.

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