Trasmissione di Rai 5 sulla Lunigiana

Un servizio tra storia, bellezze naturali e specialità alimentari. Anche se non sono mancate polemiche sulla “troppa pioggia” del nostro territorio

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Panorama di Fivizzano

Lunigiana agli onori delle trasmissioni televisive di Rai 5 (con prossima ripresa anche su Rai 3) nell’ambito della serie “Di là dal fiume e tra gli alberi”, con la puntata “Ombre e nebbia in Lunigiana” di Lucrezia Lo Bianco, messa in onda nella tarda serata di domenica scorsa (qui in link per vederlo su Raiplay). Immagini splendide, secondo l’apprezzata tradizione Rai, sia in panoramiche capaci di rendere giustizia alla bellezza del nostro territorio, sia nei dettagli dei diversi siti visitati ed approfonditi dalla giornalista che ha condotto il servizio. Siti storici o culturali come il castello e il museo della Resistenza di Fosdinovo (legato, quest’ultimo, alla presentazione dell’Amaro Partigiano) o il castello di Pontebosio, trasformato in resort di lusso.

Veduta panoramica di Pontremoli dal Castello del Piagnaro
Veduta panoramica di Pontremoli dal Castello del Piagnaro

Poi l’immagine classica di Montereggio “paese dei librai”, con le sue vie intitolate ai grandi editori del passato e il Premio Bancarella. Il castello di Castiglione del Terziere, restaurato e reso luogo di testimonianze storiche e letterarie da Loris Jacopo Bononi. Nel castello del Piagnaro di Pontremoli la giornalista, accolta da una misteriosa castellana, è entrata in contatto con le statue stele e con altre leggende come quella del lupo mannaro. Ma anche luoghi naturali o legati ad attività produttive come l’allevamento della pecora di Zeri, l’essiccatura delle castagne (in vista della produzione di farina) in un gradile ad Apella, luogo anche di ospitalità turistica, le cave di gesso e di arenaria della zona attorno a Fivizzano. Luoghi che rimandano alle leggende laiche – in prevalenza legate ai boschi – o alle tradizioni religiose, come i santuari. Poi le persone come Luigi Fabbri Bugelli, mugnaio ma, ancor più, menestrello che propone canti tradizionali o da lui composti, o con lo studioso rabdomante Murizio Armanetti. Uno spazio rilevante è stato dedicato alle vicende di guerra dal settembre ’43 all’aprile ’45, in particolare agli eccidi nazi-fascisti e all’attività delle brigate partigiane, rappresentate nel video dalla “staffetta Graziella” “Lalla” Tassi. Una presentazione ben realizzata della nostra terra, magari con qualche accenno di troppo al clima piovoso, complice il periodo infelice in cui sono state effettuate le riprese. Non tale, comunque, da giustificare una corrispondente “pioggia” (quella sì) di interventi sui social con, addirittura, la richiesta alla giornalista di modificare il testo del servizio! a.r.

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