Pronto Soccorso e tamponi, in Lunigiana servono al più presto delle risposte

Al centro del dibattito i tempi per i risultati e le modalità di accesso

L'ospedale Sant'Antonio Abate a Pontremoli
L’ospedale Sant’Antonio Abate a Pontremoli

L’ospedale di Pontremoli cerca di tornare alla sua normalità di presidio “No Covid-19”, destinato cioè ai pazienti non contagiati (o sospetti) dal virus. Da più parti si sottolinea come tutti i servizi siano funzionanti, compresa la Medicina che un mese fa aveva affrontato l’emergenza del paziente risultato positivo al coronavirus solo dopo essere transitato per il pronto soccorso e ricoverato in reparto. Quel passaggio del “paziente 1” di Pontremoli aveva portato ad una lunga chiusura per la necessaria sanificazione. Anche il reparto di Rianimazione è stato riaperto il 13 marzo con posti letto destinati a pazienti non contagiati; ma in questo caso l’epidemia non centra visto che il reparto è rimasto chiuso a lungo. Così attorno all’ospedale di Pontremoli (ma anche di Fivizzano) il dibattito non sembra placarsi: Asl, sindaci, forze politiche si rincorrono con comunicati stampa e lettere aperte. Già il 20 marzo scorso i sindaci della Lunigiana avevano sollecitato l’intervento dell’Asl su alcuni problemi che, a loro giudizio, si sono creati negli ospedali. Tra questi le modalità e i tempi di effettuazioni dei tamponi: pazienti prelevati a domicilio dalle ambulanze del 118, trasportati non al pronto soccorso di Pontremoli bensì a quello di Massa dove vengono sottoposti a tampone per la ricerca del coronavirus. Se risultano negativi vengono poi trasferiti a Pontremoli (o a Fivizzano): ma, e qui sta il problema, sarebbe accaduto che ad un secondo tampone effettuato nella struttura siano risultati positivi, con tutti i problemi di possibile contagio di persone e ambienti. Ci sarebbero poi i ritardi, evidenziati dai sindaci, con i quali vengono notificati i risultati dei tamponi con tempo prezioso che se ne va per isolare i contagiati e quanti siano venuti loro in contatto.

Nuovo ospedale delle Apuane
Nuovo ospedale delle Apuane

Più di recente è stata Forza Italia a prendere posizione con un documento del coordinamento provinciale e nel quale è contenuta anche una domanda polemica: “Il Pronto Soccorso di Pontremoli è aperto o no? E se è aperto – come dovrebbe e come ci hanno raccontato in queste settimane – perché non si è occupato di pazienti urgenti no-covid presi in carico dal 118?” Una presa di posizione che scaturirebbe dalle vicende di due persone colpite da arresto cardiaco a Pontremoli e ad Aulla ed “entrambe decedute” afferma il documento sottolineando come, in questo momento drammatico segnato dall’epidemia, si muoia anche di altro. Forza Italia chiede conto di quelle che definisce “procedure assurde che regolerebbero in queste settimane gli accessi ai pronto soccorso degli Ospedali della Lunigiana”. Per i due casi citati il soccorso prestato dal 118 avrebbe messo in atto il trasporto a Massa al Nuovo Ospedale delle Apuane: in un caso quella è stata la prima scelta e il paziente sarebbe morto in ambulanza; nell’altro caso la scelta del Noa è seguita ad un primo esame nel pronto soccorso di Pontremoli, ma anche in questo frangente il paziente non sarebbe riuscito ad arrivare vivo a Massa. Questa la ricostruzione che fa Forza Italia: abbiamo contattato più volte l’Asl per avere spiegazioni sulla situazione e le prospettive dell’Ospedale di Pontremoli in questo frangente segnato dal Covid-19 ma non ci siamo riusciti. Sarà per il prossimo numero anche perché serve sapere con quali criteri vengono gestiti gli accessi ai pronti soccorsi e con quali modalità e tempi vengono effettuati i tamponi per le conseguenze che questo può avere ogni giorno. (p. biss.)

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