“Olea Lunae” compie 20 anni di storia

Licciana: si è tenuto l’annuale incontro al Castello di Terrarossa sul futuro dell’olio. L’appello della presidente Coldiretti Francesca Ferrari “c’è bisogno di fare squadra per valorizzare il nostro prodotto”.

Un immagine dell'olio di oliva
Un immagine dell’olio di oliva

Una giornata dedicata all’olio, all’impatto che può avere sul territorio e sul suo rilancio economico. Si è tenuta domenica 23 febbraio la 20a edizione di “Olea Lunae” la tradizionale manifestazione dedicata all’olio lunigianese. Una kermesse avvenuta nella cornice del Castello di Terrarossa a Licciana Nardi, in cui non solo si è parlato di olio, ma lo si è assaggiato, assaporato, il tutto tra spettacoli, musica, cultura e divertimento. Anche se, come ci racconta la presidente della Coldiretti di Massa Carrara (nonché produttrice di olio), Francesca Ferrari, la carenza della produzione di quest’ultima stagione ha costretto ad annullare l’annuale concorso, trasformando così questa 20° edizione in una sorta di “amarcord” con la premiazione di chi in questi anni si sta adoperando per far crescere la cultura dell’olivo nel nostro territorio. “Una passione che senza dubbio sta crescendo – sottolinea la Ferrari – anche se soprattutto a livello hobbistico. È un fattore importante, non c’è dubbio, perché comunque permette la difesa del territorio. Certo sarebbe importante fare anche un passo ulteriore, un salto di qualità successivo che ci potrebbe permettere di dare maggiore visibilità al nostro prodotto”. È stato proprio questo uno degli aspetti cardini della riflessione della manifestazione, quella di trovare una strada per valorizzare ancora di più un prodotto chiave nell’ambito del settore agricolo della Lunigiana. Un settore che certo negli ultimi anni ha dovuto combattere con varie in difficoltà, la più evidente delle quali è rappresentata dalla mosca olearia che tanti danni sta causando alla produzione.

Francesca Ferrari, la presidente provinciale di Coldiretti
Francesca Ferrari, la presidente provinciale di Coldiretti

Ma quale strada si deve percorrere per far sì che l’olio lunigianese possa divenire sempre più un prodotto appetibile per il mercato? Perchè è innegabile che questo sia un prodotto alimentare che sta ottenendo attenzione nel mercato per le sue caratteristiche organolettiche assolutamente particolari ed originali che ne fanno una sorta di “via di mezzo” tra l’olio ligure e quello toscano. Quindi presenta alcune delle peculiarità dell’olio toscano, come la piccantezza e il retrogusto amaro, ma in maniera più delicata e rotonda, avvicinandosi, così, alle caratteristiche dell’olio ligure. “È un olio particolare ed unico – dichiara la presidente Coldiretti – con note piccanti e amare, un retrogusto di carciofo (tipico dell’olio toscano) ma che presenta anche una dolcezza, una leggerezza ed un profumo tipico dell’olio ligure. Ma soprattutto è un olio che esalta le eccellenze gastronomiche lunigianesi come il testarolo”. Tutto questo è dovuto alla pianta più utilizzata, l’olivo Leccino, capace di resistere a temperature basse e che quindi ben si adatta al nostro territorio. Insomma la qualità non manca. Quello che manca, come spesso accade nel nostro territorio, è la capacità di fare squadra. “Abbiamo un prodotto di grande qualità – rivendica la Ferrari – un olio Toscano Igp colline della Lunigiana, che ha caratteristiche uniche e che potrebbe avere estimatori sicuramente al di fuori del contesto provinciale. E forse anche di più. Ma al momento ci sono solo due produttori (uno dei quali è la stessa Ferrari) perché magari non arrivano in fondo nelle pratiche per l’acquisizione del marchio. Non c’è dubbio che sia un impegno ma è anche una grossa opportunità e la Coldiretti è pronta a sostenere gli olivicolturi nel cammino”.

(r.s.)

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