Il catechista sia un interprete autentico

A Villafranca il primo incontro del corso promosso dall’Ufficio Catechesi 

04catechistiSi è tenuto presso San Francesco a Villafranca il primo incontro per formatori, catechisti e genitori del corso promosso dall’Ufficio Catechesi e Evangelizzazione in collaborazione con la Scuola Diocesana di Formazione Teologico-Pastorale della Diocesi di Massa Carrara, dal titolo “Incontri psicopedagogici per catechisti e genitori degli adulti e dei ragazzi”.
L’incontro è stato presentato dal direttore dell’Ufficio don Maurizio Iandolo, che ha sottolineato l’importanza di questo corso per una formazione più completa, così da incontrare fanciulli, adolescenti e adulti con una preparazione anche psico-pedagogica, indispensabile in una società, in cui sono cambiati i parametri della convivenza, dell’educazione e dei valori.
La prima conferenza ha visto come relatore don Pietro Pratolongo, preside e docente della Scuola diocesana e fine teologo, che ha affrontato il tema “I catechisti interpreti autentici della fede”. Nella sua relazione ai numerosi presenti, provenienti da tutta la Provincia, don Pratolongo ha fatto l’identikit del catechista, che deve essere un interprete autentico nel senso che deve saper accompagnare chi gli viene affidato ed essere al contempo consapevole sia di ciò che crede sia di ciò che vive.
In una situazione sociale come la nostra, i ragazzi e gli adolescenti hanno bisogno di persone capaci di “parlare dell’amore di Dio” e di “insegnare a chiamarlo Abbà”, perché non c’è più nessuno, in famiglia e a scuola, che gliene parli, pur permanendo le domande profonde sulla vita, il dolore e la morte. In questo senso la preparazione sia spirituale sia contenutistica e psico-pedagogica diventa l’unica modalità per avvicinare e accompagnare in modo efficace questi ragazzi.
“Il catechista – afferma don Pratolongo – ha una missione importante” e ha presentato 5 punti per identificarlo: “Identità”, intesa come spiritualità di base; “Vocazione”: conoscere bene i motivi per cui si è scelto Cristo e la volontà di essere portatore del suo messaggio nel mondo; “Ministerialità”: bisogna essere coscienti di essere missionari; “Profezia”: essere uomo che sa leggere il presente per affrontare e riconoscere il futuro, che sa che è da un granello di senape per conquistare il mondo; “Capacità di lavorare con gli altri”: deve essere in possesso di capacità di auto-accettazione, di armonizzazione, della volontà di creare e stare in una comunità.
La relazione è terminata con l’annuncio che tutti i cristiani tramite il battesimo sono già santi, e che quindi loro compito è manifestare questa santità al mondo.
Il prossimo incontro si terrà alla Covetta venerdì 31 gennaio alle ore 15.30: relatrice Franca Feliziani Kannheiser che parlerà de “Il sacro e i fanciulli”.

(R.G.)

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