Isaac Asimov: quando la scienza incontra la fantasia

Il 2 gennaio di cento anni fa nasceva a Petrovichi (Russia) il  “signore della fantascienza”

Isaac Asimov (1920 - 1992)
Isaac Asimov (1920 – 1992)

Non è facile, a distanza di decenni, rendere con chiarezza l’idea dell’effetto che la scoperta della Trilogia della Fondazione produsse su di un appassionato di fantascienza che non aveva mai avuto prima l’occasione di conoscere né leggere quelli che, tra i tanti da lui scritti, possono essere considerati i romanzi che hanno posto Isacc Asimov (Petrovichi, Russia, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992) tra gli autori che hanno dato maggior lustro a questo genere letterario, spesso considerato “minore”.
Con la lettura di Cronache della Galassia (scritto nel 1951), un’opera che può anche essere letta come romanzo a se stante, si entra in un mondo che nel corso del tempo prende una forma sempre più definita e, attraverso una serie di “cicli”, si impone come riferimento per chi, dopo Asimov, voglia scrivere (o girare film: si pensi a Star Wars) di fantascienza andando oltre l’invenzione di mondi, macchinari e mostri alieni e ostili all’umanità.
È, quindi, giusto celebrare il centenario della nascita di questo ebreo russo cresciuto, dall’età di 3 anni, a New York; laureato in Chimica e Biologia alla Columbia University e docente nella prestigiosa School of Medicine dell’Università di Boston; scrittore – molto prolifico: più di 40 romanzi e quasi 400 racconti, di vario genere – a tempo pieno a partire dal 1950. Giusto perché alcune sue intuizioni (su tutte: le tre leggi della robotica) sono diventate punto di riferimento, quasi come se fossero riconducibili solo alla “scienza”, mettendo in secondo piano la componente fantastica. Quello che si può scrivere di lui in un semplice articolo non specialistico può rendere giustizia solo in parte alla sua bravura, semmai si può auspicare che queste scarne righe possano far nascere nuovi ammiratori del suo genio.
02asimov1Tre sono i gruppi di romanzi che lo hanno reso famoso: Il Ciclo dei Robot, il Ciclo dell’Impero, il Ciclo della Fondazione, con il nucleo centrale costituito dalla famosa Trilogia. In questa quindicina di romanzi Asimov delinea la “storia” futura così come la sua fantasia, con solide basi scientifiche, gliela fa immaginare; con l’umanità proiettata nell’universo, aiutata dall’automazione e dalla robotica, in un arco di tempo che, sia pure con inevitabili vuoti, si spinge dal nostro secolo fino a 4-500 secoli in avanti.
I romanzi non sono scritti nell’ordine delineato nei cicli; varie riprese, nel corso degli anni, hanno permesso ad Asimov di colmare le lacune più evidenti. Molti sono gli elementi che, collegando tra di loro i diversi cicli, contribuiscono a dare al sogno di Asimov un’idea di continuità.
Ecco, allora, che nel Ciclo dei Robot troviamo androidi dotati di un cervello “positronico”, che permette loro di ragionare in modo quasi umano e li sottomette alla famose leggi per le quali un robot deve sempre obbedire a un essere umano purché l’ordine non arrechi danno, appunto, ad un essere umano e, alla stessa condizione, deve proteggere se stesso.
È la “nascita” dell’intelligenza artificiale, una “visione” divenuta oggi un progetto reale, con gli stessi problemi risolti da Asimov con le tre leggi! Su di un piano che si potrebbe quasi definire più “filosofico” si pone la Trilogia della Fondazione – vale la pena di citare i tre volumi che la compongono: Cronache della galassia, Il crollo della galassia centrale, L’altra faccia della spirale – che racconta del declino e della caduta dell’Impero Galattico e dei lunghi anni di insicurezza che ne derivano, ispirandosi al Declino e alla caduta dell’Impero romano, classico storico di Edward Gibbon.
Qui un’altra brillante intuizione porta Asimov a definire la “psicostoriografia”, una scienza che giunge a prevedere alcuni comportamenti dell’uomo sulla base di dati di tipo matematico e statistico. Godibili sono anche i molti racconti, di vario genere, anche umoristici, scritti da Asimov. È giusto ricordare questo prolifico scrittore anche per il suo impegno civile, che lo ha portato ad opporsi alla guerra in Vietnam e ad essere tra i primi a lanciare l’allarme contro la minaccia ambientale.

(Antonio Ricci)

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