Il Pensionato “Cabrini” struttura di cure intermedie per pazienti affetti dal virus

Nel piano di ASL e SdS si affianca a “Villa Angela”, “Fontana d’Oro” e “Don Gnocchi”

La facciata del pensionato "Cabrini"
La facciata del pensionato “Cabrini”

Si chiarisce la situazione nelle case di riposo della Lunigiana, in particolare per quel che riguarda quelle dove il numero dei pazienti colpiti dal coronavirus è risultato più elevato e dove Azienda Sanitaria e Società della Salute sono intervenute con un piano di riorganizzazione volto a contenere il contagio. Intanto è chiara ormai la distinzione fra strutture Covid e No Covid: nel primo gruppo rientrano “Villa Angela” di Bagnone e “Fontana d’Oro” a Mommio di Fivizzano alle quali si aggiungeranno al più presto i 20 nuovi posti letto alla Don Gnocchi di Fivizzano e il Pensionato “Cabrini” di Pontremoli. In queste quattro realtà saranno concentrati i pazienti affetti dal virus, ma con situazioni diverse: le prime due sono RSA a tutti gli effetti, le altre due sono strutture per cure intermedie. Ma tutte hanno in comune la presa in carico da parte dell’ASL che invierà proprio personale medico, infermieristico e socio-assistenziale per affiancare quello già in servizio e, dove sarà necessario, innalzare il livello dell’assistenza. Una vera e propria rivoluzione, innescata dai risultati delle analisi sui tamponi effettuati: ne avevamo parlato sul numero della scorsa settimana, ma ora il quadro si è evoluto.

coronavirus case riposoLa notizia di questi giorni, infatti, è che ASL e SdS sono intervenute anche nel Pensionato “Cabrini”, una delle due strutture (l’altra è la RSA) presenti nel complesso che si affaccia sul viale omonimo. Sono stati 21 infatti gli ospiti risultati positivi ai tamponi effettuati dall’ASL, fatto che ha spinto l’azienda a prendere in carico il Pensionato che, come precisa la proprietà dello stesso in un comunicato, è stato trasformato “in una struttura di Cure Intermedie di terzo livello”. In pratica un intero piano dello stabile oltre agli ospiti già presenti potrà essere utilizzato dall’autorità sanitaria per inviarvi pazienti affetti da coronavirus bisognosi di assistenza, ma con sintomi gestibili al di fuori dell’ospedale. “In questo modo – continua il comunicato della proprietà del ‘Cabrini’ – è stato evitato che i propri ospiti positivi al Covid-19 venissero trasferiti in strutture a loro estranee, rendendo questa emergenza ancora più destabilizzante”. Tuttavia per gestire questa nuova situazione l’ASL deve inviare al “Cabrini” proprio personale che al momento non c’è e dovrà essere arruolato, problema non semplice da risolvere. Come conferma la direttrice della SdS, Rosanna Vallelonga, ci sono attivi bandi per medici, infermieri e oss, a livello regionale e nazionale, ma servirà tempo e disponibilità da parte delle persone che hanno i requisiti previsti. La SdS sta lavorando anche all’altro tassello necessario per completare il mosaico dell’assistenza: le strutture No Covid che si posizioneranno a metà strada tra l’Ospedale e gli Alberghi Sanitari, cioè per quei pazienti che, dimessi dal Noa, non possono andare né a casa né negli Alberghi perché ancora bisognosi di cure e assistenza medica e infermieristica. Ci sono alcune ipotesi allo studio per organizzare strutture di cure intermedie, ma anche per queste il problema principale sarà il reclutamento del personale visto che la richiesta è molto alta. Al momento l’unica certezza è che tra “Pensionati” e “Residenze Sanitarie Assistenziali” in Lunigiana sono dunque tre le strutture private riservate ai pazienti Covid interessate dall’intervento dell’Azienda pubblica che le ha prese in carico o con il trasferimento degli ospiti o con l’invio di proprio personale. A “Villa Angela”, in Bagnone, sono stati trasferiti i pazienti del “Galli Bonaventuri” di Pontremoli e della RSA di Fivizzano (che diventa struttura No Covid), questi in attesa di poter essere destinati alla “Fontana d’Oro” di Mommio non appena sarà reperito il personale necessario. La quarta struttura è, appunto, il “Cabrini” di Pontremoli: mentre la RSA, dove non sono stati registrati casi, resta nella gestione privata ordinaria, il Pensionato è stato trasformato in struttura Covid di “Cure Intermedie di terzo livello con subentro della ASL” come si legge nel sito internet della stessa. Struttura che sarà attivata non appena disponibile il personale per l’assistenza. Per quel che riguarda il “Galli Bonaventuri” di Pontremoli sono terminate le operazioni di sanificazione dei locali che ospitavano la RSA i cui pazienti sono temporaneamente trasferiti a Bagnone e che rientreranno non appena guariti dall’infezione. Prosegue invece regolarmente l’attività nella “Casa per Ferie Sant’Anna” dove alloggiano 17 ospiti.

Paolo Bissoli

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